notizie intelligenti dalla Valle d’Aosta

Ali e Lujain, il passaggio di testimone al Beauregard: ultimo nato 2025 e prima nata 2026

redazione aostapresse.it

venerdì 2 Gennaio 2026 • h. 15:00

Ali e Lujain, il passaggio di testimone al Beauregard: ultimo nato 2025 e prima nata 2026

di redazione aostapresse.it | Ven 2 Gen 26 – h. 15:00

All’ospedale “Beauregard” di Aosta il 2025 si è chiuso e il 2026 si è aperto con due nascite a poche ore di distanza: l’ultimo nato del 2025 è Ali Haddad, venuto alla luce martedì 31 dicembre alle 12.57, primo figlio di Imen e Houssine, famiglia residente a Pollein. La prima nata del 2026 è invece Lujain Slama, nata mercoledì 1° gennaio alle 00.59, terza figlia di Nour e Mohamed, famiglia residente ad Aosta.

La fotografia complessiva della natalità regionale, secondo l’Azienda Usl, è in controtendenza: il 2025 si è chiuso con 646 nati, contro i 612 del 2024 (+4%). Un segnale che, nella lettura dell’azienda sanitaria, stona rispetto al quadro nazionale, indicato in calo medio.
A commentare i numeri è stato Livio Leo, direttore della struttura di ostetricia e ginecologia: la crescita, ha sottolineato, è «significativa» e viene collegata anche al lavoro sul percorso nascita (continuità tra territorio e ospedale) e alla presenza di professionalità dedicate, tra cui l’équipe anestesiologica per il parto in analgesia.

Nel dettaglio, nel 2025 sono nati 330 maschi e 316 femmine (nel 2024, 302 maschi e 310 femmine). Un dato curioso, evidenziato dallo stesso Leo: per la prima volta i maschi superano le femmine. Tra le particolarità dell’anno appena chiuso anche cinque parti in casa e un parto in ambulanza durante il trasferimento in maternità.

Lujain Slama, prima nata del 2026, con la mamma Nour ed il papà Mohamed ed il dottor Livio Leo

Lujain Slama, prima nata del 2026, con la mamma Nour ed il papà Mohamed ed il dottor Livio Leo

Il quadro nazionale: meno intenzioni, più rinvii

Sul piano nazionale, però, il clima è decisamente più freddo. Secondo l’Istat, nel 2024 solo il 21,2% delle persone tra 18 e 49 anni dichiara di voler avere un figlio (certamente o probabilmente) nei successivi tre anni.
La quota di chi non intende avere figli entro quell’orizzonte sale al 74,2%, e un terzo di questi (il 32,6%) rimanda comunque “più avanti”, oltre i tre anni.

Sempre l’Istat stima inoltre oltre 10,5 milioni di persone che non vogliono avere figli o altri figli né a breve né in futuro, e tra le motivazioni pesa soprattutto il capitolo economico: circa un terzo cita ragioni economiche, il 9,4% condizioni lavorative inadeguate e l’8,6% la mancanza di un partner.
In un Paese dove le nascite calano da decenni, l’indicatore di fecondità resta basso: 1,18 figli per donna nel 2024.

E quando si chiede quali politiche servirebbero davvero, la risposta è pragmatica: priorità a sostegni economici (28,5%), poi servizi per l’infanzia (26,1%) e agevolazioni abitative (23,1%). Non solo: c’è anche un divario tra desideri e realtà. Guardando alle donne che nel 2016 dicevano di voler avere un figlio entro tre anni, l’Istat rileva che complessivamente solo il 40,4% ha poi realizzato quell’intenzione.

Ali Haddad, ultimo nato del 2025, con la mamma Imen, il papà Houssine ed il dottor Livio Leo

Ali Haddad, ultimo nato del 2025, con la mamma Imen, il papà Houssine ed il dottor Livio Leo

I dati nazionali sulla natalità del 2024 confermano la curva in discesa: in Italia i nati residenti sono stati 369.944, quasi 10mila in meno rispetto al 2023 (-2,6%), con un tasso di natalità sceso a 6,3 nati per mille residenti.
La fecondità ha toccato un nuovo minimo storico: 1,18 figli per donna (da 1,20 nel 2023) e l’età continua a spostarsi in avanti, con 32,6 anni di età media al parto e 31,9 al primo figlio. Nel lungo periodo il dato è ancora più secco: dal 2008 (oltre 576mila nati) l’Italia ha “perso” quasi 207mila nascite (-35,8%).

Insomma: ad Aosta il 2026 è iniziato con Ali e Lujain e con numeri locali in crescita. Ma il quadro italiano, tra rinvii e timori (soprattutto economici), continua a dire che fare figli è sempre più una scelta “in salita”.