Hans Nicolussi Caviglia è tornato a Parma da titolare, ritrovandosi subito di fronte la “sua” Juventus nella sfida di domenica 1° febbraio 2026, chiusa però con una netta vittoria bianconera per 4‑1 al Tardini. Per il centrocampista valdostano, cresciuto nel vivaio juventino e passato da ragazzo in gialloblù, è stato un debutto dal sapore speciale: primo schieramento dal 1’ nel nuovo Parma di Cuesta, in una partita “di cartello” che lui stesso ha definito «bella da giocare» contro il club in cui ha fatto «tutto il percorso da bambino fino alla prima squadra».
Dalla Fiorentina al ritorno in gialloblù
La settimana che lo ha riportato in Emilia si era aperta con la nota asciutta della Fiorentina, che il 29 gennaio haveva comunicato la risoluzione anticipata del prestito dal Venezia, chiudendo senza troppi clamori una parentesi in cui Nicolussi Caviglia non era riuscito a trovare spazio stabile in maglia viola.
Nelle stesse ore il Parma ha ufficializzato l’operazione: prestito con “obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni sportive” dal Venezia, proprietario del cartellino, e ritorno in gialloblù cinque anni dopo la prima, sfortunata esperienza del 2020/21, durata appena due presenze in Coppa Italia e interrotta da un grave infortunio.
Il club emiliano ha presentato Hans come un centrocampista «dotato di grande dinamismo», ricordando che è nato ad Aosta il 31 marzo 2000, cresciuto nel settore giovanile della Juventus, con esordio in Serie A a 18 anni, e con esperienze a Perugia, Salernitana, Südtirol e Venezia, dove si è messo in mostra per qualità tecniche e capacità di inserimento.
Il Venezia, da parte sua, ha confermato il rientro dal prestito alla Fiorentina e la sua contestuale cessione al Parma Calcio a titolo temporaneo, smentendo le voci che lo indicavano verso il Cagliari, ricordando l’arrivo in laguna del calciatore valdostano nell’estate 2024, che ha collezionato 35 presenze con la maglia arancioneroverde, realizzando 4 gol e servendo 3 assist, concludendo con un “buona fortuna, Hans”.

Nesta Elphege, Hans Nicolussi Caviglia e Franco Carboni con le maglie del Parma
«Sono un giocatore diverso da sei anni fa»
Alla presentazione al Tardini del 30 gennaio, insieme a Franco Carboni ed Elphege Nesta, Nicolussi Caviglia ha parlato di «ritorno molto piacevole» ed ha ringraziato presidente, direttore e allenatore per l’opportunità, spiegando di voler «guadagnare la stima e l’affetto dei tifosi con le prestazioni sul campo».
Ha ricordato il primo passaggio a Parma, «pochi mesi» condizionati dall’infortunio, in cui però aveva già iniziato a capire «società e città», ef ha insistito sul fatto di sentirsi «un giocatore totalmente diverso» rispetto al 2020: allora mezzala o trequartista, oggi centrocampista più maturo fisicamente, «più duttile, più davanti alla difesa», capace di giocare da play in un centrocampo a tre o in una mediana a due.
Hans ha descritto il suo ruolo ideale come quello di regista che unisce costruzione del gioco, interdizione e lettura, ma senza rinunciare alle qualità offensive: il tiro da fuori e la capacità di arrivare al limite o dentro l’area con inserimenti e combinazioni, doti che il Parma ha intenzione di valorizzare anche sui calci piazzati, arma già importante della squadra gialloblù.
Interrogato sulla differenza tra Serie B e Serie A, ha sottolineato il peso dei duelli individuali, la velocità del pallone e l’attenzione ai dettagli come palle inattive e marcature, aspetti in cui l’esperienza tra i grandi lo ha aiutato a crescere.
La parentesi viola chiusa senza strappi
Sul capitolo Fiorentina, il valdostano ha scelto toni estremamente misurati: nessun accenno a scelte tecniche o rimpianti, solo un «auguro il meglio alla società e ringrazio tutte le persone con cui ho lavorato».
Un commiato asciutto, che conferma la volontà di voltare pagina senza polemiche dopo una stagione in due fasi, con un avvio in cui sembrava potersi ritagliare spazio e una seconda parte in cui è scivolato indietro nelle gerarchie, fino alla decisione condivisa di chiudere in anticipo il prestito.
L’operazione con il Parma, con obbligo di riscatto condizionato, fotografa una carriera ancora in costruzione: il cartellino resta del Venezia, che continua a gestire il percorso del giocatore puntando su un ambiente, quello emiliano, in cui Nicolussi Caviglia aveva già lasciato buone impressioni e dove ora può provare a consolidarsi in Serie A.
Un esordio da ex contro la Juve e la voglia di “professore”
Il destino ha voluto che la prima volta di Hans in gialloblù versione 2026 coincidesse con la Juventus, la società che lo ha accolto a 9 anni, lo ha fatto spesso capitano nelle giovanili e lo ha lanciato in Serie A.
Alla vigilia aveva definito la sfida «una partita di cartello, sicuramente bella da giocare», importante «come tutte le altre» ma emotivamente particolare per il percorso vissuto in bianconero; sul campo, però, la serata è stata a tinte juventine, con il Parma travolto 4‑1, qualche sprazzo di personalità del nuovo regista e il cambio al 65’ per Sorensen, nel quadro di una gara complessa per tutta la squadra.
Nella chiacchierata con i cronisti è riemerso anche il soprannome “il professore”, affibbiato da Di Francesco ai tempi di Salerno per la sua passione per i libri e per il modo di leggere il gioco: un’etichetta che Nicolussi Caviglia ha detto di apprezzare, ricordando quanto il tecnico abruzzese abbia influito sulla sua crescita tattica.
Le passioni extra‑campo, dalla letteratura classica, al cinema, fino alla musica d’autore, con il sogno di convertire qualche compagno a Guccini, restano, ma il valdostano oggi preferisce tenerle lontane dai riflettori, per evitare che vengano «strumentalizzate».
A Parma, insomma, non è tornato il ragazzo del 2020, ma un centrocampista che a 25 anni ha già attraversato infortuni, promozioni e retrocessioni, cambi di ruolo e tante maglie diverse. Ora la sfida, per lui e per il Parma, è trasformare questo ritorno in un capitolo finalmente continuo, in cui il talento cresciuto tra Aosta e Vinovo possa trovare la sua dimensione definitiva in Serie A.








