La Regione Valle d’Aosta ha messo di nuovo nero su bianco la gestione “a più mani” della frana in località Chiappetti, nel Comune di Quincinetto, nel Canavese: il Governo regionale ha approvato venerdì 16 gennaio 2026 lo schema di Protocollo d’intesa con Regione Piemonte, Sav – Società autostrade valdostane, Centro di Protezione civile dell’Università di Firenze, Comune di Quincinetto e Prefettura di Torino per coordinare le iniziative di riduzione del rischio legate al fenomeno franoso.
Perché un nuovo protocollo
La delibera ricostruisce il contesto: sul versante destro della Dora Baltea, sopra Chiappetti, insiste un fenomeno gravitativo complesso in roccia (circa 50.000 m²) che in passato ha generato crolli anche importanti. Tra gli elementi esposti ci sono l’autostrada A5 Torino-Aosta, una strada comunale e fabbricati minori; a valle corre anche la ferrovia Torino–Aosta.
Il precedente Protocollo (siglato nel 2019, durata quinquennale) si è chiuso dopo il 2024, ma l’evento alluvionale di aprile 2025, con il superamento della soglia più alta del Piano speditivo e la chiusura temporanea della A5 tra Pont-Saint-Martin e Quincinetto, ha spinto i soggetti coinvolti a riattivare un coordinamento formale: aggiornare il Piano, considerare le opere nel frattempo realizzate e valutare rischio residuo ed eventuali ulteriori interventi.
Il nuovo Protocollo ha un obiettivo pratico: far lavorare tutti gli attori con lo stesso copione quando il versante “si muove”.
I punti chiave sono:
- condivisione delle risultanze del monitoraggio del versante;
- aggiornamento del Piano speditivo di emergenza (compresi gli aspetti comunicativi), che viene adottato con decreto della Prefettura;
- valutazione di ulteriori interventi, strutturali e non, e dell’eventuale aggiornamento del sistema di monitoraggio.

Il vallo di protezione sull’autostrada A5 all’altezza di Quincinetto
Torna (o meglio: resta) il Comitato tecnico
Il protocollo istituisce un Comitato tecnico con tecnici indicati dai firmatari. Compiti: mettere in comune i dati, supportare l’aggiornamento del Piano speditivo e valutare le necessità di ulteriori misure. La cadenza degli incontri è prevista almeno quadrimestrale, con la possibilità di convocazioni più ravvicinate se serve.
Sul fronte politico-istituzionale, la messa a terra dell’intesa passa anche da una verifica “de visu” con un sopralluogo in località Chiappetti del presidente della Regione Renzo Testolin e dell’assessore ai trasporti Luigi Bertschy, in programma mercoledì 21 gennaio, con l’obiettivo di fare il punto direttamente sul versante e sulle opere già eseguite, oltre che sui passaggi tecnici necessari ad avviare (o consolidare) la fase successiva degli interventi.
A rendere il dossier Chiappetti politicamente “sensibile” c’è anche la durata: le prime avvisaglie significative risalirebbero al 2012, il che porta a parlare di circa 14 anni di vicenda tra allarmi, Protocolli e lavori. Negli ultimi mesi si sarebbe arrivati a un primo traguardo con la chiusura della fase di opere alla base della frana, mentre la gestione del rischio e l’eventuale intervento sul versante restano il nodo che il nuovo Protocollo vuole governare in modo coordinato.
Nel testo sono indicati gli impegni dei singoli soggetti:
- Valle d’Aosta: partecipazione al Comitato tecnico e supporto, se richiesto, all’attuazione del Piano speditivo (previa verifica di fattibilità con Enti e gestori coinvolti);
- Piemonte: coordinamento del Comitato e supporto operativo in chiave sussidiaria, oltre alla messa a disposizione di attrezzature e misure topografiche (via Arpa Piemonte) utili al monitoraggio;
- Sav: monitoraggio continuo del fenomeno, basato su procedure di allertamento, e condivisione in tempo reale dei dati via piattaforma web (in raccordo col Ministero delle infrastrutture e trasporti);
- Università di Firenze (Centro di competenza): gestione del sistema di monitoraggio, notifiche automatiche al superamento delle soglie e produzione/condivisione dei rapporti tecnici;
- Comune di Quincinetto: attuazione del Piano comunale di Protezione civile e informazione alla popolazione in coerenza col Piano speditivo;
- Prefettura di Torino: partecipazione al Comitato tecnico.
Il protocollo avrà durata annuale dalla sottoscrizione, potrà essere modificato d’intesa tra le parti e, elemento non secondario, è a titolo non oneroso per il bilancio regionale. L’obiettivo è evitare improvvisazioni quando i livelli di allerta cambiano, e mettere attorno allo stesso tavolo chi ha in mano monitoraggi, decisioni di protezione civile e gestione dell’infrastruttura.
Per chi viaggia, significa una cosa sola: ridurre il rischio di ritrovarsi l’A5 chiusa “di colpo” senza una macchina organizzativa già rodata.








