La “fase 2” in Valle d’Aosta sarà monitorata per verificare come proseguirà la diffusione del contagio: «valuteremo interventi più cautelativi»

Mauro Baccega, Albert Chatrian, Renzo Testolin e Chantal Certan durante la presentazione dell'ordinanza 192
Mauro Baccega, Albert Chatrian, Renzo Testolin e Chantal Certan durante la presentazione dell'ordinanza 192

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L’ordinanza 192 di domenica 3 maggio 2020, intitolata “Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da covid-2019” «adatta le disposizioni nazionali alla situazione del territorio regionale ed alle particolari necessità della comunità valdostana – ha dichiarato il presidente della Regione, Renzo Testolin durante la “conferenza stampa” di presentazione, alle 11.30 di del 3 maggio, in diretta su “YouTube” e seguita da oltre 2.600 contatti – con tale provvedimento si è proceduto, altresì, a ridefinire in maniera organica le misure disposte precedentemente, andando a revocare a tal fine dodici ordinanze. L’ordinanza, che avrà decorrenza a partire da lunedì 4 maggio, fa espressamente salva la validità di alcuni provvedimenti già adottati in ambito sanitario e in materia di trasporti, che in ogni caso saranno oggetto di esame nei prossimi giorni previo confronto con le autorità sanitarie» e «costituisce il punto di partenza da cui prenderà avvio il lavoro del Comitato tecnico recentemente istituito, che sta lavorando per la valutazione delle prossime riaperture, oltre che per la definizione del quadro complessivo dove poter inserire gli interventi economici da attuare».

«L’impatto delle disposizioni di cui all’ordinanza – è stato ribadito – sarà oggetto di attento monitoraggio sanitario nei prossimi 10/15 giorni al fine di verificare l’andamento della diffusione del contagio e per valutare la possibilità di ulteriori aperture di attività, anche in ragione delle istanze dei cittadini, oppure, se del caso sia necessario valutare gli interventi nuovamente più cautelativi».

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“In concomitanza con l’inizio della “fase 2”, anche in Valle d’Aosta, ad inizio maggio partirà l’indagine di sieroprevalenza epidemiologica condotta dalla Protezione civile nazionale – si legge in una nota della Presidenza della Regione – in collaborazione con il Ministero della Salute, le Regioni, l’Istituto superiore di sanità, su tutto il territorio italiano e coordinata dal commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri. All’Azienda Usl della Valle d’Aosta, saranno forniti i kit e i reagenti per l’effettuazione e l’analisi di 759 test (per la prima fase) e di 4.700 test (per la seconda), finalizzati ad un’indagine a campione sulla diffusione dell’infezione da “sars-cov-2”, con l’obiettivo di individuare la presenza di anticorpi nelle persone testate e definire dunque la percentuale di circolazione del virus nella popolazione. Il campione da testare viene scelto sulla base di sei fasce di età, della provenienza geografica e dei profili lavorativi, oltre che, ovviamente, del sesso. I test sierologici sono esami del sangue in grado di cercare tracce di anticorpi che hanno reagito al “coronavirus”. Sarà il laboratorio di immunoematologia e di medicina trasfusionale diretto dal dottor Pierluigi Berti ad analizzare i test eseguiti in Valle d’Aosta poiché l’attrezzatura e la piattaforma già presente soddisfano tutte le caratteristiche imposte dal protocollo epidemiologico. Il ruolo di “Croce Rossa italiana” in questo ambito è di allestire un call center, previsto a Chavonne di Villeneuve e pienamente attivo dal 12 maggio, che avrà il compito, attraverso una piattaforma, di contattare e informare gli utenti selezionati da “Istat”, somministrare loro un questionario e prenotarli per il prelievo del sangue che avverrà sul territorio in sedi ambulatoriali, inoltre di fornire mezzi e autisti, per accompagnare il personale infermieristico e per il conferimento dei campioni in laboratorio”.

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“Per quanto riguarda l’avvio della “fase 2” in ambito sanitario – continua la nota – il Governo regionale sostiene che sia fondamentale riorganizzare al più presto l’ospedale perché possano essere riprese tutte le attività di presa in cura, oltre a quelle relative al “covid-19”, necessarie per dare risposte urgenti alla comunità valdostana. È indispensabile che l’Azienda Usl della Valle d’Aosta, al di là delle patologie gravi e degli interventi urgenti che non hanno mai subito interruzioni, ritorni ad occuparsi anche di tutti quegli interventi in elezione che, in questi mesi, purtroppo hanno dovuto essere sospesi. A tale proposito, è iniziato un percorso di approfondimento per preparare un “ospedale covid”, separato dal Parini, affinché non ci siano più eventuali rischi di contagio”.

