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Federica Brignone, verso il rientro a Kronplatz: «domani è un test»

redazione aostapresse.it

domenica 18 Gennaio 26 • h. 15

Federica Brignone, verso il rientro a Kronplatz: «domani è un test»

di redazione aostapresse.it | Dom 18 Gen 26 • h. 15

​Federica Brignone è ufficialmente iscritta al gigante femminile di Coppa del Mondo di Plan de Corones/Kronplatz di martedì 20 gennaio 2026, settimo gigante stagionale sulla pista Erta: la valdostana prenderà parte alla sciata in pista del mattino e solo dopo deciderà se tornare effettivamente in gara, a 292 giorni dal gravissimo infortunio del 3 aprile 2025 in Val di Fassa.
Un rientro ancora al condizionale, ma che avrebbe il sapore di una prova generale in vista dei Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026, dove la Tigre di La Salle sarà portabandiera dell’Italia e punta comunque a essere competitiva anche tra i pali.​

Iscrizione a Kronplatz e annuncio atteso

La Fisi ha inserito Brignone nell’elenco delle azzurre per il gigante di Kronplatz: con lei risultano iscritte Sofia Goggia, Lara Della Mea, Asja Zenere, Ilaria Ghisalberti, la valdostana di La Thuile Giorgia Collomb, Ambra Pomarè, Alice Pazzaglia ed Anna Tocker.
​Il regolamento prevede che Federica Brignone effettui la sciata in pista del mattino sulla Erta e poi decida se presentarsi o meno al cancelletto di partenza. A chiarire i piani è stato un incontro con la stampa alla vigilia della gara, lunedì 19 gennaio dove ha ha scelto un tono chiarissimo annunciando per gareggiare, ma senza vendere fumo: «sto bene», ha detto, spiegando però che «fin qui non c’è stata una preparazione classica».
«Ogni giorno finora è stato qualcosa di nuovo, un test – ha raccontato – non è stata una vera e propria preparazione, ma è stato un test. Per cui la gara di domani per me è un altro test».
Il punto, per lei, non è la classifica ma la tenuta: «la gara di domani servirà per vedere come funziono in due manche con più di tre ore di differenza, rimettersi in gioco con tutto quello che c’è intorno – ha aggiunto – in allenamento ti puoi fermare quando vuoi, le manche di gara sono diverse. Non ho un obiettivo di risultato, ho un obiettivo di performance dal punto di vista mio e di vedere come reagirà il mio fisico, la mia gamba».

Federica Brignone durante la conferenza stampa dove annuncia il suo rientro

Federica Brignone durante la conferenza stampa dove annuncia il suo rientro

Federica Brignone non nasconde nemmeno il tema più concreto: il dolore. «Non ho ancora fatto una giornata senza dolore anche nella mia vita normale – ha confidato – a sciare lo sento abbastanza: tibia, perone, ginocchio, poi ci sono giorni in cui ho più male e giorni in cui ho un po’ meno male, e infatti in alcuni giorni non sono riuscita a sciare». E su quale disciplina sia più “tosta” in questo momento, è netta: «se non ho troppo male il gigante è quello che mi viene meglio, però è dove ho più male. La velocità invece è quella dove sinceramente ho meno male, però ho fatto pochissimo».
Il programma resta quindi elastico e “di pancia”, ma con una linea: «in questi 9 mesi e mezzo il programma è stato fatto giornalmente e continueremo così». Dopo il rientro, l’idea è spostarsi a Cortina per allenare la velocità con le compagne, poi decidere «momento per momento» se fare altre gare.

E sulla domanda che tutti fanno (Olimpiadi sì/no), Brignone mette il freno a mano: «a tutt’oggi io non lo so – ha ribadito – nessun atleta potrebbe dire che parteciperà ai Giochi finché non mette i bastoni fuori, obiettivamente ti può succedere di tutto. So che la mia è una scelta non conservativa, ma io preferisco vivere e fallire che non vivere per paura di fallire. Se vengo qui è per fare la gara, per mettermi in gioco».​

Il lungo recupero dopo l’infortunio

Il 3 aprile 2025, durante il gigante dei Campionati italiani assoluti in Val di Fassa, Brignone aveva riportato la frattura del piatto tibiale e del perone e la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, un infortunio che aveva fatto temere anche per la prosecuzione della carriera, arrivato pochi giorni dopo aver sollevato tre Coppe del Mondo nella stessa stagione.
​Operata subito in primavera, a fine luglio 2025 è stata sottoposta a un’artrolisi artroscopica al ginocchio sinistro alla Casa di cura “La Madonnina” di Milano, un intervento «programmato per accelerare i tempi e permetterle di lavorare meglio», come aveva spiegato il dottor Andrea Panzeri, presidente della Commissione medica Fisi; già dai giorni successivi Federica Brignone ha ripreso la riabilitazione al JMedical di Torino.​

Federica Brignone sugli sci a Courmayeur

Federica Brignone sugli sci a Courmayeur

Dai primi giri in gigante al rientro “anticipato”

Dopo mesi di palestra e lavoro “a secco”, i primi giri in gigante sono arrivati a Courmayeur durante le festività natalizie, prima in condizioni non ideali e poi su neve più compatta, fase che le ha permesso di capire di poter tornare «a fare l’atleta» e rientrare nei raduni della squadra nazionale nei primi giorni di gennaio in Val di Fassa.
​Secondo i tecnici, la scelta di puntare sul gigante di Kronplatz rappresenta un test importante ma non definitivo: nessuno si aspetta una Brignone subito al massimo, ma la sola presenza in entry list, a nove mesi dall’incidente, viene letta come un segnale forte sulla qualità del suo recupero e sulla volontà di arrivare ai Giochi in condizioni il più possibile competitive, soprattutto nelle discipline di velocità dove lei stessa ha detto di sentirsi al momento meglio che tra le porte larghe.​

Obiettivo Milano-Cortina, tra prudenza e ambizione

Federica Brignone ha ribadito di non avere «una data certa» per il rientro definitivo e di non voler farsi condizionare dall’ansia da medaglia: per Milano-Cortina ha spiegato di non avere aspettative particolari e di considerare già un traguardo speciale il solo esserci, pur senza rinunciare al sogno di un grande risultato davanti al pubblico di casa nell’ultima Olimpiade della sua carriera.
​Proprio per questo, la scelta se partire o meno sulla Erta sarà presa con estrema prudenza insieme allo staff medico e tecnico: più che un «tutto per tutto» olimpico, il gigante altoatesino viene vissuto come un passaggio di verifica nel percorso di recupero, per capire come il ginocchio risponde in gara e quali margini di sicurezza e competitività ci siano nelle settimane che portano alla cerimonia d’apertura, dove sfilerà con la bandiera tricolore.

articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale