Daria Pulz chiede certezze ed omogeneità nelle regole per la riapertura scolastica: «non giochiamo allo scaricabarile sulle Istituzioni scolastiche»

Daria Pulz, consigliera regionale di 'ADU-VdA'
Daria Pulz, consigliera regionale di 'ADU-VdA'

– PUBBLICITÀ –

«Il diritto all’istruzione, in presenza e di qualità, non può più essere compresso: per settembre deve essere assicurato il rientro in aula di tutti gli allievi». A sostenerlo è la consigliera di “ADU-VdA” Daria Pulz, dopo che l’assessora regionale all’istruzione, Chantal Certan ha previsto, nella versione dell’8 giugno de “L’École Valdôtaine Re-part”, non trasmesso ufficialmente al Consiglio regionale, che ciascuna Istituzione scolastica “potrà definire, in virtù della sua autonomia, modalità di alternanza, turnazione, didattica a distanza proporzionate all’età degli alunni e al contesto educativo complessivo. In particolare, per gli alunni delle scuole secondarie di secondo grado, laddove necessario, per ridurre la concentrazione di alunni negli ambienti scolastici, potranno essere riproposte forme di didattica a distanza”.

«Tutto questo è inaccettabile – commenta la consigliera Pulz – l’assessora Certan, che a maggio si diceva pronta a riaprire le scuole malgrado tutti i rischi del caso, a giugno non ha idea di dove reperire le aule necessarie. Le indicazioni del governo centrale non sono, al solito, puntuali, ma la tendenza è definita: distanza di un metro, areazione locali, no agli assembramenti e mascherine. Si lavori con estrema urgenza a partire da queste linee di massima. Assistiamo, invece, al solito scaricabarile sulle singole Istituzioni scolastiche, nel nome di una falsa autonomia. Se decidono i singoli dirigenti, avremo delle inaccettabili differenze tra comunità territoriali, tipologie di scuola e allievi. La didattica a distanza lascia indietro i soggetti più deboli e fragili; spesso, i più poveri. Essa deve rappresentare l’extrema ratio nel caso di una seconda grave ondata di contagi da scongiurare, non certo la soluzione all’indifferenza di tutti i governi regionali per la scuola e l’annosa questione dell’edilizia scolastica»-

Secondo la consigliera Pulz, il terzo provvedimento “anti covid” va rivisto radicalmente, rinviando alcuni interventi di sostegno meno centrali e destinando subito tutte le risorse necessarie per la riapertura, in presenza, della scuola: «occorrono soldi per organizzare un trasporto scolastico destinato ai soli studenti, in modo da evitare assembramenti con gli altri pendolari – aggiunge – soldi per assumere i nuovi insegnanti e bidelli per le aule supplementari e i turni pomeridiani, soldi per acquisire e adattare nuovi spazi per garantire la “distanza fisica di sicurezza”, e non “distanza sociale”, le parole sono importanti. Non si può continuare a perdere tempo discutendo su dove sistemare i moduli prefabbricati, se in un’area contaminata in zona Cogne o in posto centrale più idoneo ad accogliere gli allievi, non si può temporeggiare oltre sulla sede di via Torino di cui una commissione tecnica deve ancora valutare gli interventi di recupero. Ci si avvalga di procedure d’urgenza, ora che la conversione in legge del decreto 22/2020 sull’avvio dell’anno scolastico ha attribuito poteri commissariali straordinari ai sindaci e al presidente della Regione».

«Il Consiglio regionale decida le priorità di valori e obiettivi: che posto ha l’istruzione delle nuove generazioni nel progetto di ricostruzione della nostra Regione? – si chiede quindi Daria Pulz – dopo gli impianti a fune e l’allevamento bovino? Si può di nuovo lavorare, andare alle terme, sulla “Skyway”; si può, persino, giocare al campionato di calcio, e non si può tornare sui banchi di scuola? Senza una risposta chiara al “se” e al “come” a settembre si tornerà tutti sui banchi di scuola, il terzo provvedimento “anti coronavirus” si dimostrerà un provvedimento pre-elettorale, per la distribuzione di contributi a pioggia, senza un’idea chiara di società. L’assessora Certan, che chiude con nonchalance i tavoli di lavoro troppo critici, e gli altri membri della Giunta dicano se hanno collocato la scuola e la sanità al centro dell’azione politica e se davvero credono che così nessuno sarà lasciato indietro. In caso contrario, e ferma restando la necessità di modificare in molte altre parti il disegno di legge, “ADU-VdA” cercherà il sostegno di tutti, fuori e dentro il Palazzo, per bloccare e riscrivere questo miope progetto per la ripartenza della Valle d’Aosta».

Fonte: Ufficio stampa Consiglio regionale della Valle d’Aosta