Il progetto di demolizione e ricostruzione della struttura che ospita l’Istituzione scolastica di istruzione tecnica e professionale (Isitip) “Innocenzo Manzetti” di Aosta è ormai definito e riconosciuto di interesse pubblico dal Comune di Aosta; se l’iter urbanistico filerà liscio, l’anno scolastico 2026/2027 dovrebbe essere l’ultimo nell’edificio attuale.
Cosa prevede il nuovo Manzetti
La delibera del Consiglio comunale n. 22 del 25 febbraio 2026 ha approva il progetto definitivo di “ristrutturazione per adeguamenti normativi” dell’istituto superiore, che in realtà comporta la demolizione del fabbricato esistente di via Festaz 27/A e la ricostruzione di una nuova scuola sul medesimo sedime. Il nuovo edificio, firmato dallo studio Settanta7 di Milano, (in collaborazione con le società Sitec Engineering, Stain Engineering ed Ets) sarà costituito da un piano seminterrato e cinque piani fuori terra, con trenta aule (dodici in meno alle 42 attuali), spazi accessori per l’attività didattica, nuovi locali tecnici e una palestra collocata al piano terra per poter essere utilizzata anche in orario extra‑scolastico.
L’area è classificata dal PRGC come centro storico (sottozona Aa01) e come “servizi esistenti di rilevanza regionale per l’istruzione superiore”, a conferma del ruolo sovra‑comunale dell’istituto tecnico. L’intervento è finanziato con il Fondo per lo sviluppo e la coesione: in Consiglio Valle, lo scorso 12 marzo 2026, Davide Sapinet, assessore regionale alle opere pubbliche ha indicato l’estate 2027 come avvio cantiere, una volta completata la progettazione esecutiva e ottenuto il permesso a costruire in deroga.

L’attuale stabile che ospita l’Isitip ‘Manzetti’
Perché serve una deroga urbanistica
Il progetto, come chiariscono le delibere comunali, non è pienamente coerente con il Piano regolatore e necessita di una deroga ai sensi dell’articolo 88 della l.r. 11/1998 e dell’articolo 28 delle NTA del PRGC.
In particolare:
- l’ampliamento planivolumetrico in zona A (centro storico) arriva fino al 20% del volume esistente, mentre le NTA non prevedono ampliamenti di questa entità;
- vengono previsti nuovi volumi interrati al di fuori della sagoma esistente, in contrasto con il principio di inedificabilità del sottosuolo nelle aree libere del centro storico;
- cambiano sistemazioni esterne e aree verdi su via Festaz, per creare spazi di attesa per gli studenti in entrata e uscita;
- l’altezza del fabbricato supera la media degli edifici circostanti, per garantire le dotazioni spaziali richieste;
- l’intervento incrementa i carichi urbanistici senza prevedere nuovi parcheggi, in un contesto già critico.
Il Consiglio comunale, prima di deliberare, ha raccolto i pareri di Vigili del fuoco, Sovrintendenza ai Beni culturali, Azienda Usl, Arpa, servizio idrico e dipartimento regionale competente, tutti favorevoli (alcuni con prescrizioni) e ha concluso che l’intervento “riveste carattere di pubblico interesse”. Ora la palla passa alla struttura regionale di pianificazione territoriale, chiamata a rilasciare il nulla osta alla deroga dopo il passaggio in Conferenza di pianificazione.

Il dettaglio della zona di ingresso del progetto del nuovo ‘Manzetti’
Il confronto in Consiglio Valle: deroga o variante?
Sulla procedura scelta si è aperto un fronte politico in Consiglio Valle: giovedì 12 marzo Alberto Zucchi ha interrogato la Giunta chiedendo se, trattandosi di un intervento programmato da anni e non di un’esigenza improvvisa, non fosse più corretto procedere tramite variante al PRG anziché ricorrere alla deroga, che la disciplina regionale riserva a casi “eccezionali”.
L’assessore Sapinet ha ricordato che nel 2022 la Giunta regionale ha approvato il solo progetto di fattibilità tecnico‑economica, già ipotizzando la necessità di ricorrere alla deroga per rispettare la normativa sull’edilizia scolastica con spazi adeguati. Il definitivo, affidato con gara nel 2023, ha quantificato in modo puntuale l’ampliamento (entro il 20%) e la nuova articolazione dell’edificio; solo a febbraio 2026 il Consiglio comunale ha riconosciuto l’interesse pubblico e, il 10 marzo, ha trasmesso alla Regione la richiesta di deroga, che è ancora in istruttoria.
Per Sapinet «la procedura da avviare è dunque quella della deroga urbanistica», perché riguarda un edificio pubblico per il quale il PRG ammette ampliamenti fino al 10%, mentre il progetto ne chiede il 20%; sarà l’unità operativa pareri urbanistici a valutare nel merito la sussistenza dei presupposti previsti dalla l.r. 11/1998. Zucchi ha ribattuto che la deroga «non può sostituire le varianti» e non può essere usata per sanare ex post un progetto definito già nel 2022, mettendo in guardia la Regione anche sotto il profilo di possibili profili di danno erariale nel caso di uso improprio dello strumento.

La targa che ricorda la costruzione nel 1955 della struttura
Tempi e prossime tappe
Sul piano amministrativo, l’iter è ancora a metà del guado:
- il progetto definitivo è approvato dal Consiglio comunale con delibera n. 22/2026 e l’opera è riconosciuta di pubblico interesse;
- la richiesta di deroga urbanistica è partita da Aosta verso la Regione il 10 marzo ed è in corso di integrazione con tutti gli allegati tecnici;
- la struttura di edilizia scolastica regionale dichiara di aver già raccolto tutti i pareri tecnici di competenza e di attendere il nulla osta alla deroga per poter arrivare al permesso di ricostruire.
Se non interverranno stop in sede urbanistica o contenziosi, il cronoprogramma legato ai fondi FSC prevede l’avvio dei lavori nell’estate 2027, con demolizione del vecchio blocco e progressiva ricostruzione del nuovo Manzetti.

Il rendering della palestra semi-interrata del nuovo ‘Manzetti’
I numeri del nuovo Manzetti
- struttura: un piano seminterrato + cinque piani fuori terra;
- classi: trenta aule didattiche, oltre a laboratori e spazi comuni;
- palestra: al piano terra, dimensionata per l’uso scolastico e l’apertura alle associazioni in orario extra‑scolastico;
- volume: ampliamento planivolumetrico fino al 20% rispetto all’esistente;
- sottosuolo: nuovi volumi interrati anche oltre la sagoma attuale;
- parcheggi: incremento del carico urbanistico senza realizzazione di nuovi posti auto o moto; la questione è demandata alla deroga.
Tradotto per studenti e famiglie: l’anno scolastico 2026/2027 dovrebbe essere l’ultimo interamente svolto nell’attuale sede di via Festaz, che risale al 1955; dal 2027/2028 studenti, docenti e lavoratori dell’Isitip dei corsi AFM (amministrazione, finanza e marketing) e IT (informatica e telecomunicazioni), nonché gli uffici di segreteria, dovranno necessariamente spostarsi provvisoriamente da qualche altra parte, con la necessità di organizzare anche dei laboratori specifici, vista che la sede di via Chambéry, che ospita già le classi dei percorsi di studio CAT (costruzione, ambiente e territorio) e GARA (gestione delle acque e risanamento ambientale), non ha spazi disponibili.
Le soluzioni, al momento, non sono ancora state rese note.