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“In particolare – spiegano ancora dalla Regione – l’Assessorato della sanità, salute e politiche sociali, l’Azienda Usl della Valle d’Aosta e la “Siv – Società investimenti valdostana” (la nuova partecipata regionale nata dalla fusione delle “Nuv Srl” e “Coup Srl”, che si occupavano, rispettivamente, della costruzione della nuova Università e del nuovo ospedale, n.d.r.) hanno avviato un proficuo confronto su alcune soluzioni che potrebbero essere perseguite nel breve periodo. Nell’ambito di questa analisi, si sta tenendo conto di tre documenti già elaborati: la progettazione dell’ampliamento dell’ospedale “Parini”, la relazione sulla valutazione costi/benefici redatta dal gruppo di lavoro che ha coinvolto l’Università “Bocconi” e il “Piano di emergenza covid – fase 2″ proposto dal Comitato di Direzione dell’Azienda Usl Valle d’Aosta. In questa fase importante, l’assessore alla sanità, Mauro Baccega, come ha già detto in Commissione capigruppo, gradirebbe prevedere un fattivo coinvolgimento della V Commissione consiliare permanente, con la presenza importante all’interno del gruppo di lavoro di uno o due commissari”.

“Proprio per ridurre l’attuale pressione sull’ospedale e liberare reparti per restituirli alla loro ordinaria attività – viene ribadito – il Governo regionale è intervenuto anche sulla gestione delle strutture del territorio, assegnando all’Azienda Usl della Valle d’Aosta il coordinamento diretto di una parte della struttura di Perloz, per un totale di 18 posti, destinata ad Unità socio-sanitaria di cure residenziali estensive per il ricovero di pazienti “covid” negativi, che possono essere dimessi dall’ospedale ma non ancora in grado di rientrare al proprio domicilio o in micro-comunità. Inoltre, grazie alla disponibilità dell’Unité des Communes Valdôtaines Valdigne Mont-Blanc, sono in corso di definizione le procedure amministrative per l’apertura della nuova struttura residenziale di Morgex che, sempre sotto la gestione diretta dell’Azienda Usl, sarà destinata ad Unità socio-sanitaria di cure residenziali estensive per il ricovero di pazienti “covid” positivi, in uno stato di salute tale che, dimessi dall’ospedale, necessitano ancora di un periodo di elevata assistenza sanitaria prima di rientrare a domicilio o trovare destinazione presso altri setting residenziali”.

L’Amministrazione regionale ha anche spiegato che “al fine di affrontare tutti gli aspetti enunciati, così come altre problematiche legate all’avvio della “fase 2”, superata la fase più critica nell’affrontare la situazione di grave emergenza sanitaria che richiedeva l’assunzione di scelte immediate e tempestive, è stato avviato il necessario confronto con le organizzazioni sindacali di tutto il settore sanitario. I primi incontri si sono già svolti le scorse settimane con le organizzazioni sindacali confederali e nei prossimi giorni avranno luogo le consultazioni con le organizzazioni sindacali di tutta la dirigenza dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta. Per tale consultazione, già giovedì 30 aprile scorso, sono state attivate le procedure tecniche e informatiche per organizzare una riunione in videoconferenza per giovedì 7 maggio 2020, che sarà formalmente convocata lunedì 4 maggio per presentare le ipotesi allo studio per la riorganizzazione dei servizi sanitari, la campagna di test sierologici prevista, le modalità di esecuzione dei tamponi durante la “fase 2”, nonché gli aspetti contrattuali legati ai riconoscimenti dovuti a fronte del forte impegno delle professioni sanitarie. Il percorso di confronto sindacale proseguirà poi con gli organi della medicina convenzionata per affrontare tutti gli aspetti connessi alla riorganizzazione del territorio per la “fase 2″ e successive”.

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“Nell’ambito delle strutture socio-assistenziali – è stato annunciato – dopo la prima fase di emergenza che ha previsto anche il blocco di nuovi inserimenti nelle microcomunità così come il rientro degli utenti ricoverati in ospedale, è stato deciso, con il supporto dell’Unità di crisi, l’inserimento degli anziani all’interno delle strutture socio-assistenziali, secondo le normali procedure gestite dall’Unità di valutazione multidimensionale distrettuale, previa esecuzione del tampone con esito negativo e mettendo in atto un isolamento per 14 giorni, all’ingresso dell’ospite, a garanzia degli ospiti già presenti. Per quanto attiene all’ambito della disabilità, il collegamento mantenuto anche in questo periodo di emergenza con le famiglie e il confronto continuo con l’associazione “CodiVdA”, ha permesso di evidenziare i bisogni sia delle persone con disabilità che delle loro famiglie. Pertanto, per la “fase 2” si prevede una riattivazione graduale di una serie di servizi, privilegiando in fase iniziale una gestione all’aria aperta, al fine di permettere almeno qualche ora giornaliera di svago per i disabili e di sollievo per i loro parenti avendo come presupposto la definizione di chiare procedure di prevenzione da rischio di contagio che tutelino le persone con disabilità, gli operatori e i familiari se presenti. Allo stesso modo, sarà convocato nei prossimi giorni il Tavolo tecnico regionale di coordinamento e monitoraggio sull’autismo per affrontare con l’Associazione nazionale genitori con soggetti autistici, le migliori strategie per affrontare in modo efficace la “fase 2″ e successive”.

