Il mercato del lavoro valdostano apre il 2026 in crescita, trainato dal turismo invernale, ma con un forte bisogno di manodopera: a gennaio le imprese prevedono 1.390 assunzioni, 140 in più rispetto a un anno fa, mentre nel trimestre gennaio‑marzo le entrate programmate salgono a 3.520, con un aumento di 360 unità su base annua. Allo stesso tempo, oltre un’assunzione su due è “difficile da coprire” e la domanda resta concentrata su profili operativi e stagionali più che su figure altamente specializzate.
Più posti, ma soprattutto stagionali e nei servizi
Secondo il bollettino Excelsior di Unioncamere e Anpal, elaborato dalla Chambre Valdôtaine, l’81% delle 1.390 entrate previste a gennaio riguarda il settore dei servizi, con il solo comparto alloggio‑ristorazione e servizi turistici che assorbe il 42% della domanda (590 posti in un mese). L’industria programma invece 200 assunzioni, pari al 14% del totale, confermando il peso più contenuto del manifatturiero rispetto ad altre regioni del nord ovest.
La stagionalità condiziona fortemente la tipologia contrattuale: l’82% delle assunzioni sarà a termine, contro appena il 18% di contratti stabili, a indicare un mercato del lavoro molto legato ai picchi di afflusso turistico e alla necessità di adattare di continuo gli organici. Il 25% delle entrate previste riguarda lavoratori immigrati, segno di una crescente dipendenza di molti comparti, in particolare turismo e ristorazione, dalla manodopera straniera.

Un cartello di ricerca personale ad Aosta
Giovani protagonisti, ma pochi profili “alto skill”
Più di una posizione su quattro è rivolta agli under 30: il 27% delle assunzioni programmate a gennaio riguarda infatti giovani sotto i 30 anni, soprattutto nei settori con maggiore rotazione del personale. Tuttavia, la qualità media dei profili richiesti resta prevalentemente operativa: solo il 13% delle entrate riguarda dirigenti, specialisti e tecnici, contro una media nazionale del 23%, con un evidente divario sui profili ad alta specializzazione.
Questo squilibrio riflette la struttura produttiva regionale, fortemente orientata al terziario turistico e ai servizi, dove pesano mansioni operative, di contatto con il pubblico o di supporto alle attività di accoglienza e ristorazione. Per i laureati e per chi possiede competenze avanzate, il quadro offre quindi meno opportunità rispetto ad altre aree del Paese, a meno di non puntare su nicchie specialistiche o su funzioni gestionali e tecniche molto specifiche.
Più della metà dei profili è “introvabile”
Il nodo principale per le imprese resta il reperimento del personale: in Valle d’Aosta nel 52,9% dei casi le aziende dichiarano difficoltà a trovare il candidato adeguato, cioè più di un’assunzione su due si scontra con problemi già nella fase di selezione. L’ostacolo prevalente non è tanto la mancanza di competenze, quanto l’assenza di persone disponibili: la carenza numerica di candidati pesa infatti per il 38,7% dei casi, mentre la preparazione inadeguata incide per il 10,2%.
Questo mismatch strutturale costringe molte imprese a riorganizzare turni e servizi, rinviare investimenti, ridurre l’offerta o rinunciare ad ampliare attività e orari, con effetti diretti sulla competitività del sistema economico regionale. Il quadro è particolarmente critico nei comparti più stagionali, dove il lavoro è spesso intenso, concentrato in pochi mesi e non sempre percepito come attrattivo, soprattutto dalle nuove generazioni.

Roberto Sapia, presidente della Chambre Valdôtaine
Le priorità indicate dalla Chambre: competenze e attrattività
Per il presidente della Chambre, Roberto Sapia, i dati Excelsior confermano da un lato la «vitalità» dell’economia valdostana, dall’altro una sfida centrale: la difficoltà di reperire competenze e personale disponibile, che rischia di frenare le opportunità di crescita delle imprese. Da qui il richiamo a rafforzare il collegamento tra scuola, formazione e sistema produttivo, orientando meglio i giovani verso le professionalità più richieste e sostenendo percorsi di aggiornamento e riqualificazione anche per chi è già occupato.
Sapia sottolinea anche la necessità di rendere la Valle d’Aosta più attrattiva per lavoratori e professionisti, così da aiutare le aziende a trovare le risorse umane necessarie per consolidare e ampliare le attività. In un contesto in cui il turismo continua a trainare l’occupazione, ma oltre metà dei profili resta «introvabile», la partita si gioca sempre di più sulla capacità di offrire condizioni di lavoro, percorsi professionali e servizi che convincano persone qualificate a scegliere, e a restare, in Valle d’Aosta.








