Che ne sarà dell’area ex Tecdis di Châtillon, ferma da anni? La domanda è finita in Consiglio Valle nella seduta del 14 gennaio 2026, con un’interpellanza di Simone Perron, consigliere regionale della Lega, residente proprio nella cittadina della media valle, che ha chiesto conto alla Giunta degli intendimenti e dello stato dell’arte del progetto Crea (Cva Renewable Energy Area), presentato da Cva nel febbraio 2025: un distretto delle tecnologie rinnovabili denominato con un investimento stimato tra 30 e 50 milioni di euro e l’obiettivo di concentrare nell’area «tutte le energie rinnovabili», inclusa la produzione di idrogeno verde finanziata con fondi Pnrr con scadenza 2026.
A rispondere è stato l’assessore regionale allo sviluppo economico Luigi Bertschy, che ha definito l’area «dismessa da tempo» e ha ribadito il valore strategico dell’intervento: il Consiglio di amministrazione di Cva e Giunta regionale sono cambiati, ma «abbiamo ribadito l’importanza dell’obiettivo strategico e l’interesse a portarlo avanti». La linea, ha spiegato, è quella di procedere per tappe, partendo dal tassello già finanziato: l’impianto a idrogeno verde legato al Pnrr.
Il punto chiave: Cva vuole acquistare l’area
Il passaggio più concreto riguarda la proprietà. Bertschy ha riferito che oggi Cva dispone dell’area con un contratto di locazione, ma a dicembre 2025 ha esercitato il diritto di prelazione presentando un’offerta per acquisire definitivamente l’area. Un cambio di passo che, in prospettiva, trasformerebbe l’ex Tecdis da “spazio in affitto” a asset stabile per la nuova sede e l’hub rinnovabili del gruppo.
Altro elemento portato in aula: l’esito dell’avviso pubblico per progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. Bertschy ha parlato di risultato «molto positivo»: oltre 7 milioni di euro ottenuti da Cva insieme al Politecnico di Torino e altri partner nell’iniziativa “Mission Innovation 2.0”, per un progetto su flessibilità e accumulo energetico, che «potrà convergere in futuro» nell’area del progetto Crea.
Sul fronte più atteso, quello dei i posti di lavoro, l’assessore è stato prudente: non ci sono ancora stime disponibili, perché sono in corso approfondimenti su tutti gli aspetti. Ha però aggiunto un impegno politico: «tra qualche mese», quando il quadro sarà più definito, si è detto disponibile a coinvolgere la quarta Commissione per un sopralluogo.

L’ex ‘Tecdis’ di Châtillon in fase di ristrutturazione per il il progetto ‘Crea’ di Cva
“Filiere strategiche”: l’obiettivo 2026
Luigi Bertschy ha poi allargato il discorso al Piano industriale: le filiere strategiche sono state individuate e la direzione è lavorare sull’energia, «con la vocazione di Cva», per sostenere la transizione energetica e rafforzare competitività e attrattività del sistema produttivo regionale. L’obiettivo indicato per il 2026 è chiudere la fase di analisi e avviare la direttrice in modo definitivo, puntando ad attrarre imprese, start-up e talenti giovani.
Nella replica, Simone Perron ha accolto positivamente le informazioni: «siamo favorevoli a tutto ciò che porta sviluppo al territorio» ed ha promesso attenzione sugli sviluppi e partecipazione ai sopralluoghi, sottolineando che l’ex Tecdis è rimasta inutilizzata per troppo tempo e che «vederla rifiorire» sarebbe un segnale importante.








