L'insegna dell'Azienda Usl, ad Aosta

Il commissario dell’Azienda Usl si augura che i sette “Rls” che si sono dimessi possano «riconsiderare la loro presa di posizione»





«Ricevo le dimissioni delle “Rls”, nonostante fosse in programma un incontro ipotizzato per i primi giorni della settimana prossima, per fare il punto della situazione e per riconsiderare, eventualmente, questa dura presa di posizione dei rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori».

Risponde così, con una nota, il commissario dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta, Angelo Pescarmona, alle dimissioni in blocco, venerdì 15 maggio, dei “Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza” dell’azienda che gestisce la sanità pubblica valdostana: «posso affermare che i rapporti con le “Rls” sono sempre stati improntati alla massima collaborazione e chiarezza, fino all’arrivo di questa emergenza sanitaria, per la quale si sono evidentemente create situazioni che hanno finito per rendere difficoltoso persino incontrarsi, che hanno reso complesse le interlocuzioni e che hanno contribuito, in alcuni casi, ad inasprire i toni del confronto».

«Le motivazioni che hanno portato a questa grave e sofferta decisione – si legge nella lettera di dimissioni, firmata da Denise Alleyson, Riccardo Brachet Contul, Maria Luisa Colabello, Flaviana Filippetto, Francesco Macrì, Fabio Massa, Salvatore Presta e Tiziana Sibille – sono da ricondurre al fatto che, malgrado le ripetute segnalazioni e proposte fatte dagli “Rls” nel periodo febbraio-aprile 2020 al fine di costruire un modello di organizzazione partecipata riguardo la prevenzione del rischio a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro, non sono seguiti atti concreti in termini di informazione, partecipazione e consultazione con gli “Rls” ai sensi del DLgs 81/2008.

In particolare i “Rls” denunciano la mancata consultazione sulla designazione del “Rspp” (il responsabile dei servizi di prevenzione e protezione, Davide Emanville, provvisoriamente sostituito da Alberto Costa, n.d.r.) e del suo sostituto, mancata consultazione preventiva in ordine alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione del rischio nell’azienda o unità produttiva attuate dal datore di lavoro. A tale riguardo si precisa che le riunioni tenutesi con il datore di lavoro sono state convocate a seguito di sollecito degli “Rls” nell’impossibilità di promuovere l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori».

I nove responsabili dimissionari lamentano anche «la mancata consultazione in merito all’organizzazione del formazione a favore di lavoratori preposti e dirigenti e mancata informazione riguardo gli infortuni e le malattie professionali da “covid-19”, esprimendo erplessità circa le misure messe preventive messe in atto e/o modificate per la tutela della salute e l’integrità fisica dei lavoratori per i diversi gradi di rischio e nelle diverse strutture operative».

«Prendo atto, dunque, delle dimissioni – ribatte Pescarmona – e colgo l’occasione per esprimere la stima nei confronti degli “Rls”. Mi auguro che possano riconsiderare la loro presa di posizione e la conseguente decisione di dimettersi in maniera tale che sia possibile proseguire il dialogo e il confronto nel segno della massima apertura e della più serena e fattiva collaborazione, elementi e situazioni che hanno sempre caratterizzato il rapporto tra questa Direzione strategica e le “Rls”, che si sono adeguatamente formati in questi anni per poter svolgere al meglio la loro importante funzione».

Fonti: Ufficio stampa Azienda Usl della Valle d’Aosta e lettera di dimissioni degli “Rls” dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta

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