Palazzo regionale con il Consiglio Valle riunito

Approvato con i 18 voti della maggioranza e Barocco il “Documento di economia e finanza regionale 2020-2022”





Nella seduta straordinaria del 30 gennaio 2020, dopo un dibattito iniziato nella giornata di mercoledì 29, il Consiglio regionale ha approvato, con 18 voti a favore (AV, UV, SA, RC-AC, Barocco), 10 contrari (Lega VdA, Vdalibra, ADU VdA) e sette astensioni (M5S, Mouv’, PNV-AC-FV e Restano), il Documento di economica e finanza regionale (DEFR) per il triennio 2020-2022.

Il DEFR è un atto di programmazione previsto dal decreto legislativo 118 del 2011 in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e di bilancio delle Regioni, degli Enti locali e dei loro organismi e rappresenta il primo strumento di relazione tra la programmazione finanziaria e la programmazione gestionale dell’ente. Al documento proposto dalla Giunta il 18 settembre 2019 sono stati presentati 41 emendamenti, di cui sei approvati.

IL DEFR
Il Documento di economia e finanza è articolato in cinque sezioni. La prima presenta sinteticamente il contesto economico e finanziario internazionale, nazionale e regionale oltre che l’analisi del sistema delle società partecipate e degli enti strumentali. La seconda contiene il quadro delle entrate e il quadro tendenziale di finanza pubblica regionale, i programmi a cofinanziamento europeo, statale e regionale.

La terza sezione indica l’attuazione del programma delineando le priorità politiche per il triennio 2020-2022: riorganizzazione delle strutture regionali per migliorare l’efficienza e l’efficacia nell’amministrazione e nell’erogazione dei servizi pubblici a cittadini e imprese; Enti locali con una sostanziale conferma dei trasferimenti senza vincolo settoriale di destinazione (91 milioni e 500 mila euro quale soglia per garantire continuità e sicurezza nella gestione della macchina amministrativa comunale sulla quale potranno, poi, innestarsi nuove iniziative); lavoro e formazione professionale, attraverso il rilancio dei centri per l’impiego nell’ambito del nuovo Piano politiche del lavoro e dell’istituzione di una Agenzia del lavoro, l’avvio delle misure di politica attiva del lavoro; politica regionale di sviluppo, attuata mediante i programmi a cofinanziamento europeo, statale e regionale; sanità (con l’attivazione del Piano regionale per la salute e il benessere sociale 2020-2025 e il Piano regionale delle liste d’Attesa e la modifica dell’Atto aziendale dell’Usl) e politiche sociali a beneficio delle famiglie e con particolare attenzione a minori, persone con disabilità, anziani e persone che vivono nel disagio per problemi sanitari e di povertà; attenzione al settore della ricerca volta allo sviluppo delle attività produttive; trasporti (con l’approvazione del Piano regionale dei trasporti, l’avvio della procedura d’appalto per il nuovo sistema di bigliettazione elettronica, l’approvazione del Piano regionale della mobilità ciclistica, l’aggiornamento del servizio trasporto disabili, la prosecuzione delle attività per giungere all’elettrificazione della tratta ferroviaria Aosta/Ivrea e delle azioni per la riattivazione del servizio sulla linea Aosta/Pré-Saint-Didier) e sviluppo dei comprensori sciistici; valorizzazione e gestione complessiva del patrimonio immobiliare regionale non utilizzato per scopi istituzionali; attenzione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile nell’ambito della strategia regionale che porti all’azzeramento dell’emissioni di gas climalteranti entro il 2040 (sostegno alla mobilità elettrica, all’efficientamento energetico); la gestione delle risorse naturali, attraverso i cantieri forestali con l’aumento del numero degli addetti garantendo il periodo di assunzione e il rinnovamento di macchine e attrezzature; agricoltura (attenzione alle opere viarie e irrigue gestite dai consorzi di miglioramento fondiario, garanzia di regolarità dei pagamenti ai beneficiari degli aiuti in agricoltura, introduzione di un aiuto mirato alla pratica della monticazione), turismo (individuazione di un unico ente per le attività di promozione e commercializzazione dell’offerta turistica) e rilancio del patrimonio culturale materiale e immateriale; settore scolastico (predisposizione del Piano di formazione del personale scolastico, sviluppo del repertorio linguistico dei giovani partendo dalle lingue della Valle – italiano, francese, francoprovenzale e parlate germaniche – per arrivare al plurilinguismo in una prospettiva di sviluppo delle competenze in stretta sinergia col tessuto economico della regione, creazione del Centro regionale d’istruzione per gli adulti, valorizzazione dell’UniVdA, attenzione all’edilizia scolastica).

La quarta sezione è dedicata alle linee di indirizzo agli altri soggetti del sistema pubblico regionale (società partecipate ed enti strumentali) nonché gli indirizzi alle società in house direttamente controllate. Infine, la quinta sezione illustra la pianificazione dei lavori pubblici.

