notizie intelligenti dalla Valle d’Aosta

Corte dei conti, condannati Cortese e Mauro: 100mila euro di danno all’Unité Grand Combin

redazione aostapresse.it

martedì 13 Gennaio 2026 • h. 15:00

Corte dei conti, condannati Cortese e Mauro: 100mila euro di danno all’Unité Grand Combin

di redazione aostapresse.it | Mar 13 Gen 26 – h. 15:00

La Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Valle d’Aosta, ha condannato Luigi Cortese e Patrizia Mauro al pagamento di 50.000 euro ciascuno in favore dell’Unité des Communes valdôtaines Grand Combin per danno erariale derivante dalla revoca di finanziamenti comunitari Fesr, Feasr e Fse. La sentenza n. 75/2025, depositata il 29 dicembre 2025 e resa pubblica in questi giorni, ridimensiona la richiesta iniziale della Procura regionale, che aveva chiesto la condanna al risarcimento di oltre 1,1 milioni di euro.

I fatti contestati

Al centro della vicenda il Programma integrato territoriale (Pit) approvato nel 2008 dall’allora Comunità montana Grand-Combin per accedere ai fondi Fesr, Feasr e Fse; l’appalto di servizi per la gestione del Pit fu aggiudicato allo studio di Luigi Cortese, già assessore comunale ad Aosta ed insegnante in un Istituto superiore, per un valore iniziale di 41.400 euro, a fronte di un importo presunto di 207.000 euro.
​Attraverso successivi affidamenti diretti, definiti nei documenti come “attività complementari”, il valore complessivo degli incarichi attribuiti a Cortese è salito a 1.827.024,42 euro, su progetti finanziati per oltre 4,3 milioni di euro.​

Le irregolarità rilevate

L’Autorità di audit, a partire dal 2015, ha contestato l’incremento abnorme del valore degli affidamenti rispetto alla base di gara, la modifica degli elementi essenziali del contratto, gli affidamenti diretti in sede di attuazione dei progetti e l’errata rendicontazione, inclusa la duplicazione di spese e documenti contabili non conformi.
​Le verifiche hanno portato le Autorità di gestione dei programmi comunitari ad avviare le procedure di recupero: l’Unité Grand-Combin ha dovuto restituire complessivamente 1.112.005,75 euro, di cui 608.549,53 euro per i fondi Fesr e 467.895,80 euro per i fondi Feasr.

Luigi Cortese

Luigi Cortese

Le motivazioni della sentenza

La Corte ha accertato la violazione della normativa nazionale e comunitaria sugli appalti (artt. 2, 29 e 57 del D.Lgs. 163/2006), evidenziando che l’indicazione di un “valore presunto” in sede di gara non autorizza l’Amministrazione a modificarlo liberamente in corso d’opera: «se successivamente sorge la necessità di procedere a nuovi affidamenti che determinano un superamento dell’originario valore dell’affidamento, sarà necessario procedere ad una nuova gara».
​I giudici hanno riconosciuto la colpa grave in capo ad entrambi i convenuti: Patrizia Mauro, segretario generale dell’Unité e responsabile unico del procedimento di alcuni progetti, ha predisposto il bando con clausole generiche e indeterminate; Luigi Cortese, quale professionista esperto del settore, «non poteva non essere a conoscenza della doverosità di una procedura aperta per il conferimento di tutti i successivi contratti».​

Perché il danno è stato ridotto

Rispetto agli oltre 1,1 milioni di euro chiesti dalla Procura, la Corte ha applicato criteri equitativi, valutando che i controlli di primo livello non avevano tempestivamente rilevato le illegittimità e che tutti i progetti finanziati risultano effettivamente realizzati a beneficio della comunità.
​Inizialmente la convenuta Mauro era stata ritenuta meritevole di una maggiore responsabilità (65.000 euro) rispetto a Cortese (50.000 euro), ma il Collegio ha poi valorizzato le carenze d’organico dell’Ente, riducendo l’addebito a 50.000 euro anche per lei; sono inoltre state dichiarate prescritte le somme relative ad alcuni mandati di pagamento anteriori all’11 dicembre 2019.

Rigettate, invece, le tesi difensive sulla finanza pubblica allargata: la Sezione ha ribadito che gli Enti pubblici hanno autonoma personalità giuridica e bilanci indipendenti, e che la mancata disponibilità delle risorse restituite «costituisce un fatto obiettivamente rilevante, con attitudine a stravolgere le dinamiche gestionali».