La Commissione antimafia verificherà il numero di “altri” vaccinati anche in Valle: «ci sono le categorie che non fanno parte delle sei voci specifiche» ribattono dall’Azienda Usl

Scritto da aostapresse

8 Aprile 2021 - 15:00

«Ci sono alcune regioni, come Sicilia, Calabria, Campania e Valle d’Aosta che nella categoria “altro”, ovvero non “over 80”, personale sanitario e altre categorie principali a rischio, risultano avere numeri ben maggiori rispetto alla media nazionale. Chi sono le così tante persone che ricadono nella categoria “altro” in queste regioni?»

È la domanda che si pone Nicola Morra, senatore del Movimento 5 Stelle, presidente della Commissione parlamentare antimafia: «insieme al collega Paolo Lattanzio, coordinatore in Commissione antimafia del Comitato sulla prevenzione e repressione delle attività predatorie della criminalità organizzata durante l’emergenza sanitaria – ha aggiunto sulla sua pagina “Facebook” – abbiamo deciso di avanzare una richiesta per conoscere i criteri con cui è stata organizzata la categoria “altro”. Credo che gli italiani abbiano il diritto di sapere se è tutto nella norma o se ci sono zone d’Italia in cui si sono fatti passare avanti alcuni soggetti, a scapito di chi aveva il diritto di essere vaccinato prima. E credo che sia dovere dello Stato fare una verifica su un dato così anomalo».

“In relazione alle liste definite con la voce “altro” riferiti al piano vaccinazione anti-Covid – si legge in un comunicato di risposta dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta – precisa che tali elenchi comprendono tutte le categorie di persone non inserite nelle sei voci specifiche definite dal “Sistema informativo anagrafe vaccinale regionale”, individuate dal Commissario per l’emergenza e dal Piano vaccinale regionale”.

“Negli elenchi “altro” sono stati inserite le persone “under 79” – continua la nota dell’azienda sanitaria valdostana – si ricorda al riguardo il continuo cambiamento delle raccomandazioni per l’utilizzo di “AstraZeneca” che inizialmente era stato indicato per gli “under 55”, poi per gli “under 65”, eccetera, e tutti i soggetti con vulnerabilità e in condizione di fragilità nonché Vigili del fuoco, volontari, popolazione carceraria, eccetera. L’elevata percentuale di “altro” rispetto alle altre voci andrà inevitabilmente aumentando, perché alle persone comprese nelle altre categorie, come gli “over 80” e gli “over 90″ sono già state garantite le prenotazioni e sono in fase di completamento”.

Secondo i dati pubblicati nel “report vaccini” sul sito del Governo nazionale, in Valle d’Aosta, fino a giovedì 8 aprile, si sono somministrate 28.581 dosi (16.575 a donne, 12.006 ad uomini), a fronte di 32.470 consegne, pari all’88 per cento netto, valore percentuale più alto d’Italia, con il 77,2 per cento a livello nazionale.
La suddivisione per fasce d’età vede in testa, con 7.043 dosi, coloro che hanno tra gli 80 ed 89 anni, seguiti, con 4.619, dalla fascia “60-69” quindi, con 4.487, la “50-59”. Ci sono poi, con 3.860 dosi, quelli della fascia “70-79”, con 2.943 quelli tra 40 e 49 anni, e 2.294 ultranovatenni. Fanalini di coda, con 1.976 dosi la fascia “30-39” e con 1.333 la “20-29”. Nella fascia tra 16 e 19 anni sono state somministrate solamente 26 dosi.
La differenziazione per le sei categorie vede effettivamente 8.809 “altri”, seguiti da 7.881 “over 80” e poi 6.313 operatori sanitari e sociosanitari. Numeri molto minori per quanto riguarda il personale scolastico (1.798), il personale non sanitario (1.647) e gli ospiti di strutture residenziali (1.292), con le Forze armate in coda (841).