Gli emendamenti approvati in Aula
L’Aula ha approvato 6 emendamenti. Il primo, dei gruppi Lega VdA, Mouv’, Misto-Restano, Vdalibra, riguarda la valorizzazione del commercio di vicinato attraverso misure funzionali all’accesso al credito agevolato degli operatori oltre che la promozione di una filiera virtuosa che coinvolga produttori, artigiani, commercianti e altri operatori del settore turistico incrementando le attività di formazione e aggiornamento.

Il secondo, dei consiglieri Pierluigi Marquis (SA), Giovanni Barocco (GM) e Jean-Claude Daudry (AV), indica che, parallelamente ai mutui a tasso agevolato attivati su risorse dei fondi di rotazione, sia sviluppata una modalità alternativa di sostegno alle attività legate all’edilizia abitativa mediante la concessione di contributi in conto interessi, finanziabili anche attraverso il recupero di risorse giacenti presso i fondi di rotazione stessi.

Il terzo, del gruppo Rete Civica – Alliance Citoyenne, riguarda l’ipotesi di collegamento tra i comprensori di Cervinia e Monterosa e chiede che siano avviati i dovuti approfondimenti sulla realizzabilità del progetto prima di arrivare a una decisione, coinvolgendo anche le associazioni di categoria e i portatori di interesse oltre agli Enti locali e alle società di gestione.

Il quarto, sempre di RC-AC, prevede il coinvolgimento di CVA e di soggetti privati nell’implementazione della rete infrastrutturale per la ricarica di auto elettriche.

Il quinto, del gruppo M5S, determina i vincoli da rispettare nella definizione della destinazione futura della Compagnia Valdostana delle Acque e/o nell’assegnazione della gara di concessione: mantenimento e incremento dei livelli di occupazione e di produzione aziendale nel territorio regionale; supporto alla creazione di un ecosistema industriale locale centrato sulle core competencies dell’azienda, in sinergia con le competenze distintive di altri operatori presenti sul territorio; garanzia di assoluta priorità nello sfruttamento delle acque per gli usi umani, agricoli-zootecnici e ambientali, rispetto a quelli idroelettrici; garanzia di dedicare priorità nell’allocazione del budget di investimenti alle opere di manutenzione e di prevenzione del degrado ambientale in conseguenza del cambiamento climatico.

L’ultimo emendamento approvato è del gruppo RC-AC ed è volto a eliminare la scadenza temporale di febbraio 2020 per l’approvazione della norma di attuazione in materia di utilizzo di acque pubbliche a scopo idroelettrico, visto che i componenti di parte statale della Commissione paritetica non sono ancora stati nominati a seguito del cambiamento di Governo nell’agosto 2019.

Le dichiarazioni di voto
Le conseiller Claudio Restano (GM) a annoncé son abstention en observant: «Nous avons bien fait à nous confronter: je pense qu’en partageant nos idées et nos contributions nous avons bien travaillé».
Il consigliere Carlo Marzi (SA) si è detto «contento del lavoro svolto e soddisfatto dal punto di vista amministrativo e politico. Meno contento dal punto di vista istituzionale che ci compete, perché mi spiace che ci siamo autoimposti di mancare alla Millenaria Fiera di Sant’Orso: mi impegnerò perché questo non sia possibile in futuro. Mai più la massima Assemblea regionale deve essere lontana dalla Millenaria».
La presidente del Consiglio Emily Rini (PNV-AC-FV) ha annunciato la propria astensione «conseguente alla presa di posizione sui vari emendamenti: considerando il fatto che ho votato a favore di diversi emendamenti proposti dalla Lega, Mouv’, Vdalibra e Russo alcuni degli spunti proposti dai diversi colleghi, credo sia coerente astenermi sul documento nel suo complesso».

Il consigliere del gruppo Misto Giovanni Barocco ha fatto un «plauso all’energia profusa dal Governo per predisporre il DEFR, ma, pensando al futuro, ritengo che bisognerà dedicarvi maggior tempo. In questi giorni abbiamo anche analizzato un documento politico “ombra” che ci ha permesso di ragionare su determinati argomenti. Poco abbiamo parlato di innovazione e di entrate: se vogliamo avere un modello di Valle d’Aosta in armonia con l’ambiente verso la società, dovremo guardare maggiormente alla questione delle entrate, che oggi sono potenzialmente positive. Non aspettiamo che sia solo lo Stato, se crediamo veramente al 2040 e al “fossil fuel free” dobbiamo osare e mettere risorse per risolvere il problema del cambiamento climatico».

La consigliera Chiara Minelli (RC-AC): «Il nostro voto è favorevole, ma non è un voto di fiducia: non potrebbe esserlo in una situazione in cui non si ha una maggioranza e in cui si prospetta il ritorno alle urne. Ma non possiamo prescindere dal fatto di dover sbloccare questa impasse e consentire la discussione del bilancio. Siamo soddisfatti dell’introduzione di importanti correttivi, anche se permangono diversi aspetti che ci lasciano molto perplessi o su cui non concordiamo».
Il consigliere Elso Gerandin (Mouv’) ha parlato di «due documenti di programmazione sostanzialmente diversi che si sono confrontati. C’erano possibilità di convergere su problematiche: ma questo contatto non c’è stato. Se stiamo andando verso le elezioni, i cittadini potranno quindi confrontarsi con due visioni diverse della nostra regione. Spero che ci sia più possibilità di convergere nel confronto su come verranno allocate le risorse nelle leggi di bilancio».

