L’Italia del wheelchair curling ha chiuso le Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 con l’amaro in bocca: nella serata di giovedì 12 marzo 2026, nell’ultima partita del round robin, la Nazionale è stata battuta 6-5 dalla Repubblica di Corea ed ha mancato l’accesso alle semifinali per un solo punto. La squadra, con i due valdostani Egidio Marchese e Fabrizio Bich insieme a Matteo Ronzani, Angela Menardi e Giuliana Turra, guidata dal coach Roberto Maino, ha terminato il girone al sesto posto con un bilancio di quattro vittorie e cinque sconfitte.
Nell’ultima partita, che valeva l’accesso alle semifinali, l’Italia era partita forte (2-0 nel primo end), aveva subito il rientro coreano (3 punti nel secondo), poi era tornata avanti nel terzo con una mano da due. Italia e Corea si sono trovate sul 4-4, poi i coreani hanno rubato un punto nel sesto (5-4) e gli azzurri hanno pareggiato nel settimo. Il match è rimasto in equilibrio fino all’ottavo end ma Marchese e compagni non sono riusciti a chiudere.

Fabrizio Bich si congratula con l’avversario alla fine della partita
Il cammino nel round robin: tutte le partite dell’Italia
Il girone dell’Italia è stato un’altalena, con partite decise sul dettaglio e altre scappate via. Questo il percorso completo:
- sabato 7 marzo: Canada – Italia 9-8;
- domenica 8 marzo: Cina – Italia 5-3;
- domenica 8 marzo: Stati Uniti – Italia 10-1;
- lunedì 9 marzo: Italia – Slovacchia 10-0;
- martedì 10 marzo: Gran Bretagna – Italia 6-8;
- martedì 10 marzo: Norvegia – Italia 9-3;
- mercoledì 11 marzo: Italia – Svezia 4-3;
- giovedì 12 marzo: Italia – Lettonia 10-5;
- giovedì 12 marzo: Corea – Italia 6-5.
La volata e la classifica finale: Italia sesta
La giornata del 12 marzo era arrivata con un copione chiaro: prima il 10-5 alla Lettonia, poi la “finale anticipata” con la Corea, imperativa da vincere per entrare tra le prime quattro. Con il ko serale, l’Italia ha chiuso sesta: davanti Canada (9-0) e Cina (8-1) già qualificate, poi Svezia (5-4) e Corea (5-4) a completare il quadro semifinali.
Per Egidio Marchese e Fabrizio Bich, che a Cortina hanno avuto anche la responsabilità di skip e vice-skip, resta una spedizione fatta di buone prove e blackout improvvisi. E, soprattutto, un dato che non si discute: per entrare tra le prime quattro, questa volta è mancato davvero pochissimo.








