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Assistenza domiciliare, in Valle 3.225 over 65 seguiti: 14 volte il 2019

scritto da aostapresse.it

mercoledì 18 Marzo 26 • h. 10

Assistenza domiciliare, in Valle 3.225 over 65 seguiti: 14 volte il 2019

di aostapresse.it | Mer 18 Mar 26 • h. 10

In Valle d’Aosta l’assistenza sanitaria a domicilio agli anziani ha fatto un salto enorme: gli over 65 seguiti dall’Assistenza domiciliare integrata (ADI) sono 3.225, contro i 229 del 2019. È un incremento del 1.308%, cioè oltre 14 volte in sette anni.
Il dato arriva dal monitoraggio PNRR sull’investimento “Casa come primo luogo di cura”, uno degli indicatori utilizzati anche per la valutazione dei LEA. La Regione rivendica di avere superato in anticipo il target nazionale fissato per il 2026, migliorando il risultato già raggiunto nel 2024 (quando i pazienti erano 2.855).

Che cos’è (davvero) l’ADI

L’ADI non è “l’infermiere che passa a casa”: è una presa in carico integrata con un piano personalizzato e un lavoro di équipe tra medici di famiglia, specialisti, infermieri, fisioterapisti e operatori socio-sanitari. L’obiettivo è curare e seguire le fragilità nel contesto familiare, evitando accessi impropri in pronto soccorso e ricoveri non necessari.

Il rischio, quando si allarga la platea, è ridurre il tempo dedicato a ciascun paziente. Qui l’Azienda Usl sostiene di aver fatto l’opposto: il monte ore medio di assistenza per paziente sarebbe il più alto tra le regioni italiane, dato che viene attribuito al rapporto sanità CREA (capitolo servizi domiciliari).

Marzi e Uberti: «scelta di civiltà» e «merito del personale»

Per l’assessore regionale alla sanità Carlo Marzi, portare le cure a casa «è una scelta di civiltà», utile sia per la qualità di vita delle persone e delle famiglie, sia per costruire alternative a ricoveri e inserimenti in strutture, anche nell’ottica della crisi demografica.
Il direttore generale dell’Usl Massimo Uberti attribuisce il risultato soprattutto al lavoro quotidiano sul territorio di infermieri, OSS, medici di medicina generale e personale amministrativo, aggiungendo che sono stati migliorati anche i flussi informativi verso il Ministero per evitare “penalizzazioni” legate all’organizzazione di una Regione autonoma.

L’Azienda Usl ha richiamato anche un riferimento spesso citato a livello europeo: portare al 10% la quota di popolazione over 65 assistita a domicilio. La Valle d’Aosta sostiene di aver già superato quel livello, mantenendo alta la qualità dell’assistenza.