La Squadra mobile della Questura di Aosta, arresta uno spacciatore recidivo, che continuava l’attività nonostante i “domiciliari”

La conferenza stampa dell'operazione 'Quei bravi ragazzi' nel febbraio 2019
La conferenza stampa dell'operazione 'Quei bravi ragazzi' nel febbraio 2019

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Nel tardo pomeriggio di venerdì 12 giugno la Polizia di Stato ha arrestato Claudiu Padure, cittadino romeno, già in regime di arresti domiciliari, per detenzione di hashish a fini di spaccio di hashish.
“Gli operatori della sezione narcotici della Squadra Mobile – spiega una nota della Questura di Aosta – hanno ricevuto notizia che il ragazzo, classe ’99, detenesse all’interno della propria abitazione ove era sottoposto al regime degli arresti domiciliari, un notevole quantitativo di sostanza stupefacente a fini di spaccio. Il ventunenne è una vecchia conoscenza degli investigatori in quanto era stato arrestato nella primavera del 2019 nell’ambito dell’indagine denominata “Quei bravi ragazzi” condotta dalla Squadra mobile di Aosta, attività che aveva permesso di smantellare una fiorente attività di spaccio posta in essere da diversi pusher locali, alcuni dei quali incensurati, tutti arrestati in esecuzione delle misure cautelari disposte dal Giudice per le indagini preliminari”.

L’organizzazione “piazzava” almeno 1.300 dosi di hashish e cocaina al mese ad un centinaio di persone, compresi minorenni, per un guadagno mensile stimato di circa 1.600 euro, era stata scoperta ed arrestata dagli agenti della Squadra mobile della Questura di Aosta, che nelle prime ore di giovedì 7 febbraio 2019, dopo quasi due anni di indagini, avevano eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare. La citazione del titolo dell’operazione arriva dal film del 1990 di Martin Scorsese, con Robert De Niro, Joe Pesci e Ray Liotta, protagonista della pellicola che racconta l’ascesa e la disfatta di un’organizzazione malavitosa a New York.

“Il rilievo della notizia ricevuta e il curriculum criminale del soggetto – aggiungono i poliziotti – ha dato l’input investigativo agli operatori determinati ad effettuare un controllo domiciliare, finalizzato alla verifica del rispetto della misura cautelare, a casa di Padure. Nell’abitazione, gli investigatori hanno avvertito un forte odore tipico dell’hashish e pertanto hanno proceduto alla perquisizione personale del soggetto, estesa poi al domicilio. All’esito dell’attività sono stati rinvenuti circa 150 grammi di sostanza stupefacente di tipo hashish all’interno della tasca del giubbotto del ragazzo, sottoposta a sequestro. La sottoposizione alla misura restrittiva non ha certo dissuaso il giovane dal continuare la sua attività di spaccio: pertanto, gli investigatori della Squadra mobile hanno accompagnato Claudiu Padure in Questura per sottoporlo ad arresto, ove ha trascorso la notte in attesa del giudizio di convalida”.

Padure era stato condannato, nel novembre 2019, dal Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Aosta, Davide Paladino, ad una pena di due anni di reclusione per l’attività di spaccio nel quartiere “Cogne” e nel centro storico di Aosta, ed era aiutato, nell’attività criminale, anche dalla madre, Mariana Camelia Paun, di 40 anni, alla quale era stata comminata una pena di un anno ed otto mesi, mentre il gestore dell’organizzazione, Samir Yassine, di 32 anni, marocchino richiedente protezione internazionale, era tornato in carcere con una pena complessiva, dovuta alla recidiva del reato, di cinque anni di reclusione. Il quarto membro dell’organizzazione di spaccio, la marocchina Youssef Cheraa, di 36 anni, aveva patteggiato una pena di due anni e quattro mesi.

Fonte: Questura di Aosta