Il consigliere di Alliance Valdôtaine Jean-Claude Daudry ha sostenuto che «il nostro gruppo ha lavorato fin dall’inizio del percorso di approvazione del bilancio. Ora ci troviamo a votare il DEFR, il documento di programmazione che traccia il futuro della nostra Regione, la cui approvazione è fondamentale per poter iniziare la discussione del bilancio. Il dibattito sul DEFR è stato interessante, non abbiamo visto così grandi differenze; abbiamo visto piuttosto una differenza di stile, un modo diverso di interpretare il dibattito. Siamo quindi pronti ad iniziare la discussione del bilancio utilizzando gli spunti nati dal dibattito del DEFR in maniera oggettiva, ma partendo dal lavoro dei 16. Lavorare, assumersi delle responsabilità è un’attività importante, sempre meno gratificata, ma porta in sé un forte rispetto per le Istituzioni, per la comunità, dando un esempio concreto e fattivo per superare la diffidenza che c’è nei nostri confronti. Il nostro sarà pertanto un voto favorevole e convinto».

Il consigliere Roberto Cognetta (Vdalibra) ha motivato il voto contrario, precisando: «Noi abbiamo scritto un documento con cui abbiamo dichiarato le nostre intenzioni, ponendo una netta differenza tra chi lo ha presentato, l’ha illustrato, l’ha difeso e chi invece l’ha portato in quest’Aula solo perché è propedeutico alla discussione del bilancio. In questi giorni abbiamo cercato di condurre un’azione politica, a volte interpretata come una perdita di tempo. Questa è un’Aula in cui si parla di politica e per esprimere i propri voti bisogna avere conoscenza e coscienza. Bisogna ascoltare di più i cittadini, bisogna tener conto delle suggestioni dell’opposizione, bisogna parlare di più».
«Votiamo convintamente contro – ha dichiarato la consigliera Daria Pulz (ADU-VdA) – per i metodi discutibili di lavoro e perché non ci riconosciamo in una programmazione stanca e sempre uguale a se stessa. Siamo contrari anche perché qualcuno ha barattato, con un vergognoso emendamento di scambio, un voto a favore del DEFR con la mancata tutela del vallone delle Cime Bianche, che anche le future generazioni avrebbero diritto di godere come noi».

«Meglio un confronto aspro – ha detto il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin – rispetto ai politici che “auspicano”. Avete fatto delle scelte, in un documento che va molto vicino a una “grida” manzoniana, perché il suo valore politico sarà nullo se si andrà alle elezioni. Questo documento è frutto di un mercanteggiamento meschino, che ha portato al sostegno di due Consiglieri in cambio di un emendamento che né ferma né mette in moto il progetto di Cime Bianche. Un documento che dice tutto e niente. Avevamo presentato una proposta coraggiosa per le politiche sociali chiedendo di mettere i nostri cittadini al primo posto nelle case popolari e negli aiuti, che voi avete bocciato come avete fatto con tante altre idee che potevano dare alla Valle d’Aosta un futuro migliore».
Le conseiller Stefano Aggravi (Lega Vallée d’Aoste) a souligné que «nous avons joué le rôle d’un contre-gouvernement, pour proposer une idée différente de la Vallée d’Aoste. Nous avons des visions différentes, bien qu’on ait trouvé une synthèse sur le thème du commerce. Nous nous sommes confrontés avec force sur le thème de la langue: j’espère que tout le monde, selon sa position et son rôle, saura trouver la même force pour défendre notre autonomie quand il y aura besoin de cette défense».

Il presidente della seconda Commissione, Pierluigi Marquis (SA) ha dichiarato: «Il DEFR è un documento programmatico estremamente importante per disegnare il futuro della nostra Valle. Il percorso in Aula è stato positivo, vista la discussione su temi di grande importanza. Sarà da implementare in futuro l’aspetto della politica delle entrate, ma servono stabilità politica, convergenza di idee e spirito innovativo. Anche il tema Europa dovrà essere sempre più presente e pregnante in questo documento per l’importanza crescente che riveste questo livello di governo sullo sviluppo delle realtà territoriali. Il voto del nostro gruppo sarà favorevole».
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha affermato: «Da questo confronto, lungo e serrato, sono emersi determinati argomenti che, avendo ricevuto un largo consenso, tracciano le strade che andranno inequivocabilmente seguite. È scaturito un documento che traccia un’attività amministrativa coerente col bilancio che andremo a discutere. Il nuovo Governo potrà correggerlo, sempre e comunque a favore della collettività».

L’Assemblea ha anche preso atto di due relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti: una sul bilancio di previsione della Regione per gli esercizi finanziari 2018-2020, l’altra sul controllo della legittimità e della regolarità della gestione speciale della Finaosta Spa per il periodo 2013-2017, con specifico riferimento all’indebitamento, ai sensi delle leggi regionali n. 40/2010 e n. 13/2014.

Fonte: Ufficio stampa Consiglio regionale della Valle d’Aosta

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