La ricostituzione dell’Osservatorio regionale sui rifiuti è «in corso» e la prima seduta è prevista «tra febbraio e marzo», con l’obiettivo di tornare poi a una cadenza trimestrale. Lo ha precisato Davide Sapinet, assessore regionale alle opere pubbliche, territorio ed ambiente dopo la richiesta di convocazione urgente avanzata da un fronte di associazioni ambientaliste.
La sollecitazione è arrivata dalle associazioni Legambiente VdA, La Valle non è una discarica, Valle Virtuosa, Comitato discarica sicura di Pompiod, Isde VdA e Attac VdA, che chiedono di riattivare pienamente il ruolo dell’Osservatorio come sede di partecipazione pubblica, trasparenza e controllo, anche perché il Piano regionale 2022–2026 è vicino alla scadenza e si apre la partita del nuovo Piano regionale per la gestione dei rifiuti 2027–2031.
In una nota congiunta le cinque associazioni hanno chiesto che la costruzione del nuovo Piano avvenga in modo partecipato, coerente con la normativa e orientato alla sostenibilità ambientale ed economica. E mettono in fila una serie di criticità che, a loro avviso, rendono “non più rinviabile” la convocazione: dal progressivo indebolimento dell’Osservatorio (convocazioni sporadiche, accesso limitato ai dati, esclusione dai processi decisionali) alla richiesta di chiarezza su elementi come il Piano economico-finanziario e il project financing di EnVal (la società che gestisce la discarica regionale di Brissogne), i flussi dei rifiuti e i ricavi legati al conferimento al Conai.

Paolo Meneghini, presidente dell’associazione Valle Virtuosa
Tra i punti contestati, già espressi in occasione dell’anniversario del referendum contro il pirogassificatore, c’è anche il sistema tariffario: secondo le associazioni sarebbe “rigido”, basato su due tariffe fisse (indifferenziato e differenziati) e non coerente con la regolazione Arera, oltre a non incentivare la qualità della raccolta e a non applicare pienamente il principio “chi inquina paga”. Nella nota si richiama poi il mancato avvio di centri di compostaggio decentrati (di comunità e presso aziende agricole) per chiudere in regione il ciclo della frazione organica dei rifiuti solidi (Forsu) e un assetto contrattuale che, sempre secondo i firmatari, attribuirebbe alla discarica un ruolo strutturale.
La richiesta finale è netta: convocare l’Osservatorio “con urgenza”, garantire “accesso ai dati, trasparenza e verificabilità” delle informazioni su cui si fondano scelte gestionali e tariffarie: «la gestione dei rifiuti – ha sottolineato Paolo Meneghini, presidente di Valle Virtuosa e rappresentante delle cinque associazioni in seno all’Osservatorio – riguarda l’intera comunità valdostana e richiede scelte condivise, responsabili e democratiche».
Nella replica, Davide Sapinet ha anche ricondotto al periodo elettorale il fatto che nel 2025 l’organismo sia stato convocato una sola volta, lo scorso il 16 luglio 2025, mentre il regolamento prevede almeno tre sedute l’anno.
L’assessore ha concluso che, nel frattempo, «esiste comunque un tavolo tecnico, rimasto sempre operativo».








