Dopo la cancellazione dell’edizione 2026, il Consiglio Valle si è occupato dei Carnavals de Montagne e, nella serata di giovedì 15 gennaio, ha approvato all’unanimità, con 33 voti favorevoli su 33 presenti, una risoluzione “coordinata” nata dalla sintesi di due testi depositati in Aula da maggioranza e opposizione dopo che nel giorno precedente il tema era stato oggetto di un’interrogazione dove l’Amministrazione regionale aveva concesso la sua disponibilità per «collaborare a iniziative armoniche di valorizzazione delle tradizioni carnevalesche».
Cosa chiede la risoluzione (e a chi)
Il punto politico-amministrativo centrale del testo è doppio: da un lato riconoscere formalmente che il marchio “Carnavals de Montagne” è in capo al Comune di Aosta e che, allo stato attuale, organizzazione e gestione rientrano nelle competenze dell’Amministrazione comunale; dall’altro, impegnare la Regione a costruire un percorso di continuità per riportare l’evento in calendario a partire dal 2027.
Nel dettaglio, la parte “impegnativa” letta in Aula prevede di:
- prendere atto della titolarità comunale del marchio e della responsabilità organizzativa in capo al Comune;
- favorire, in raccordo con il Comune, una prospettiva di continuità, sostenendo un percorso di programmazione perché l’evento resti un appuntamento di riferimento turistico, culturale e territoriale;
- avviare subito un dialogo istituzionale fra Regione, Presidenza del Consiglio e Comune di Aosta per valutare soluzioni utili al ripristino dal 2027.

Alcuni personaggi del Gruppo storico di Chatel Argent ai Carnavals de Montagne 2025
Le posizioni in Aula: sintesi e “niente bandierine”
La discussione è partita con due risoluzioni separate, ma in Aula, anche dopo scambi piuttosto diretti sul tema delle “bandierine”, è maturata la scelta di un testo unico, con l’obiettivo di far uscire dal Consiglio regionale un segnale compatto.
Il capogruppo della Lega, Andrea Manfrin, intervenendo sul testo coordinato, ha rivendicato la convergenza trovata «per una volta» e ha letto la parte dispositiva che punta al ritorno dell’evento dal 2027.
L’assessore regionale all’istruzione cultura, Erik Lavevaz, nella replica, ha sottolineato che l’obiettivo condiviso è «dare stabilità e continuità» ad una manifestazione considerata di valore identitario e anche turistico, lasciando aperte le modalità organizzative future, dalla gestione comunale con supporto regionale a formule più concertate.
Il contesto: dopo lo stop del 2026 e il nodo “organizzazione/costi”
La risoluzione arriva a valle della scelta del Comune di Aosta di non organizzare l’edizione 2026, motivata, dalla Giunta comunale, con costi e complessità organizzative, oltre che con la difficoltà di incastrare l’evento nel calendario (Marché Vert Noël, smontaggi e successive strutture per la Foire), quantificando l’impegno economico “stimabile” in circa 55 mila euro e aprendo alla possibilità di una cadenza biennale.
In Consiglio Valle, nella discussione del 15 gennaio, più interventi hanno richiamato anche il tema della programmazione e del fatto che l’evento, per dimensione e sicurezza, non possa essere costruito «all’ultimo minuto», concordando sul fatto che «la salvaguardia delle tradizioni popolari e la promozione delle espressioni culturali del territorio rappresentano un obiettivo strategico per rafforzare l’identità regionale e favorire occasioni di partecipazione collettiva» ha confermato Erik Lavevaz.










