Antonio Fosson si è dimesso da presidente della Regione e da consigliere regionale «per salvaguardare la mia personale dignità, profondamente ferita dalle infamanti ipotesi»

Antonio Fosson alla fine del suo discorso di dimissioni
Antonio Fosson alla fine del suo discorso di dimissioni

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«Vi ho chiamato qui oggi per comunicarvi che, per onorare quel senso di responsabilità politica che ho sempre perseguito, ed anche per salvaguardare la mia personale dignità, profondamente ferita dalle infamanti ipotesi che vengono formulate, ho deciso di fare un passo indietro e di dare le mie dimissioni dalla carica di Presidente della Regione».

Così Antonio Fosson, presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta dal 10 dicembre 2018, esponente del movimento “Pour Notre Vallée”, dopo un anno e quattro giorni di Governo, ha annunciato, nella mattinata di sabato 14 dicembre, leggendo un comunicato stampa, le sue dimissioni dalla carica, in seguito alle indiscrezioni di stampa sull’inchiesta “egomnia”* dei Carabinieri di Aosta, che lo vedono indagato per scambio elettorale politico-mafioso, insieme ai colleghi di Giunta Stefano Borrello, della Stella Alpina, assessore regionale ai lavori pubblici, e Laurent Viérin, dell’Union Valdôtaine Progressiste, assessore regionale al turismo ed agricoltura ed al consigliere regionale Luca Bianchi, capogruppo dell’Union Valdôtaine.

«Questo – ha aggiunto Fosson – sottolineando però con forza la mia totale estraneità rispetto ai fatti di cui ho avuto lettura negli ultimi giorni sui giornali. Informo anche che, in mattinata, ho ricevuto comunicazione delle dimissioni da parte dei due assessori, Stefano Borrello e Laurent Viérin, al fine di salvaguardare le Istituzioni e tutelare con la dovuta serenità il loro operato. Altresì comunico che anche il consigliere Luca Bianchi ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di presidente della quinta Commissione permanente e da capogruppo dell’Union Valdôtaine. Ringrazio infine chi mi ha aiutato in quest’anno: il mio Governo, che sono qui con me oggi e li ringrazio, la mia maggioranza, il Consiglio tutto, nonché i dirigenti regionali e il personale.
E’ stato per me un grande onore essere presidente di questa meravigliosa Regione per la quale ho lavorato con impegno e onestà».

«Vi lascio copia di questo – ha aggiunto il presidente dimissionario, rivolgendosi ai giornalisti presenti – vi ringrazio, non aggiungiamo niente, ci saranno i momenti opportuni per fare altri approfondimenti e dichiarazioni. Grazie anche a voi per il vostro lavoro, arrivederci».

La lettera di dimissioni di Antonio Fosson è stata inviata alla presidente del Consiglio Valle, Emily Rini, nella mattinata di sabato 14, dicembre e recita: «Gentile Presidente, Le comunico con la presente le dimissioni dalla carica di Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste. La prego di volerne dare comunicazione nella seduta del Consiglio regionale da Lei già convocato per lunedì 16 dicembre 2019. Nel confermare il mio impegno personale di Consigliere regionale a servizio dell’Assemblea legislativa regionale e dei valdostani tutti, Le porgo i miei più distinti saluti».
Analogamente anche l’assessore regionale Stefano Borrello ha rassegnato le dimissioni dalla carica, scrivendo al presidente della Regione, che le ha inoltrate alla Presidenza del Consiglio Valle: «Il sottoscritto Consigliere regionale Borrello Stefano rassegna le proprie dimissioni da Assessore alle Opere pubbliche, territorio e edilizia residenziale pubblica. Distinti saluti».
In una nota, il Consiglio Valle ha comunicato la decisione da parte di Laurent Viérin di “voler depositare le proprie dimissioni dalla carica” di assessore regionale al turismo, sport, commercio, agricoltura e beni culturali.

