“Pays d’Aoste Souverain” critica l’immobilismo dei parlamentari e del presidente della Regione: «almeno pretendano la zona franca»

Albert Lanièce ed Elisa Tripodi il giorno della loro elezione, il 5 marzo 2018
Albert Lanièce ed Elisa Tripodi il giorno della loro elezione, il 5 marzo 2018

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“In che modo ci stanno rappresentando a Roma? Cosa fanno per i valdostani?”. Il Comitato politico di “Pays d’Aoste Souverain”, movimento popolare per l’indipendenza della Valle d’Aosta, in una nota diffusa nella mattinata di lunedì 27 aprile si chiede se “la deputata Elisa Tripodi, pur facendo parte della maggioranza di governo, ha ottenuto qualcosa per la Vallée d’Aoste? Ha mai provato ad arginare il delirio di onnipotenza del presidente Giuseppe Conte che con le sue autocertificazioni e le sue imposizioni sta portando alla morte l’economia valdostana?”

“Il senatore Albert Lanièce, esponente dei partiti autonomisti – aggiunge la nota – si è mai adoperato per difendere o aumentare la nostra autonomia? La loro esistenza si manifesta unicamente al ritiro dello stipendio. Almeno difendessero la Costituzione pretendendo l’attuazione del’articolo 14 dello Statuto della Valle d’Aoste: la zona franca!”

L’articolo 14 dello Statuto speciale per la Valle d’Aosta, legge costituzionale che risale al 26 febbraio 1948, prevede infatti che “Il territorio della Valle d’Aosta è posto fuori della linea doganale e costituisce zona franca” e che “Le modalità d’attuazione della zona franca saranno concordate con la Regione e stabilite con legge dello Stato”, nello specifico la legge numero 623 del 3 agosto 1949 che dispone la “Concessione alla Valle d’Aosta della esenzione fiscale per determinate merci e contingenti”.

“Perché la Vallée d’Aoste deve partecipare al risanamento del debito pubblico italiano quando di debiti non ne ha? – si chiede ancora “Pays d’Aoste Souverain” – perché il presidente Renzo Testolin anziché, esercitando quel poco di diritto che l’autonomia concede, non coordina una apertura ad hoc delle varie attività ancora precluse da Conte? Data la peculiarità della nostra realtà, perché non dare la possibilità a tutti, rispettando limiti sanitari che l’Amministrazione regionale stessa deve indicare, di aprire nuovamente e concedere ad esempio alle guide alpine ed altri operatori nel settore produttivo e turistico di prepararsi per la stagione estiva? Perché “Cva”, che grazie alle nostre acque è un’azienda ampiamente in attivo, non azzera immediatamente le bollette per tutte le attività produttive e commerciali che hanno avuto enormi danni per l’obbligo di chiusura e per le abitazioni di residenza dei valdostani?”.

“Insomma cosa state facendo?” concludono gli indipendentisti valdostani.

Fonte: “Pays d’Aoste Souverain”