Federica Brignone ha scelto di esserci, ma senza forzare: dopo le prime prove sulla pista Aliga di Soldeu, la campionessa valdostana non prenderà parte alle gare del weekend di Coppa del Mondo in Andorra, appena dopo il trionfo olimpico di Milano‑Cortina 2026.
Dopo l’oro olimpico, un rientro “a sensazione”
Dieci mesi dopo il grave infortunio alla gamba sinistra, con fratture multiple e lesioni legamentose, Brignone ha saputo stupire tutti ai Giochi di casa, conquistando due storiche medaglie d’oro in superG e gigante.
Archiviata la parentesi olimpica, la valdostana ha voluto aggregarsi subito alla squadra azzurra per la tappa veloce di Soldeu, con la discesa prevista per venerdì 27 febbraio 2026, seguita da due superG tra sabato e domenica, «per riprendere la mia vita da atleta» aveva spiegato.
Nella prima prova cronometrata di mercoledì 25 aveva ha chiuso con il tempo di 1’34″97, in 17ª posizione, prendendo confidenza con il tracciato e con la neve pirenaica, ma nella seconda prova ha preferito non presentarsi al cancelletto per non sovraccaricare la gamba sinistra, scelta poi confermata anche in vista della discesa: «ho preferito non disputare la prova cronometrata per via del dolore, dopo la prova di ieri non stavo bene e di conseguenza non sono scesa», aveva raccontato.

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«Sciare non deve essere una tortura»
Il nodo, lo ha ripetuto lei stessa, resta il dolore: «chiaramente il dolore mi limita parecchio al momento. Dopo l’Olimpiade mi sono detta: “ora ne hai di più, stringi i denti e vai avanti”, e con l’adrenalina un po’ va meglio. Ma tutto ha un limite: sono dieci mesi che ho male tutti i giorni e il mio corpo e la mia mente iniziano a rifiutarsi».
Per questo motivo, la valutazione è quotidiana: «valuterò giorno per giorno, a maggior ragione dopo le Olimpiadi: sciare non deve essere una tortura, deve essere una cosa piacevole e soprattutto sicura», ha ribadito.
Federica Brignone, però, non mette in dubbio il proprio livello tecnico: «so che la mia sciata è ancora forte ed è competitiva. La mia fame è sempre stata vedere dov’era il mio limite e provare a superarlo; adesso la sfida è essere ancora competitiva con la gamba che ho. È una sfida tosta, ma è quello che mi piace fare».
Futuro aperto, con un obiettivo: dare tempo alla gamba
Sul dopo‑Soldeu, Federica non si sbilancia: nessun annuncio, nessuna decisione definitiva. «Se non miglioro, chiaramente sarà difficile vedermi il prossimo anno; però se invece sto bene, perché no? Non ho preso una decisione, davvero è giorno per giorno: potete anche non chiedermelo più, non avrete una risposta», ha dichiarato sorridendo, chiarendo però di non sentire ancora «il sentimento di voler smettere», quanto piuttosto la stanchezza per il dolore continuo.
Il piano, per ora, guarda alla fine stagione: «l’obiettivo è dare riposo alla mia gamba, continuare con le cure e vedere come va. Non posso ancora togliermi la placca né rioperarmi perché la tibia non è a posto, poi si vedrà».
Intanto, Soldeu ha rappresentato una tappa di passaggio: un banco di prova per misurare sensazioni e limiti dopo l’apoteosi olimpica, senza rincorrere a tutti i costi punti di Coppa del Mondo. In una stagione già entrata nella storia, la scelta di fermarsi quando il dolore supera il piacere racconta una Brignone diversa solo nell’approccio: più attenta al proprio benessere, ma con la stessa voglia di restare protagonista finché le gambe, e la testa, le diranno che è ancora il momento di attaccare.








