La Giunta regionale ha rinnovato, venerdì 23 gennaio 2026, il Consiglio di amministrazione della Fondation Émile Chanoux – Institut d’Études fédéralistes et régionalistes, nominando come consiglieri Luciano Caveri, Michela Ceccarelli e Jean Louis Crestani per un mandato di cinque anni ed affidando la presidenza del Comitato di revisione a Veronica Celesia, dottore commercialista, revisore dei conti e già componente dell’organo di controllo dell’Università della Valle d’Aosta; contestualmente sono stati designati Fiorella Vaschetti come componente effettivo e Silvio Veneruso come supplente del Comitato di revisione, sempre per un quinquennio.
Rispetto alle nomine deliberate dalla Giunta, gli altri due componenti del Consiglio di amministrazione saranno designati, come previsto dalla legge regionale 11/1997, dal Centre international de formation européenne (Cife), partner storico della Fondation Chanoux sul versante federalista; la carica di presidente verrà attribuita dal nuovo CdA nel corso della sua prima riunione, ma alla luce del peso politico e istituzionale e del curriculum autonomista di Luciano Caveri è verosimile che sia proprio l’ex assessore regionale ad essere scelto come futuro presidente della Fondazione.
Chi è la nuova presidente del Comitato di revisione
La nuova presidente del Comitato di revisione, Veronica Celesia, è laureata in economia e commercio alla Bocconi con una tesi sulla finanza regionale (“Il caso Finaosta”), è abilitata alla professione di dottore commercialista e revisore contabile ed è iscritta all’Ordine di Aosta dal 2004. Ha maturato una lunga esperienza nella consulenza economico‑finanziaria e nel controllo dei conti di enti pubblici e società partecipate, occupandosi di bilanci, appalti e tracciabilità, ed è stata componente del collegio dei revisori dell’Università della Valle d’Aosta e revisore di altri soggetti pubblici e misti come il GAL Valle d’Aosta. Il suo profilo porta in Fondation Chanoux competenze strutturate su governance, controllo e corretto uso delle risorse pubbliche, centrali per un istituto che gestisce progetti di ricerca, attività con le scuole e fondi regionali significativi dedicati alla storia valdostana del Novecento, al federalismo, al regionalismo e alle questioni minoritarie.
Il ruolo e le attività della Fondation Chanoux
La Fondation Émile Chanoux, istituita con la legge regionale 36/1994, è uno dei principali presìdi culturali della Valle d’Aosta: un centro di ricerca e formazione che lavora sull’autonomia valdostana, sul federalismo, sulla figura di Émile Chanoux e sulle trasformazioni politiche italiane ed europee, con una biblioteca specializzata e progetti transfrontalieri come Alcotra A‑Mont. È finanziata stabilmente dalla Regione (circa 100mila euro euro l’anno), organizza convegni, scuole estive federaliste, attività didattiche, pubblicazioni e ricerche, e per questo la sua governance è stata più volte al centro del dibattito politico, soprattutto sul tema dell’autonomia dagli equilibri di Giunta.

Massimiliano Pegorari e Marco Gheller
Le polemiche sulle nomine in Consiglio Valle
Già il 25 novembre 2025, l’ex assessore regionale Jean‑Pierre Guichardaz aveva presentato in Consiglio Valle un’interpellanza per chiedere trasparenza sui criteri di nomina del CdA e sulla piena autonomia della Fondation, richiamando la necessità di scegliere figure competenti, autorevoli e svincolate da logiche di «ricollocazione personale» di politici non più in carica o non eletti. Guichardaz aveva ricordato che la Fondation Chanoux «è uno dei presidi culturali più importanti della Valle d’Aosta» e che la Presidenza, pur gratuita, comporta la gestione di fondi, consulenze, rapporti con scuole e università e personale, quindi richiede rigore, indipendenza e una programmazione sganciata dalla contingenza politica. Al centro dell’atto, oltre a Luciano Caveri, mai esplicitamente citato, c’era anche il caso di Marco Gheller, allora da poco assessore comunale alle Politiche sociali di Aosta, che, secondo Guichardaz, aveva continuato a presentarsi pubblicamente come presidente della Fondation anche dopo le dimissioni, con post e partecipazioni a eventi in cui figurava ancora in quel ruolo.
Il nuovo assessore regionale Erik Lavevaz, che aveva nel frattempo assunto la delega alla cultura, aveva chiarito che Gheller aveva formalizzato le dimissioni il 16 ottobre, pochi giorni dopo l’ingresso in Giunta comunale, con comunicazione protocollata in Regione il 30 ottobre, e che il CdA aveva nominato presidente temporaneo Massimiliano Pegorari, in attesa delle nuove designazioni, sottolineando il rispetto delle procedure e del decreto legislativo 39/2013 sulle incompatibilità.
Il tema dell’autonomia della Fondation Chanoux
Nella replica, Jean‑Pierre Guichardaz aveva insistito sulla necessità di evitare che la Fondation Chanoux venisse percepita «come prolungamento della politica» e sulla prudenza rispetto al “totonomine” circolato ancor prima della chiusura dei termini per le candidature, chiedendo che la nuova governance tornasse a concentrarsi sui temi statutari, federalismo, storia istituzionale, minoranze linguistiche, dopo alcune iniziative giudicate meno coerenti.
In questo quadro, le nomine di Luciano Caveri, ex assessore regionale non rieletto, e di Jean Louis Crestani, insegnante anch’egli non eletto nella lista dell’Union Valdôtaine, insieme a Michela Ceccarelli, riaprono politicamente il tema dell’equilibrio tra competenze culturali, continuità con la tradizione autonomista e rischio di “ricollocazione”, mentre la scelta di un vertice tecnico come Veronica Celesia al Comitato di revisione punta a rafforzare il presidio sulla gestione delle risorse pubbliche affidate alla Fondation.







