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Peba di Aosta, primo incontro con associazioni e stakeholder: via alla fase partecipata

redazione aostapresse.it

mercoledì 14 Gennaio 2026 • h. 17:00

Peba di Aosta, primo incontro con associazioni e stakeholder: via alla fase partecipata

di redazione aostapresse.it | Mer 14 Gen 26 – h. 17:00

È entrato nel vivo martedì 13 gennaio 2026 il percorso per la redazione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) di Aosta: nel Salone edilizia dell’Hôtel de Ville si è tenuta la prima riunione con alcune delle organizzazioni coinvolte, primo passo della fase partecipata che accompagnerà la stesura del documento.

Il Peba è pensato come uno strumento “di regia”: non solo una fotografia delle criticità, ma una programmazione di interventi e priorità per rimuovere le barriere ancora presenti negli spazi urbani e negli edifici pubblici. Una volta adottato, diventerà un riferimento per i futuri progetti pubblici e potrà essere usato anche come base di orientamento per iniziative private.

Un anno di lavoro e un incarico già affidato

L’iter era partito con una deliberazione di Giunta a maggio e si è concretizzato con l’affidamento dell’incarico a un professionista esperto, l’ingegner Paolo Bottani, grazie anche a un finanziamento regionale. La redazione del Piano, è la tempistica indicata, durerà circa un anno e si baserà su un metodo condiviso, con il coinvolgimento di cittadini, associazioni e portatori d’interesse.
Accanto agli incontri, è stata attivata anche una consultazione online rivolta alla cittadinanza: tramite un questionario è possibile segnalare problemi di accessibilità legati a percorsi, trasporti, edifici pubblici e parchi, fornendo indicazioni utili per indirizzare la futura programmazione. Il questionario resterà aperto fino al 15 febbraio 2026 sulla pagina dedicata del Comune.

Non solo gradini: barriere fisiche, sensoriali e “cognitive”

Nella presentazione del percorso, già avviata nei mesi scorsi, l’Amministrazione comunale aveva chiarito che il concetto di “barriere” non riguarda solo rampe e marciapiedi: rientrano anche aspetti sensoriali, come segnaletica, percorsi e semafori sonori e criticità che impattano persone con fragilità cognitive, oltre a chi si muove con passeggini, anziani o persone temporaneamente in difficoltà. L’obiettivo dichiarato è passare da interventi “a spot” ad una mappa delle priorità, utile anche per stimare costi e tempi e incanalare le risorse con una direzione unica.