La discarica di Pollein

Sui costi della “differenziata” l’Assessorato all’ambiente evidenzia che «la valorizzazione economica è condizionata dalle impurità»





L’Assessorato ambiente, risorse naturali e Corpo forestale esprime alcune precisazioni in merito alla raccolta differenziata dei rifiuti. Va innanzitutto ricordato che la raccolta differenziata è un obbligo che discende dalla normativa europea, la quale pone vincoli precisi sugli obiettivi di effettivo recupero che gli Stati membri dell’UE devono raggiungere entro termini ben stabiliti. Tale obbligo non consente libertà di scelta su dove conferire un rifiuto derivante dalla raccolta differenziata, come la plastica, a prescindere dal costo di conferimento.

In secondo luogo, ai fini di una corretta informazione, si precisa che la definizione delle tariffe per il 2020 è avvenuta utilizzando gli stessi criteri utilizzati negli anni precedenti, non direttamente collegati quindi alla nuova concessione di servizi, ma piuttosto alle condizioni economiche del mercato globale del riciclo.
Le tariffe sono determinate annualmente sulla base dei costi effettivamente sostenuti per la gestione dei singoli servizi: fra di essi vi è la gestione delle raccolte differenziate i cui rifiuti vengono avviati fuori regione per le fasi di selezione, raffinazione e avvio alla valorizzazione certa. In Valle d’Aosta attualmente vengono gestiti esclusivamente i rifiuti urbani indifferenziati, che non sono sottoposti, al momento, ad alcun trattamento prima del deposito in discarica.

Non è pertanto attendibile confrontare i costi per la gestione dei rifiuti urbani indifferenziati con i costi della complessa gestione delle diverse tipologie di rifiuti differenziati, i quali devono essere resi idonei all’avvio al recupero (selezioni, raffinazioni, triturazioni, pressature, ecc.) dal gestore del centro di trattamento.
C’è inoltre da tenere conto che il valore economico delle plastiche, del legno e della carta avviati al recupero varia in base alla domanda/offerta. Le difficoltà sorte negli ultimi due anni a causa della chiusura dell’importazione da parte della Cina proprio della plastica e della carta, ha comportato enormi accumuli di tali rifiuti e l’avvio molto rallentato al recupero; tale circostanza è ben documentata da numerosi articoli apparsi sui principali giornali economici nazionali e internazionali.

A fronte di tali contingenze gestionali – su cui le Regioni non possono incidere – e dei conseguenti incrementi dei costi di conferimento che le stesse comportano, non è comunque possibile interrompere il servizio.
Quanto al trattamento dell’umido, la taglia minima degli impianti ad esso dedicati è ben superiore ai volumi raccolti nel nostro territorio; non sarebbe quindi al momento perseguibile un ritorno economico dell’investimento per la realizzatone di tale tipo di impianto.

La valorizzazione economica dei rifiuti differenziati è anche condizionata dalla non trascurabile presenza di impurità che riduce il costo unitario riconosciuto alla Regione dai consorzi di recupero. Se vogliamo uscire da questa spirale di aumenti (i costi di smaltimento continueranno a crescere) occorre ottenere un rifiuto finale che sia più collocabile nel mercato rispetto a quello attuale.

Per raggiungere tale obiettivo occorre lavorare assieme – Regione e Comuni – e sensibilizzare sempre più i valdostani affinché, sia per ragioni ecologico-ambientali che economiche, compiano uno sforzo supplementare volto a ridurre la quantità di rifiuti e a perfezionare sempre più la raccolta differenziata .

Fonte: Ufficio stampa Regione autonoma Valle d’Aosta

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