“La presa d’atto delle dimissioni del presidente della Regione e dell’assessore Stefano Borrello – scrivono dall’Assemblea regionale – è stata inserita nell’ordine del giorno suppletivo del Consiglio regionale in programma da lunedì 16 a giovedì 19 dicembre, già convocato in sessione ordinaria con un ordine del giorno incentrato principalmente sui documenti di bilancio della Regione per il triennio 2020-2022. L’ordine del giorno sarà integrato con un ulteriore punto sulle dimissioni dell’assessore Laurent Viérin. I lavori del Consiglio inizieranno lunedì 16 dicembre alle 15”.
Nella stessa mattinata “il consigliere Luca Bianchi ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente della quinta Commissione consiliare permanente e da capogruppo dell’Union Valdôtaine in Consiglio regionale”.

Il regolamento del Consiglio regionale della Valle d’Aosta prevede “che le dimissioni del presidente della Regione sono presentate al presidente del Consiglio regionale, che ne dà comunicazione al Consiglio nella prima sessione o adunanza utile, e diventano efficaci dalla data di presa d’atto da parte del Consiglio regionale da effettuarsi nella medesima adunanza, e che fino all’elezione del nuovo presidente della Regione e della nuova Giunta, la Giunta rimane in carica per l’ordinaria amministrazione, fatta salva l’adozione degli atti indifferibili ed urgenti, e la carica di presidente della Regione è assunta dal vice presidente”, che è Renzo Testolin, dell’Union Valdôtaine, assessore regionale alle finanze, attività produttive ed artigianato, citato spesso nei documenti dell’inchiesta “egomnia”, ma non indagato.

“All’elezione del nuovo presidente e della nuova Giunta si procede – si legge ancora nel regolamento – entro sessanta giorni dalla data di presa d’atto delle dimissioni del presidente della Regione” e “sussiste comunque un termine massimo per l’esercizio dell’ordinaria amministrazione, che è di sessanta giorni, decorsi i quali*(la scadenza è prevista per il 14 febbraio 2020, n.d.r.), ove non siano eletti il nuovo presidente della Regione e la nuova Giunta, stante l’incapacità di funzionare per l’impossibilità di formare una maggioranza, si verificherà ex lege lo scioglimento funzionale del Consiglio regionale”.

Anche per le dimissioni degli assessori Stefano Borrello e Laurent Viérin, presentate al presidente della Regione, il regolamento prevede che queste “sono trasmesse al presidente del Consiglio, che ne dà comunicazione al Consiglio nella prima sessione o adunanza utile, e diventano efficaci dalla data di presa d’atto da parte del Consiglio regionale da effettuarsi nella medesima adunanza, e che il presidente della Regione assume ad interim le funzioni assessorili fino all’elezione dei nuovi assessori”.
Intanto Nicola Morra, senatore del “Movimento Cinque Stelle”, presidente della Commissione parlamentare antimafia, nella mattinata di domenica 15 dicembre, ha scritto su “Facebook” che «si sta ragionando di scioglimento del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, per infiltrazioni di ‘ndrangheta nello stesso».

Antonio Fosson è un medico chirurgo in pensione dal 2011: storico esponente di “Comunione e liberazione”, nel 2003 è stato eletto per la prima volta in Consiglio Valle nella lista dell’Union Valdôtaine venendo nominato poi assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali, fino al 2008, quando viene eletto senatore della Repubblica. Nel luglio 2013 rientra in Consiglio Valle, sempre nell’Union Valdôtaine, tornando a ricoprire il ruolo di assessore regionale alla sanità fino al giugno 2015, sostituito da Laurent Viérin.
Nell’ottobre successivo lascia l’UV per costituire, insieme al collega Claudio Restano, il gruppo “Pour Notre Vallée” confluendo, nel settembre 2017, nel gruppo della Stella Alpina, nella quale si candiderà nel maggio 2018 venendo rieletto in Consiglio con 1.437 voti.
Dal 26 giugno al 10 dicembre 2018 è stato presidente dell’Assemblea regionale, incarico che ha lasciato ad Emily Rini per andare a guidare la Giunta regionale e con la quale, lo scorso giugno ha costituito il costituito il gruppo consiliare “Pour Notre Vallée – Area Civica – Front Valdôtain”.