No, non bisogna ascoltare tutti.

Scritto da gae

24 Aprile 2021 - 19:50

Non troverete su questo sito informazioni o reportage sulla manifestazione dei negazionisti valdostani contro la “didattica a distanza”.
Per due ragioni.

La prima, squisitamente professionale, è legata al fatto che “R2020”, associazione creata dalla deputata ex “Cinque Stelle” Sara Cunial, che era presente ad Aosta, che insieme agli ex “grillini” Davide Barillari e Ivan Catalano hanno creato la loro “carriera” politica sull’anti-vaccinismo e che sostiene (anche finanziariamente, vista la quantità di carta straccia che è stata stampata, incollata e distribuita) il “Comitato valdostano per la tutela dei diritti umani e costituzionali”, hanno organizzato e mantengono attiva una campagna di disinformazione, al di fuori di ogni ragionevole logica, che è impossibile raccontare senza rischiare di essere denunciati per il mancato rispetto della deontologia professionale.

La seconda è che semplicemente non è successo niente di realmente interessante. I “duecento” (stimati secondo le diverse Forze dell’Ordine che erano sul posto, ben distanti, vista e considerata la mancanza di mascherine, i baci e gli abbracci) che si sono trovati in piazza sono sempre e solo gli stessi: complottisti illuminati da qualche entità superiore che sono sempre contrari a qualunque cambiamento o evoluzione, guidati da personaggi pittoreschi che riescono ad ottenere attenzione e visibilità sparandole sempre più grosse, protagonisti del detto «A lavare la testa all’asino si perde il tempo, l’acqua e il sapone» recentemente citato dall’assessore regionale all’istruzione, Luciano Caveri, condannato dall’autoproclamatosi «tribunale del popolo sovrano» per «alto tradimento» insieme al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’ex presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte e l’attuale Mario Draghi, così come diversi ministri. Un atteggiamento molto rispettoso alla vigilia della Festa della Liberazione.

L’unico aspetto importante, forse, è che in piazza Chanoux ad Aosta c’era della gente che ha pericolosamente sfidato i divieti, pensando di essere più furba di coloro che invece rispettano le regole. Intelligentemente, le Forze dell’ordine non li hanno interrotti e li hanno lasciati sfogare. Il problema vero è che tra i “fricchettoni” (come li ha definiti qualcuno sui “social”) c’erano anche degli irresponsabili che da lunedì saranno davanti alle scuole, quattro volte al giorno, per portare e prendere i propri figli, ed incontreranno tanti altri genitori, che magari preferiscono evitare di baciare ed abbracciare il prossimo, proprio per non ammalarsi e non far ammalare i propri congiunti.
Ma questa è «libertà», duecento idioti che consapevolmente tirano il freno a mano nella corsa alla soluzione della pandemia, perché se il problema si risolve probabilmente questi scompaiono e devono tornare a lavorare, ammesso che ne abbiano uno.

C’è chi dice che bisogna sempre ascoltare tutti per farsi un’opinione, ma forse, nell’epoca del complottismo, della disinformazione e della fragilità cognitiva, bisogna imparare a fare selezione.
Dopo i giornalisti e le televisioni, anche i “social”, dove questa tipologia di personaggi crea massa critica virtuale, stanno cominciando a prendere provvedimenti, cancellando account e chiudendo canali. Certo, questi si sentiranno dei martiri, venendo così rafforzati nelle loro convinzioni, ma bisogna prendere atto che esiste una parte della società che è facilmente influenzabile, che non ha gli strumenti per capire e sente solo chi urla più forte.

Alla fine è sempre l’ignoranza a provocare i danni più gravi.

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