L’appuntato dei Carabinieri Antonio Graziano, 42 anni, è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Parini” di Aosta, dopo essere stato travolto due volte dall’auto condotta da una turista francese, Aurelia Marie Marini, 41 anni, di Sallanches, che lui stesso stava assistendo in località Lillaz, a Cogne. Le sue condizioni sono gravi: il militare ha riportato diversi traumi, in particolare agli arti inferiori, e nella notte è stato sottoposto ad un intervento chirurgico alla gamba sinistra durato oltre otto ore: il 24 dicembre, al Cto di Torino l’arto è stato amputato.
Da richiesta di aiuto a tentato omicidio
La vicenda era iniziata come un normale intervento di soccorso: nel pomeriggio di lunedì 15 dicembre 2025 Marini, che era arrivata in Valle d’Aosta il giorno precedente ed alloggiava a Saint-Pierre, aveva chiamato il 112 riferendo che la sua auto, una Ford Kuga plug-in, era «in panne» nella zona delle cascate di Lillaz e non riusciva a ricaricarla, per quanto le auto plug-in dispongano di doppia alimentazione e quindi, nel caso in cui le batterie siano scariche ci si può muovere utilizzando il motore termico.
I due Carabinieri della stazione di Cogne l’hanno raggiunta verso le 17 e dopo essere riusciti a far ripartire il veicolo, l’hanno accompagnata verso l’area di parcheggio dove è presente una colonnina di ricarica: da verifiche successive risulta che gli tutti impianti di ricarica elettrica a Cogne ed a Lillaz, una decina, sono funzionanti e non risultano guasti segnalati sull’app dedicata.
Durante il tragitto la donna ha superato l’auto dei Carabinieri ed un’altra che stava scendendo verso il paese, guidando in maniera pericolosa: arrivati nel piazzale i militari dell’Arma hanno cercato di fermarla, scendendo dalla loro auto e facendo scendere anche lei: a quel punto Aurelia Marie Marini ha iniziato ad inveire verso i Carabinieri, apparendo del tutto fuori controllo e, risalita alla guida dell’auto, ha cominciato improvvisamente a sgommare, tentando poi più volte di travolgerli. L’appuntato Graziano è stato così investito una prima volta, schiacciato contro un muro, mentre il collega era riuscito a mettersi in salvo, rifugiandosi in un locale adibito al ricovero dei cassonetti.
Il Carabiniere ferito ha cercato di allontanarsi, entrando in una zona di accesso ai garage, ma Marini lo ha ancora inseguito con l’auto e lo ha colpito di nuovo, continuando a spostarsi nel parcheggio fino a quando l’auto si è fermata, danneggiata e con gli pneumatici tagliati dagli altri militari che intanto erano arrivati da Aosta. La donna si è quindi barricata nell’abitacolo, urlando frasi sconnesse, finché non è stata immobilizzata e tirata fuori, dopo circa due ore.

La ‘Ford Kuga’ plug-in condotta dalla turista francese sul carro attrezzi
Indagini sullo stato psico‑fisico della conducente
Sul posto sono intervenuti i volontari del 118 e, pochi minuti dopo, anche l’elicottero della Protezione civile con medico e tecnici del Soccorso alpino, che hanno stabilizzato il ferito in codice rosso e lo hanno trasferiscono al Parini: oltre alle gravi feriti alla gamba sinistra presentava fratture alle costole, al bacino, alla colonna vertebrale e ad una clavicola. Un secondo equipaggio sanitario è stato inviato per sedare la donna, anch’essa portata in ospedale per accertamenti.
Aurelia Marie Marini, in stato di arresto con le accuse di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale, è piantonata nel reparto di psichiatria: la Procura di Aosta ha disposto per lei esami tossicologici e alcolemici per verificare se fosse sotto l’effetto di sostanze al momento dei fatti. È possibile che i sistemi di sicurezza presenti nell’auto, come la frenata automatica post-collisione e l’esclusione urti, abbiano evitato conseguenze fatali, limitando l’azione dell’automobilista.
Nella giornata di giovedì 18 dicembre, nel reparto dove è ricoverata la donna, si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto della donna ed il giorno dopo il gip ha confermato il fermo della donna nella struttura di psichiatria, nonostante la Procura avesse chiesto l’incarcerazione.
“Profonda e sentita solidarietà” dall’Amministrazione comunale di Cogne
Il Comune di Cogne, a nome dell’intera comunità, ha espresso, sui social media, “profonda e sentita solidarietà” all’appuntato Antonio Graziano, alla sua famiglia, ai colleghi della Stazione di Cogne e all’Arma dei Carabinieri, sottolineando come il grave episodio avvenuto a Lillaz abbia colpito nel profondo il paese.
L’Amministrazione ha richiamato il valore e il senso di responsabilità con cui le Forze dell’ordine operano quotidianamente al servizio dei cittadini, spesso mettendo a rischio la propria incolumità, ed ha ringraziato in particolare l’Arma per la presenza costante anche nei centri più piccoli.
Al militare ferito viene rivolto un pensiero affettuoso e un augurio di pronta e completa guarigione, con la speranza dichiarata di poterlo rivedere presto, ristabilito, a pattugliare le strade del territorio.

Aurelia Marie Marini in un’immagine pubblicata sui social media
La vicinanza del generale Andrea Paterna
Nel frattempo, sul caso è arrivato anche un segnale istituzionale dall’Arma. Durante una visita ai Comandi della Legione Carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta”, il generale di Divisione Andrea Paterna, venerdì 19 dicembre, ha incontrato al Comando Gruppo di Aosta una delegazione di militari in servizio in regione esprimendo «vicinanza all’appuntato Antonio Graziano», rimasto ferito «a seguito di un gesto sconsiderato da parte di una cittadina francese», evidenziando che il militare è «ancora degente in gravi condizioni» all’ospedale di Aosta, assicurando «pieno sostegno» al personale impegnato quotidianamente nella tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Nella mattinata di lunedì 22 dicembre, i Carabinieri hanno voluto ringraziare pubblicamente Anna Jeantet, di Cogne, per il soccorso prestato ad Antonio Graziano subito dopo l’investimento del 15 dicembre. In una breve cerimonia, il comandante del Gruppo Carabinieri di Aosta, colonnello Livio Propato, insieme al tenente Paolo Carraro, comandante interinale della Compagnia di Aosta, le ha consegnato un attestato di ringraziamento, sottolineando come il suo intervento, «fondamentale» e «svolto con prontezza e lucidità», abbia contribuito a evitare conseguenze ancora più gravi per il militare.
Intanto la situazione della gamba sinistra di Graziano non è migliorata ed è stato deciso di trasferirlo dall’ospedale di Aosta al Centro traumatologico ortopedico (Cto) di Torino, per tentare un ultimo intervento chirurgico, ma mercoledì 24 dicembre i chirurghi non hanno potuto far altro che procedere con l’amputazione della parte inferiore dell’arto, sciogliendo poi la prognosi, che sarà di 120 giorni.








