Daria Pulz

Daria Pulz definisce «un capolavoro di equilibrismo delle larghe intese» l’accordo sulle discariche e ricorda «il rischio di incostituzionalità» della norma





«In tempi di timore giustificatissimo da parte della cittadinanza, testimone dei viaggi dei rifiuti attraverso i quali la nostra bella Valle si è aperta al turismo del rifiuto speciale industriale smaltito nelle discariche private, noi di ADU VdA abbiamo lavorato alacremente per portare in Consiglio regionale soluzioni serie al fine di risolvere non solo il problema della discarica di Chalamy, ma anche quella di Pompiod, innescando di fatto la miccia di un dibattito che è proseguito per l’intera ultima giornata di Consiglio». A dirlo è la consigliera di ADU VdA Daria Pulz all’indomani dell’approvazione delle disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale per il triennio 2020-2022.

«Ma l’ennesima proposta di ADU VdA, saggia, realistica e volta a limitare il danno discariche, è stata rigettata – prosegue Daria Pulz – per la discarica di Pompiod si continua quindi a prevedere, come deciso dall’assessore, un limite annuo del 20%per tutti i rifiuti speciali, nessuno escluso; a Chalamy si potranno importare solo i rifiuti inerti della tabella 1 dell’art. 5 del DM 27 febbraio 2010, per intenderci anche lo smarino da scavo, quello dei lavori TAV, ad esempio. Dietro alla magica parola “revoca”, introdotta in extremis nell’emendamento, si nasconde ciò che l’assessore aveva in realtà già disposto perché dire che vieti i lavori di completamento relativi al conferimento significa, appunto, affermare la revoca delle autorizzazioni con altre parole. Ma, grazie alla momentanea (o profetica?) pax fra Lega e cosiddetti autonomisti, è nato un capolavoro di equilibrismo delle larghe intese a cui quasi tutto il Consiglio in chiusura ha abboccato, ci chiediamo se in buona fede. Il rischio di incostituzionalità c’era e rimane per via della libera circolazione delle merci, tra cui anche i rifiuti. Quando noi avevamo osato parlare di revoca, la maggioranza aveva obiettato che non si possono illudere i cittadini poiché non si sarebbero fatti aspettare i ricorsi dei gestori, anche se è evidente che la cittadinanza sta impiegando tutte le sue energie per salvare la politica dai disastri che essa stessa ha precedentemente prodotto».

E conclude: «La nostra articolata proposta, che ha ottenuto solo otto voti, stabiliva in primis che il nuovo Governo – dopo le elezioni o dopo il terzo rimpastino inefficace – affrontasse seriamente la questione in terza Commissione consiliare insieme ai dirigenti tecnici, a una rappresentanza dei due comitati di cittadini e dei portatori di interesse perché si studiasse una reale via d’uscita dalla problematica dei rifiuti, precisando i limiti minimi di distanza per le discariche autorizzate allo smaltimento degli inerti e dei rifiuti speciali dalle abitazioni (70 metri attuali a Pompiod e 200 dalle scuole a Chalamy), distanza che in tutte le altre regioni è regolamentata con precisione nel Piano regionale dei rifiuti».

Fonte: Ufficio stampa Consiglio regionale della Valle d’Aosta

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