È un ventenne di Aosta il responsabile del vandalismo sullo stambecco di Siro Viérin posizionato nel centro storico: «senza motivo gli ha dato quattro calci»

Scritto da aostapresse

8 Aprile 2021 - 13:00

Gli agenti della Squadra mobile della Questura di Aosta hanno individuato e denunciato per danneggiamento aggravato un ventenne italiano, residente ad Aosta, responsabile del violento danneggiamento di uno degli animali in cemento realizzati da Siro Viérin, scultore di Saint-Oyen, che aveva concesso gratuitamente al Comune di Aosta la possibilità di esporre, nelle vie del centro storico, alcune delle sue opere che l’anno precedente facevano parte dell’allestimento del “Marché Vert Noël”, annullato a causa dell’emergenza sanitaria.

Le dieci opere, che dovevano restare esposte dal 10 dicembre al 31 gennaio, che rappresentano diversi animali, sono molto apprezzate dalla cittadinanza per il loro aspetto reale anche se, non tutti rispettano l’avvertenza di “non toccare le statue” che Siro Viérin ha messo in evidenza in ogni installazione: il primo ad essere stato danneggiato, in maniera leggera, è stato l’asino vicino alla fontana di piazza della Repubblica e, nella notte di giovedì 18 marzo, è stata la volta di uno dei due stambecchi in via Croix De Ville: «sono in corso le rilevazioni per capire se si è trattato di atto vandalico o urto da parte di un veicolo – aveva annunciato su “Facebook” Alina Sapinet, assessora turismo della città di Aosta il giorno dopo – le telecamere confermeranno una delle due ipotesi a cui seguirà relativa denuncia».

Infatti, proprio davanti i due stambecchi, all’inizio di via Aubert, è presente una telecamera della videosorveglianza del Comune di Aosta che ha ripreso la scena in alta definizione, incastrando il colpevole ed i suoi complici: “un gruppo composto da sei ragazzi ha sostato nei pressi dell’opera – si legge in una nota della Questura di Aosta – e, improvvisamente e senza nessun apparente motivo, uno dei ragazzi si è staccato dal gruppo per colpire la statua con quattro violenti calci. L’opera è caduta rovinosamente a terra, distaccandosi dal suo basamento, spaccata irrimediabilmente in diverse parti”.





Il gruppo di ragazzi era già sotto osservazione da settimane, dopo che sono stati segnalati vandalismi nelle vie nei pressi della Cattedrale, culminate poi con lo scasso del portone d’ingresso di una casa disabitata della zona, trasformata in rifugio di fortuna, dove in qualunque ora del giorno e della notte, venivano improvvisate festicciole con altri “invitati”, e dove non mancavano, per divertimento, ulteriori danneggiamenti alla struttura.

Per quanto riguarda il camoscio di Siro Viérin “gli investigatori della Squadra mobile hanno identificato il ragazzo dopo attenta analisi delle immagini ed accurate indagini – aggiungono i poliziotti – l’autore del reato è stato sentito presso gli uffici della Questura dove, posto davanti all’evidenza dei fatti, ha ammesso i propri addebiti, chiedendo scusa per la sua azione. Nonostante le scuse, il giovane dovrà rispondere in sede giudiziaria di danneggiamento aggravato su di un bene di ingente valore esposto alla pubblica fede”.

Ogni statua è stata infatti valutata 1.500 euro, ed il Comune di Aosta ha stanziato tremila euro per lo spostamento delle opere e la realizzazione delle varie installazioni, oltre a “sostenere la copertura assicurativa per eventuali danni alle opere d’arte di proprietà di terzi affidate al Comune durante il periodo della manifestazione, compresi i periodi di allestimento e disallestimento e pertanto dal 9 dicembre 2020 al 5 febbraio 2021. Tale copertura viene assicurata, allo stato, dalla polizza “All Risk” in essere con la Reale Mutua”.

Fonti: Questura di Aosta, post “Facebook” di Alina Sapinet e delibera della Giunta comunale di Aosta n. 155 del 3 dicembre 2020

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