“Quindi, le vaccinazioni che vengono effettuate ogni giorno comprendono le persone delle categorie varie – precisa ancora l’Usl – che sono vaccinate con “Pfizer BioNTech” e “Moderna” e che vanno diminuendo per numero, e quelle inserite nella lista “altro”, che vengono vaccinate prevalentemente con “AstraZeneca” e che comprendono numerose situazioni, come le persone di età tra 70 e 79 anni, quelli di età tra 18 e 55 anni, una fascia in via di ridefinizione, le persone in condizione di fragilità, eccetera. La missione è quella di somministrare la prima dose a quante più persone possibile”.

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Nei dati nazionali sono riportate anche i sette punti di somministrazione per regione, a partire dai due ospedalieri dell’Azienda Usl. Valle d’Aosta e dell’ospedale regionale “Umberto Parini”, ed i cinque territoriali, il poliambulatorio di Morgex, il presidio di Valtournenche, i saloni polifunzionali siti nei Comune di Châtillon e Donnas la struttura polivalente al “Palaindoor Marco Acerbi”.

«Auspichiamo massima collaborazione nella trasmissione dei dati alla Commissione antimafia da parte delle istituzioni competenti – ha aggiunto Morra – al fine di fugare ogni dubbio sul rispetto delle priorità di vaccinazione. Purtroppo i cittadini continuano a soffrire a causa dei disservizi delle Asp in tante parti d’Italia, c’è quindi necessità di offrire risposte concrete a chi denuncia disservizi anche per mancanza di vaccini, pertanto questa Commissione studierà il caso ormai molto diffuso».

Sulla questione il “Codacons”, associazione di consumatori di Aosta, ha annunciato di voler presentare “un esposto alla Procura della Repubblica di Aosta chiedendo di aprire una approfondita indagine volta a verificare l’operato della Regione Valle d’Aosta e delle Asl territorialmente competenti in ordine al mancato rispetto del Piano vaccinale”.

“L’ordinanza del 15 marzo 2021 firmata dal commissario Figliuolo stabilisce che: “le dosi residue a fine giornata, qualora non conservabili, siano eccezionalmente somministrate, evitando sprechi, in favore di soggetti comunque disponibili al momento, secondo l’ordine di priorità del Piano nazionale” – si legge in una nota dell’’associazione presieduta da Giampiero Marovino – l’ordine di priorità prevede in primo luogo la vaccinazione degli ultraottantenni prima che vengano contattati altri cittadini. Nella realtà dei fatti, tuttavia, si sta assistendo in Valle d’Aosta ad una illegittima corsia privilegiata nella somministrazione vaccinale, con i cosiddetti “furbetti del vaccino” che hanno saltato la fila facendosi vaccinare senza averne titolo, stravolgendo l’ordine di priorità del Piano nazionale che prevede in primo luogo la vaccinazione degli ultra-80enni, soggetti a rischio che subiscono ritardi pesantissimi e ad oggi ancora non sanno quando saranno vaccinati, con serio rischio per la loro incolumità”.

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“La questione che si riporta all’attenzione della Procura è che se il vaccino somministrato ai soggetti non aventi diritto fosse stato destinato, come dovuto ed in rispetto al Piano vaccinale, agli ultra-80enni poi contagiati dal covid – si chiedono i vertici dell’associazione di consumatori – probabilmente gli stessi non si sarebbero ammalati e, nei casi più gravi, deceduti. Per tale motivo si chiede alla Procura di Aosta di accertare responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti quali il reato di abuso in atti di ufficio, omissione in atti di ufficio ma anche la possibile responsabilità per i reati di concorso in omicidio colposo e in epidemia colposa a fronte dell’elevato numero di decessi di ultra-80enni per covid a causa dei ritardi nella vaccinazione per avere privilegiato i cosiddetti “furbetti del vaccino” senza effettuare i doverosi controlli”.

Fonti: pagina “Facebook” di Nicola Morra, Ufficio stampa Azienda Usl della Valle d’Aosta, pagina “Report vaccini” sul sito governo.it e Codacons Valle d’Aosta

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