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Nuove centrali dell’ospedale, il cantiere del G3 procede tra varianti e tempi rimodulati

redazione aostapresse.it

giovedì 22 Gennaio 26 • h. 15

Nuove centrali dell’ospedale, il cantiere del G3 procede tra varianti e tempi rimodulati

di redazione aostapresse.it | Gio 22 Gen 26 • h. 15

Il cantiere delle nuove centrali tecnologiche G3 dell’ospedale “Umberto Parini” di Aosta procede, con una rimodulazione dei tempi legata sia alle interferenze con l’ospedale esistente sia all’inserimento dei nuovi pozzi di emungimento da falda previsti dal Piano di tutela delle acque, ma per l’assessore Carlo Marzi rappresenta comunque «l’avvio del nuovo ospedale». L’appalto, del valore di poco più di 5 milioni di euro a base d’asta e aggiudicato nel 2023 alla VI.AM. Infrastrutture Srl, riguarda la costruzione del solo corpo G3, che ospiterà le centrali energetiche del futuro presidio ampliato.​

Che cos’è il corpo G3 e cosa prevede il progetto

Il blocco G3 è definito nel capitolato come il nuovo edificio delle centrali tecnologiche al servizio del complesso ospedaliero: un unico corpo strutturale di circa 1.316 metri quadrati di superficie coperta, sviluppato su due livelli interrati a sud dell’attuale “Parini”, lungo via Saint‑Martin‑de‑Corléans.
​L’appalto comprende le opere strutturali complete del G3, le opere edili di base (chiusure, finiture essenziali, sistemazioni esterne) e gli impianti “basici” delle centrali, raccolta e allontanamento acque, illuminazione, predisposizioni elettriche, meccaniche e idriche propedeutiche ai successivi allestimenti impiantistici definitivi.
​L’intervento è pensato in continuità con le centrali esistenti (corpi G/G1) e con l’ampliamento del futuro ospedale: il progetto ha dovuto tenere conto delle interferenze strutturali e impiantistiche con gli edifici vicini, delle reti gas ed elettrica e delle vie di esodo del presidio in esercizio.

I lavori in corso all'ospedale 'Parini' a gennaio 2026

I lavori in corso all’ospedale ‘Parini’ a gennaio 2026

La gara d’appalto e l’aggiudicazione

La stazione appaltante è SIV – Société infrastructures valdôtaines, società in house della Regione, che ha bandito una procedura aperta dove, alla scadenza del 28 aprile 2023 erano pervenute 23 offerte e, dopo la verifica amministrativa, sono state ammesse 20 imprese o RTI.
​Il seggio di gara ha individuato come migliore offerta quella di VI.AM. Infrastrutture Srl di Roma, con un ribasso del 15,37% sul valore dei lavori, che è risultata aggiudicataria proposta; tra gli altri operatori ammessi figuravano, tra gli altri, imprese come Cividini ingegneria e costruzioni, Socim, Valdostana impresa costruzioni (Vico), Ivies e diversi RTI specializzati in opere og11/os21.
​Il capitolato quantifica l’importo complessivo in 5.029.458,52 euro (Iva esclusa), di cui circa 3,69 milioni per opere strutturali, 704 mila per opere civili, 304 mila per impianti idrico‑meccanici e 138 mila per impianti elettrici, oltre a 127.756,84 euro di oneri per la sicurezza e 67.564,20 euro per oneri di discarica, non soggetti a ribasso.​

Perché i tempi si sono allungati

Rispondendo in Consiglio regionale mercoledì 14 gennaio 2026 ad un’interrogazione di Marco Carrel, l’assessore Carlo Marzi ha chiarito all’ex collega di Giunta che il cantiere «rappresenta l’avvio del nuovo ospedale» e che i lavori «stanno procedendo senza interruzioni», ma con una rimodulazione delle tempistiche legata ad alcune attività preliminari «impreviste e imprevedibili».
​Tra queste ha citato lo spostamento delle reti tecnologiche (gas ed energia elettrica) e la rimozione di infrastrutture interrate che interferivano con l’area di scavo, gli adeguamenti interni alle centrali esistenti per riallacciare il nuovo gruppo di riduzione del gas, la realizzazione di un terrapieno per garantire i percorsi di esodo e sicurezza e il coordinamento con altri cantieri in corso nella stessa area ospedaliera.

Nel giugno 2025 è inoltre intervenuto il nuovo Piano di tutela delle acque (PTA), che ha aperto la possibilità, e la necessità, di inserire subito la realizzazione di due pozzi di emungimento da falda, destinati ad alimentare una pompa di calore per il riscaldamento e il raffrescamento del futuro corpo K, il nuovo ospedale per acuti a est di viale Ginevra.
​SIV ha predisposto una variante per concentrare ora questi lavori, sfruttando le nuove regole sugli emungimenti, in modo da evitare di tornare in futuro a riaprire lo stesso cantiere a sud del Parini, con ulteriori interferenze sull’ospedale in esercizio.

Code in corso Saint-Martin de Corléans a causa dei lavori nell'ospedale 'Parini'

Code in corso Saint-Martin de Corléans a causa dei lavori nell’ospedale ‘Parini’

Le preoccupazioni sui ritardi e la replica politica

Carrel, nella replica, ha ricordato che i termini contrattuali sarebbero già stati prorogati «almeno di sei mesi» e ha chiesto chiarezza sui tempi di completamento del G3, definito «fondamentale per il proseguo dei lavori del nuovo ospedale Parini».
​Il consigliere ha segnalato che, rispetto al progetto iniziale che prevedeva circa 200 pali in CFA da 60 centimetri di diametro, in cantiere si sta operando con tre tecnologie diverse (pali CFA, micropali e altri pali gettati), indice, a suo dire, di difficoltà nell’attuazione concreta delle fasi progettuali; ha chiesto quindi una vigilanza politica più stretta su SIV, Azienda Usl ed imprese esecutrici.

L’ex assessore, ora all’opposizione, ha citato anche le interferenze con l’operatività dell’ospedale, come lo spostamento di una scala di accesso al centro analisi legato a esigenze di antincendio, chiedendo all’assessore di garantire «un confronto costante» tra tutti i soggetti coinvolti e di far rispettare i termini perché «questo grande cantiere non serve esclusivamente per fare i titoli di giornale, ma deve servire per i valdostani del domani».​

Tempi e prospettive del cantiere G3

Nel dibattito consiliare non è stata indicata una nuova data precisa di fine lavori, ma lo stesso Carrel ha parlato di una proroga «almeno di sei mesi», auspicando che lo slittamento si limiti a questo orizzonte; Marzi ha parlato di «rimodulazione delle tempistiche originarie» dovuta all’inserimento dei pozzi e alle interferenze risolte.
​Il capitolato prevede, a carico dell’appaltatore, il mantenimento di un cronoprogramma aggiornato e una documentazione di cantiere dettagliata, compresa l’informazione alla cittadinanza e il monitoraggio delle condizioni ambientali e degli edifici circostanti, in un contesto complesso come quello di un ospedale in piena attività.

Una volta completato il G3, l’ospedale disporrà della nuova piattaforma energetica e tecnologica necessaria per alimentare l’ampliamento a est (corpo K) e le successive fasi del progetto del nuovo “Parini”, che resta, come ha ricordato la stessa interrogazione, una delle opere più attese dalla comunità valdostana.