Nominata la Cabina di regia che dovrà supportare la Regione nella “fase 2”: tra i quindici componenti anche “l’amico” ed ex ministro Renato Balduzzi

Renato Balduzzi ed Antonio Fosson
Renato Balduzzi ed Antonio Fosson

– PUBBLICITÀ –

«San Paolo ha scritto che l’uomo di Dio tende alla giustizia, alla carità, alla mitezza. Caratteristiche, queste, che rispecchiano appieno l’indole e la condotta di vita di Renato Balduzzi. Uomo di fede chiamato ad impegnativi incarichi professionali, non ha mai fatto mancare il suo supporto alla vita cittadina e alle attività parrocchiali, vedendosi sempre riconosciuto il pregio di aver conservato una familiare disponibilità. Nella tranquillità di Saint-Nicolas e Avise ha trovato un rifugio che non è sinonimo di isolamento, bensì è luogo d’accoglienza, in cui rinsaldare il legame con le origini e rinvigorire lo spirito di comunità, alimentandolo con la linfa del dialogo e della condivisione».
E’ questa la motivazione ufficiale con la quale, nel 2018, l’Amministrazione regionale conferiva l’onorificenza di “Ami de la Vallée d’Aoste” a Renato Balduzzi,
ministro della salute dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013, sotto la Presidenza di Mario Monti, amico personale dell’ex presidente della Regione Antonio Fosson, che lo aveva invitato, nel gennaio 2019, alle celebrazioni dei quarant’anni del “Servizio sanitario nazionale”, dove figurava tra le personalità presenti, insieme all’assessore regionale alla sanità, Mauro Baccega, ed al commissario dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta, Angelo Pescarmona. Nel dicembre 2018 Balduzzi era stato anche nominato, dalla Giunta regionale, componente della “Commissione paritetica” Stato-Regione.

La nomina di Balduzzi è stato effettuata, dalla Giunta regionale, martedì 12 maggio, insieme a quella del professor Fabrizio Faggiano, in qualità di “professionalità tecniche esperte, altamente qualificate e di riconosciuta professionalità a livello nazionale” nella Cabina tecnica di regia “per la definizione di un piano di gestione della “fase 2” dell’emergenza epidemiologica da “codiv-19″ (sic!), per quanto attiene agli aspetti di gestione sanitaria e sociosanitaria”.
Balduzzi, che presta la sua opera gratuitamente, e Faggiano, che ha chiesto ed ottenuto dalla Regione, il 30 aprile, un compenso forfettario di 15mila euro (“stimati sulla base di circa trenta giornate lavorative”), hanno già lavorato ufficialmente insieme nel “Centro di eccellenza interdipartimentale di servizi per il management sanitario” dell’Università del Piemonte orientale, dove l’ex ministro alla salute era il direttore scientifico e Faggiano il suo vice. Dal 2012 Fabrizio Faggiano è professore ordinario del Dipartimento di medicina traslazionale della “Upo”, nell’ospedale maggiore della carità di Novara.
Nel maggio 2013, mentre era alla guida del Ministero della Salute, Renato Balduzzi aveva firmato un decreto che finanziava con tre milioni di euro la prosecuzione “a scopo compassionevole” del “metodo stamina” del pubblicitario Davide Vannoni, nonostante le numerose critiche della comunità scientifica, a partire dalla futura senatrice a vita Elena Cattaneo fino alla rivista scientifica internazionale “Nature”, vicenda che poi si era conclusa con una sentenza di “non applicabilità medica” e la condanna per truffa dell’ideatore del “metodo”.

Per quanto riguarda i restanti componenti della Cabina di regia, la Giunta regionale ha definito la partecipazione di Ezio Garrone, coordinatore del Dipartimento sanità e salute dell’Assessorato competente con funzioni di coordinamento; Miriana Detti, dirigente della Struttura programmazione socio-sanitaria; Mario Ruffier, dirigente della Struttura di igiene e sanità pubblica e veterinaria; Angelo Pescarmona, commissario straordinario dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta; Davide Emanville, dirigente del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta; Luca Montagnani, coordinatore sanitario dell’emergenza da “covid-19” in Valle d’Aosta e Guido Giardini, presidente della “Fondazione Montagna sicura”, a cui si aggiungono un dirigente medico, con specializzazione in malattie infettive, designato dall’Azienda Usl Valle d’Aosta, un dirigente medico della struttura medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza e emergenza territoriale ed il funzionario con particolare posizione organizzativa della Struttura programmazione socio-sanitaria regionale, con funzioni di segreteria scientifica e supporto tecnico.
La Cabina di regia vedrà anche la partecipazione di Roberto Rosset, presidente dell’Ordine dei medici della Valle d’Aosta “per rappresentare il punto di collegamento tra ospedale e territorio” e di un rappresentante tecnico designato dal Consiglio permanente degli Enti locali della Valle d’Aosta. La Regione aveva anche individuato come componente della Cabina tecnica di regia, con funzioni di supporto tecnico, Federica Duò, collaboratore professionale sanitario infermiere responsabile del personale infermieristico, ostetrico e assistenti sanitari dell’Area territoriale dell’Azienda Usl, ma “il suddetto funzionario ha comunicato in data 8 maggio 2020, la sua decisione di non partecipare alle attività della suddetta Cabina di regia” ed è stata quindi sostituita da Laura Plati, collaboratore professionale sanitario esperto infermiere, facente funzione di dirigente delle professioni sanitarie dell’Azienda Usl.