Con l’occasione l’assessore Baccega ha tracciato anche un primo bilancio delle attività di supporto psicologico dedicate esclusivamente all’emergenza “coronavirus”: «complessivamente, i contatti sono stati 143, mediamente 35 chiamate a settimana – ha raccontato – le donne che si sono rivolte al servizio sono state 98, mentre gli uomini 45, con un’età media intorno ai 50 anni. La popolazione anziana è stata quella più rappresentativa rispetto alle paure di un eventuale contagio da “coronavirus”, Con il passare dei giorni sono invece aumentate le richieste di aiuto da parte di persone più giovani. La sintomatologia più rappresentativa è stata l’ansia moderata».

Chantal Certan, assessora regionale dall’istruzione ha invece annunciato la costituzione «di un gruppo di lavoro coordinato dalla Sovraintendente Marina Fey con un duplice ruolo – ha spiegato – da una parte, fare un’accurata analisi della situazione verificatasi con la chiusura delle scuole e, dell’altra la predisposizione di un Piano di rientro della scuola valdostana. Questo perché l’organizzazione all’interno della scuola non sarà più come prima e sarà dunque necessario educare tutti al distanziamento sociale per poter stare insieme e proseguire le attività didattiche. Il gruppo di lavoro sarà costituito da diverse professionalità, tra le quali il medico del lavoro e delle scuole, i responsabili della sicurezza delle scuole, i Dirigenti scolastici e i docenti dell’Università della Valle d’Aosta. Sarà inoltra somministrato alle famiglie un questionario, attualmente in fase di elaborazione da parte della Sovraintendenza, allo scopo di raccogliere le necessità e le criticità emersi durante questi ultimi mesi. Vista la riapertura dei cantieri edili a partire dal 4 maggio, nuova attenzione all’edilizia scolastica sarà data, alla luce di quelle che saranno le modalità di riapertura delle scuole, oltre al potenziamento del personale ausiliario».

La Certan ha anche ricordato che, su “Rai3”, prosegue la messa in onda della trasmissione “L’explorateur – Didactique à Distance de l’École valdôtaine”: «ideata e realizzata per sostenere l’attività di didattica plurilingue della scuola valdostana e dare un sostegno agli insegnanti e alle famiglie». Dopo la trasmissione le puntate possono possono essere riviste anche su sul sito dell’École valdotâine (cliccare qui) e approfondire le “pistes pédagogiques”.

Partite su “Rai 3” le trasmissioni di supporto didattico dell’Assessorato, realizzate da Vincent Boniface e Joseph Péaquin

Albert Chatrian, assessore regionale all’ambiente, ha ricordato che «la ripartenza del tessuto socio-economico coinvolge anche l’ambiente e il territorio, in particolare si prevede l’apertura di tutti i cantieri forestali in amministrazione diretta entro fine maggio, sulle aree verdi, la sentieristica, le opere idrauliche, con i bûcheron ed i vari lavori appaltati e da appaltare con le imprese private del territorio» annunciando «buone notizie per i circa mille pescatori che traggono il benessere psico-fisico mediante l’attività della pesca nella Dora e nei torrenti valdostani. Già lunedì 4 maggio, incontrerò il presidente del Consorzio regionale Pesca della Valle d’Aosta (Antonio Crea, n.d.r.), per valutare modalità e tempi per l’apertura dell’attività ittica in Valle d’Aosta».

Luigi Bertschy, assessore regionale agli affari europei, politiche del lavoro, inclusione sociale e trasporti, collegato in remoto, ha reso noto che «dalla metà della prossima settimana, la struttura dirigenziale temporanea “Emergenza covid-19” che ha lavorato in questo fine settimana per affinare le procedure e la piattaforma informatica, comincerà a erogare i contributi relativi alla misura “Bonus a favore dei soggetti con figli a carico” (cento euro a figlio minorenne o disabile, n.d.r.), di cui all’articolo 10 della legge regionale 5/2020. Per gli studenti che frequentano un ateneo fuori regione o uno valdostano e sono titolari di un regolare contratto di locazione o domiciliati presso strutture collettive pubbliche o private potranno richiedere il contributo destinato agli studenti universitari. Nel corso della settimana sarà anche completato l’invio all’Inps della cassa in deroga».

Attivato in ritardo il sito per la richiesta dei contributi, ma solo per quello per i figli a carico. «A breve» possibili le altre domande

Fonte: Ufficio stampa Regione autonoma Valle d’Aosta