Ossantadacia! Un cono gelato!





La leader dell’Unione russa delle donne ha accusato un’azienda russa che produce un gelato verde, azzurro, rosa e giallo e che si chiama “Raduga” (Arcobaleno) di fare propaganda gay e di aver quindi violato la famigerata “legge antigay” promossa da Putin.
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha bocciato la “legge antigay” russa perché è discriminatoria e lede il diritto alla libertà d’espressione. Con la scusa di proibire la promozione di «atteggiamenti sessuali non tradizionali tra i minori», questa norma rende infatti potenzialmente impossibile ogni manifestazione pubblica in difesa dei diritti degli omosessuali. Ma Putin non ha ovviamente alcuna intenzione di cancellarla o di tenere in considerazione quanto stabilito dai giudici di Strasburgo. Anzi, secondo alcuni osservatori, continua a usare l’omofobia come strumento per raccogliere consenso.
L’atteggiamento dei russi nei confronti degli omosessuali sta però fortunatamente migliorando. Secondo un sondaggio dello scorso anno, quasi la metà degli intervistati concorda sul fatto che gli omosessuali «dovrebbero godere degli stessi diritti degli altri cittadini».
L’attacco al gelato “Arcobaleno” ha inoltre sollevato un certo sarcasmo. Il quotidiano Moskovsky Komsomolets ci ha scherzato su scrivendo che in Russia dovrebbero vietare all’arcobaleno di spuntare in cielo dopo la pioggia e, se necessario, scagliargli contro le forze armate.

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