Un momento dell'incontro finale

Si è concluso il progetto transfrontaliero “Eat Biodiversity”, per la valorizzazione della carne di montagna: raddoppiati gli aderenti





Nel corso del 2019, grazie al cofinanziamento del Programma Interreg Italia-Svizzera V A con il Progetto Eat Biodiversity, l’Association régionale des Éleveurs valdôtains Arev e il Service de l’Agriculture del Canton du Valais hanno potuto condurre azioni di valorizzazione e promozione delle loro carni di montagna, prodotte dalle bovine e dagli ovicaprini di razza valdostana e dalla bovine Fleur d’Hérens.

Sono state condotte azioni di comunicazione tradizionale, social e digital; sono stati messi a disposizione degli operatori (allevatori, macellai, ristoratori o commercianti) contributi economici per l’inserimento o il potenziamento dell’utilizzo della carne valdostana nella loro offerta. È stata incrementata la tracciabilità e riconoscibilità del prodotto, a garanzia dei consumatori. La comunicazione ha interessato sopratutto il consumatore finale, destinatario di messaggi volti a sottolineare la naturalità e sostenibilità ambientale dei metodi di allevamento ma anche i benefici che possono derivare da un consumo consapevole e corretto di carne a km zero.
I risultati generati sono di assoluto rilievo e pienamente soddisfacenti.

Valle d’Aosta
Al 31 dicembre 2018, gli operatori aderenti alla filiera Arev della carne valdostana erano 42. Erano così distribuiti: 25 “HoReCa”, acronimo di Hotellerie-Restaurant-Catering, ovvero le attività rientranti nell’industria alberghiera e della ristorazione; un pastificio, tre laboratori sezionamento, otto punti vendita; due salumifici; un allevamento con vendita diretta e due macelli-sezionamento.
Sono 84 al 31 dicembre 2019, così distribuiti: cinque allevamenti con agriturismo; 17 allevamenti con vendita diretta; 40 “HoReCa”; nove macelli e sezionamenti; due pastifici; due salumifici e nove punti vendita.

Sale anche il numero dei capi macellati e commercializzati sul mercato valdostano che hanno volontariamente aderito al sistema di etichettatura Arev: nel 2015 erano 1.725, nel 2016 2.042, nel 2017 2.327, nel 2018 2.062 e 2.535 nel 2019, di cui 1.454 bovini adulti, 911 vitelloni 8-24 mesi e 170 vitelli.

«Quando abbiamo presentato il Progetto Eat Biodiversity, nel ruolo di capofila – dice il presidente di Arev, Dino Planaz – avevamo il desiderio di promuovere il consumo di carne valdostana, incrementando il numero degli aderenti alla nostra Rete e auspicavamo un aumento del numero di capi macellati. I risultati hanno premiato la nostra idea e i nostri sforzi. Certo, non è che un primo passo ma altri ne seguiranno per consolidare i risultati raggiunti e sviluppare ulteriormente la filiera».

«Il modello di allevamento sostenibile dal quale provengono i nostri prodotti genera cibo sano da filiere certificate e allevamenti ecocompatibili, offre piaceri gustativi importanti al consumatore che, mediante la realizzazione di programmi come questo, è correttamente informato. Il consumatore attento migliora quindi la propria sicurezza alimentare, rivolgendosi alla Rete di operatori aderenti alla filiera della carne valdostana, che sono stati incentivati a utilizzare il prodotto non limitatamente all’anno 2019 – spiega Edi Henriet, direttore di Arev – la corresponsione di aiuti economici vincola infatti i beneficiari a un impegno triennale. Un lasso temporale utilizzato per ulteriori azioni di valorizzazione e promozione, finalizzate a dare sempre maggiore riconoscibilità alla nostra carne di montagna, informare il consumatore e a diffonderne il consumo».

Valais
Au terme du projet, le bilan est très réjouissant du côté valaisan aussi, où les efforts ont été mis sur la redynamisation de la filière Fleur d’Hérens, un label né en 2010 qui doit encore mieux se faire connaître. Parmi les mesures mises en place, citons la création d’une page internet dédiée sur le site internet de la Fédération suisse d’élevage de la race d’Hérens, la création d’une plaquette distinctive pour les bouchers, les restaurateurs et les éleveurs intéressés, la mise à disposition d’articles promotionnels (tabliers, banderoles, sets de table) ou encore un flyer destiné à attirer de nouveaux restaurateurs dans la filière. En outre, une tente aux couleurs du label permettra désormais de faire connaître les produits de la filière et d’augmenter sa visibilité.
Plusieurs actions communes ont été engagées, en particulier une présence conjointe à deux manifestations d’envergure, le combat de l’Espace Mont Blanc aux Haudères ainsi que la finale des Batailles de reines à Aoste. À cette occasion, les visiteurs ont pu déguster et apprécier des hamburgers de toute première qualité.
«La fin du projet Interreg ne signifie de loin pas l’arrêt des collaborations transfrontalières – dit Blaise Maitre, collaborateur à l’Office de l’économie animale du Service cantonal de l’Agriculture – La création d’un label commun Viande de chez nous, dédié aux manifestations privilégiant la viande locale scelle d’ailleurs ce partenariat qui est appelé à durer».


Fonte: Ufficio stampa AVI Presse

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