La nomina della Cabina di regia da parte dell’Esecutivo regionale, è stata decisa mercoledì 6 maggio in virtù del fatto che “alla fine di aprile la curva dei dati che descrive la diffusione dell’epidemia a livello regionale sembra approssimare una fase di stabilizzazione dei contagi e dei decessi che da questi sono conseguiti e che si rende pertanto urgente, oltre che strategico, avviare una gestione della “fase 2” dell’emergenza epidemiologica da “covid-19″ che limiti quanto più possibile gli esiti non voluti e temibili per la popolazione residente e per le strutture del servizio sanitario regionale”.
Siccome “a seguito dell’emergenza epidemiologica, nella fase di maggiore carico per il servizio sanitario regionale e per l’ospedale in particolare, sono state sospese o rinviate molte prestazioni programmate nella fase ordinaria e che, inoltre, per timore del contagio molti cittadini hanno evitato il ricorso alle strutture sanitarie”, la Regione ritiene “pertanto necessario l’avvio di una “fase 2″ che, tenendo in debita considerazione gli eventi che comunque questa fase di riduzione del distanziamento sociale produrrà sulla diffusione del contagio tra la popolazione, riprenda la programmazione dell’attività ordinaria garantendo i livelli essenziali dell’assistenza nei tempi il più possibile conformi al bisogno e monitorando la popolazione maggiormente esposta ai rischi di un contagio quale è la popolazione con una o più patologie croniche”.

Il Governo regionale quindi “conviene su quanto le evidenze scientifiche riferiscono in merito all’esperienza in corso nella gestione dell’epidemia epidemiologica da “covid-19” denotandola come difficilmente descrivibile per il futuro prossimo, secondo modelli matematici previsionali certi o affidabili con un elevato grado di verosimiglianza, in quanto i modelli matematici predittivi si basano sulla costante modulazione delle curve in osservanza all’andamento dell’indicatore “R0” e, ricordando che “il Consiglio regionale nell’adunanza del 17 aprile 2020 ha approvato l’ordine del giorno n. 3 con il quale impegna la Giunta regionale alla predisposizione di un Piano strategico per affrontare al meglio l’applicazione della cosiddetta “fase 2” della pandemia da “covid-19″ sul territorio regionale, coinvolgendo, tra gli altri, esperti epidemiologi di alto profilo e dalle comprovate capacità tecnico-scientifiche”, evidenzia “l’urgenza di disporre di un documento programmatico che definisca modalità di gestione tempestive ed efficaci della “fase 2” dell’emergenza epidemiologica da “covid-19″, per quanto attiene agli aspetti sanitari e socio-sanitari, prima di una eventuale ripresa della curva epidemica ipotizzata dagli esperti nazionali in autunno o, in una ipotesi peggiore, all’avvio della fase di riduzione del distanziamento sociale imposto dai precedenti decreti del presidente del Consiglio dei Ministri e modificata dal decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020”.

La Cabina di regia dovrà quindi “per quanto riguarda gli aspetti epidemiologici, procedere alla raccolta e valutazione del sistema degli indicatori per il monitoraggio dell’epidemia definiti dal Ministero della salute e alla conseguente definizione di un sistema di sorveglianza dello sviluppo dell’epidemia, nonché all’elaborazione di procedure di sorveglianza e alla progettazione di adeguate strutture di osservazione epidemiologica sia a livello regionale che aziendale” e “fornire la propria collaborazione professionale in termini di supporto alle valutazioni e alle decisioni relative alla gestione della “fase 2” dell’epidemia valorizzando i contenuti dei documenti già predisposti dall’Assessorato nella prima proposta di Piano regionale per la salute e il benessere sociale riferiti ad una situazione pre-emergenziale e nel Piano di proposte operative dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta per la gestione, in ambito sanitario e socio-sanitario, della “fase 2″ dell’emergenza sanitaria” in modo che “i suddetti esperti forniranno un contributo qualificato e professionale nel supportare le decisioni sia in termini organizzativi e funzionali dei servizi sanitari regionali, sia in termini di azioni da rivolgere alla popolazione”.

La Regione quindi pagherà soltanto “l’alta professionalità del professor Faggiano” mentre gli altri componenti parteciperanno “a titolo gratuito” ed ha dato mandato alla Cabina di regia di “supportare le decisioni necessarie alla gestione della “fase 2” dell’emergenza da “covid-19″ in ambito ospedaliero, territoriale e della prevenzione, e in particolare, per quanto riguarda gli aspetti epidemiologici, procedere alla raccolta e valutazione del sistema degli indicatori per il monitoraggio dell’epidemia definiti dal Ministero della salute e alla conseguente definizione di un sistema di sorveglianza dello sviluppo dell’epidemia, nonché all’elaborazione di procedure di sorveglianza e alla progettazione di adeguate strutture di osservazione epidemiologica sia a livello regionale che aziendale” per poi “redigere un Piano di proposte operative per la gestione della “fase 2” per quanto attiene alle materie sanitarie e socio-sanitarie dell’emergenza da “covid-19″, da consegnare all’assessore competente entro il 31 luglio 2020”.


Fonti: delibere della Giunta regionale n.359 del 12/05/2020, n.343 del 06/05/2020, provvedimento dirigenziale n.2160 del 12/05/2020 ed Ufficio stampa Regione autonoma Valle d’Aosta