Lucia Azzolina durante la conferenza stampa del 6 aprile

L’anno scolastico “messo in sicurezza” dal Ministero. Esame virtuale per la scuola media, mentre per le superiori si delinea la sola prova orale





Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera lunedì 6 aprile al decreto-legge che contiene le norme relative agli esami di Stato ed alla valutazione delle studentesse e degli studenti per l’anno scolastico 2019/2020. Provvedimenti che tengono conto dell’emergenza “coronavirus”.

«La scuola ha affrontato questa emergenza con grande capacità di reazione, il Paese deve esserne fiero – sottolinea, in una nota del Ministero dell’Istruzione, la ministra Lucia Azzolina – ringrazio di nuovo tutto il personale, le famiglie, gli studenti. C’è stato uno sforzo importante da parte di tutti. La didattica a distanza ci ha aiutato a salvare l’anno scolastico. Non sostituisce e non potrà mai sostituire del tutto, ovviamente, la didattica in presenza. Ma era l’unica risposta possibile per non lasciare soli bambini e ragazzi e garantire loro il diritto allo studio previsto dalla Costituzione. I problemi non sono mancati e sarà necessario aprire presto una riflessione sullo stato di digitalizzazione del Paese e della scuola stessa, ma il Ministero è stato e resta al fianco delle scuole per risolverli. Gli 85 milioni stanziati per supportare la didattica a distanza, messi subito a disposizione degli istituti che li stanno già utilizzando, ne sono una dimostrazione. Con il decreto approvato oggi facciamo un altro passo avanti e tracciamo la strada per accompagnare la scuola fino in fondo a questo anno scolastico e per cominciare a disegnare il prossimo, che ne rappresenterà una naturale prosecuzione».

Il Ministero precisa che “il decreto, che ora sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, per poi essere convertito dal Parlamento, mette in sicurezza l’anno scolastico 2019/2020 e traghetta le scuole verso il 2020/2021. «Tutto ciò che è stato fatto sarà valorizzato – aggiunge la Azzolina – Quel che non si è potuto fare per difficoltà oggettive sarà recuperato, nell’interesse degli studenti e dei bambini. Mettiamo al centro i diritti dei ragazzi. Nessuno sarà lasciato indietro. Ci sarà una valutazione seria e coerente con quanto svolto durante tutto l’anno».

Per quanto riguarda le scuole secondarie di primo grado, la “media”, “il decreto prevede che il Ministero possa, con provvedimento specifico, modificare l’impianto dell’esame – si legge nella nota – se sarà possibile farlo in presenza, potrà essere semplificato. Altrimenti si procederà con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, prevedendo la consegna anche di un elaborato da parte degli studenti. In ogni caso ci sarà una valutazione seria e corrispondente all’impegno degli alunni”.

Diverse, invece, le disposizioni per le scuole secondarie di secondo grado, le “superiori”: “il 96% dei ragazzi viene ammesso, in media, ogni anno, all’esame finale – spiegano dal Ministero – quest’anno tutti avranno la possibilità di sostenere le prove, tenuto conto del periodo dell’emergenza. Ma i crediti di accesso relativi alla classe quinta e il voto finale saranno comunque basati sull’impegno di tutto l’anno. Il decreto indica, poi, una doppia possibilità. Se i ragazzi potranno rientrare a scuola entro il 18 maggio, ci sarà un esame con Commissione interna. La prima prova, italiano, sarà preparata dal Ministero. La seconda, quella diversa per ciascun indirizzo, sarà predisposta dalle Commissioni. Poi ci sarà l’orale. Se non si rientra a scuola, è previsto il solo colloquio orale. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio di 60/100 per ottenere il diploma”.

“Il decreto prevede che tutti possano essere ammessi all’anno successivo – viene precisato – ma tutti saranno valutati, nel corso degli scrutini finali, secondo l’impegno reale. Non ci sarà “6 politico” ma verrà “congelato”, per quest’anno, il meccanismo dei debiti alla secondaria di secondo grado. All’inizio di settembre, infatti, invece degli abituali corsi di recupero delle insufficienze, sarà possibile, per tutti i cicli di istruzione, dalla primaria fino alla classe quarta del secondo grado, recuperare e integrare gli apprendimenti: ciò che non è stato appreso, o appreso in parte quest’anno, potrà essere recuperato ed approfondito all’inizio del prossimo. Ci sarà particolare attenzione ai ragazzi con disabilità e a quelli con bisogni educativi speciali”.

“Il decreto consente di lavorare, da subito, anche al nuovo anno scolastico dando al Ministero gli strumenti per operare con rapidità e di raccordarsi, ad esempio, con le Regioni per uniformare il calendario di avvio delle lezioni – viene quindi annunciato – nel corso del Consiglio dei Ministri è stato anche approvato un provvedimento (DpR) che sblocca le assunzioni chieste dal Ministero dell’Istruzione per recuperare parte dei posti liberati, nell’estate del 2019, dai pensionamenti dovuti a “Quota 100″. Si attua, quindi, la norma inserita nel decreto scuola approvato in autunno. Si tratta di 4.500 posti che andranno ad altrettanti insegnanti, vincitori di concorso o presenti nelle graduatorie ad esaurimento, che non avevano potuto occuparli lo scorso settembre perché non erano stati messi a disposizione. Con successivi provvedimenti saranno disposte le assunzioni relative all’anno scolastico 2020/2021”.

Nella giornata di martedì 7 aprile, Lucia Azzolina ha incontrato in videoconferenza, gli assessori regionali competenti in materia di istruzione “all’ordine del giorno, l’emergenza “coronavirus” – spiegano dal Ministero – la ministra ha riepilogato le azioni messe in campo dal Governo per la didattica a distanza e i contenuti del decreto istruzione su esami e valutazione approvato ieri in Consiglio dei Ministri. All’incontro hanno preso parte anche i due capi Dipartimento del Ministero dell’istruzione, Giovanna Boda e Marco Bruschi. ​​​​​​​La ministra ha confermato che ci saranno ulteriori incontri con i rappresentanti delle Regioni”.

Fonte: Ministero dell’Istruzione

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