Il Comune di Valtournenche ha ottenuto una vittoria piena nella battaglia giudiziaria sui marchi “Cervinia” e “Breuil-Cervinia”. Con la decisione n. 1357/2026, pubblicata il mercoledì 5 marzo 2026 e resa nota sabato 7, la Sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Torino ha dichiarato la nullità delle registrazioni dei marchi “Cervinia” e “Breuil-Cervinia” effettuate nel 2024 da due soggetti privati.
Secondo i giudici, il nome di una nota località può essere registrato solo dal Comune nel cui territorio essa insiste e non può essere oggetto di appropriazione da parte di privati, poiché solo l’Ente territoriale è “avente diritto” ai sensi del Codice della proprietà industriale e può gestire e autorizzare l’uso di questi segni notori.
La posizione del Comune: «Cervinia appartiene a tutti»
Il Comune, assistito dallo studio legale Bonelli Erede, aveva impugnato le registrazioni ottenute da Claudio Salto e Mauro Collomb dopo il cambio, poi rientrato, del toponimo ufficiale in “Le Breuil”, ritenendole “gravemente lesive” degli interessi dell’Ente e della collettività. «Cervinia appartiene a tutti – ha commentato la sindaca Elisa Cicco – il patrimonio storico, culturale e turistico della nostra comunità non può essere monopolizzato da iniziative private prive di fondamento giuridico», rivendicando una vittoria non solo dell’Amministrazione comunale ma di cittadini, operatori turistici e sciatori.

Il marchio ‘Cervinia’ registrato da Mauro Collomb
Dal caso “Le Breuil” al principio sul toponimo
La vicenda affonda le radici nella scelta del Consiglio comunale nel 2023, nella legislatura precedente, di sostituire “Breuil-Cervinia” con “Le Breuil”, decisione che aveva scatenato un’ondata di polemiche perché il nuovo nome era pressoché sconosciuto fuori valle mentre “Cervinia” è uno dei brand turistici più noti al mondo.
In quella fase di incertezza, due residenti di La Thuile, Claudio Salto e Mauro Collomb, avevano ottenuto dall’Ufficio italiano brevetti e marchi la registrazione di “Cervinia” e “Breuil-Cervinia” per un ampio ventaglio di attività di marketing, eventi e servizi turistici, inviando al Comune diffide all’utilizzo dei toponimi su siti, materiali promozionali e simboli ufficiali.
Da lì è nato il contenzioso civile davanti al Tribunale di Torino, che ora, con la sentenza 1357/2026, ha annullato le registrazioni e riaffermato che il Comune è l’unico soggetto legittimato a registrare e gestire il nome della località.








