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Lavevaz: «leggerezza e faziosità». Scontro in Consiglio Valle sul caso del Liceo classico

redazione aostapresse.it

giovedì 15 Gennaio 2026 • h. 10:00

Lavevaz: «leggerezza e faziosità». Scontro in Consiglio Valle sul caso del Liceo classico

di redazione aostapresse.it | Gio 15 Gen 26 – h. 10:00

«Sorprendono la leggerezza e la faziosità con cui è stata trattata una vicenda che avrebbe bisogno di ben altro equilibrio, nel rispetto dei docenti e degli studenti». Con queste parole l’assessore regionale all’Istruzione Erik Lavevaz ha replicato alla Lega dopo la discussione in Consiglio Valle, nel pomeriggio di mercoledì 14 gennaio 2026, in seduta segreta, di un’interpellanza sul Liceo classico “XXVI Febbraio” (Licam) di Aosta, vista la delicatezza dei contenuti e il coinvolgimento di studenti, anche minorenni.

Secondo quanto riportato nell’interpellanza, l’origine della vicenda risalirebbe a un plico anonimo consegnato direttamente a scuola nel settembre 2025, senza timbro postale, recapitato alla dirigente del Licam, Annamaria Distasi, ed a 16 docenti. Nel plico, si legge, sarebbero presenti screenshot di chat WhatsApp e Classroom relativi a conversazioni tra un ex docente e gli alunni di una classe dell’anno scolastico 2023/2024: stralci dai quali emergerebbe il tentativo di spingere gli studenti a scrivere una lettera contro una professoressa ritenuta “in qualche modo inidonea”.

Simone Perron ed Andrea Manfrin in Consiglio Valle

Simone Perron ed Andrea Manfrin in Consiglio Valle

L’atto richiama inoltre il verbale del collegio di sottosezione “Liceo classico” dell’8 ottobre 2025, successivo agli avvenimenti, da cui vengono evidenziati diversi profili ritenuti critici: dall’“eccessiva familiarità” nei rapporti tra docenti e studenti (con riferimenti a uscite serali, cene, gite e persino vacanze) all’uso di canali di comunicazione non istituzionali, fino a dinamiche interne descritte come potenzialmente riconducibili a un “ambiente di lavoro tossico”, con delazioni e presunti episodi di mobbing. Il testo parla anche di una concezione elitaria “indotta” negli alunni e collegata al calo delle iscrizioni.

Nell’interpellanza, il consigliere regionale della Lega, Simone Perron, che prima della sua elezione in Consiglio Valle svolgeva l’attività di insegnante, aveva chiesto al Governo regionale quali controlli e accertamenti siano stati attivati dopo la ricezione del plico e del suo contenuto, se le informazioni su uscite e iniziative extra-scolastiche con alunni siano state accertate e se riguardino minorenni, quante lettere di segnalazione su presunta inadeguatezza dei docenti siano state ricevute dalla dirigente dal 2020 e se la Sovraintendenza agli studi intenda avviare ulteriori indagini per evitare “gravi tentativi” di condizionamento e delazione.

Dopo la discussione in seduta segreta in Consiglio Valle, ai sensi del comma 2 dell’articolo 45 del regolamento (“il Consiglio deve discutere in seduta segreta allorquando si tratta di questioni concernenti persone che implichino apprezzamenti sulla condotta privata o sui meriti o demeriti di esse”) che ha privato Perron della visibilità mediatica, la Lega ha diffuso una nota in cui ribadisce il «clima tossico» e «l’immobilismo» dell’Assessorato, sostenendo che la seduta segreta sarebbe stata un tentativo di «insabbiare» la vicenda, annunciando l’intenzione di approfondire la questione anche coinvolgendo «attori ministeriali e nazionali».

Erik Lavevaz, assessore regionale all'istruzione

Erik Lavevaz, assessore regionale all’istruzione

La replica pubblica dell’assessore si muove su due piani: da una parte la difesa della riservatezza («con la dovuta riservatezza, il caso… era stato preso in carico e valutato») e, dall’altra, una critica di metodo e di merito. Lavevaz ha sottolineato che, a seguito delle verifiche svolte, non sarebbero emersi profili di criticità e che l’Amministrazione regionale ha vigilato e continuerà a vigilare «perché non si generino situazioni inopportune». Quindi l’attacco: «stralci di documentazione anonima vengono portati come prova di chissà quale sistema… è un pessimo esempio di utilizzo delle prerogative». E ancora: «si parla di “insabbiamento” quando si rispettano semplicemente le regole e il buon senso… senza creare allarmismi ingiustificati».

Nel frattempo, nei giorni scorsi il Licam ha richiamato con una circolare le regole e le procedure per la prevenzione e il contrasto di bullismo e cyberbullismo, invitando a segnalare tempestivamente eventuali episodi o situazioni di disagio attraverso i canali ufficiali indicati dalla scuola, sottolineando la necessità di gestire le informazioni con riservatezza e di coinvolgere le famiglie quando necessario.

 

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