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PEBA di Aosta, botta e risposta con l’Associazione Luca Coscioni

scritto da aostapresse.it

martedì 10 Marzo 26 • h. 15

PEBA di Aosta, botta e risposta con l’Associazione Luca Coscioni

di aostapresse.it | Mar 10 Mar 26 • h. 15

La città di Aosta è finita dentro un “tagliando” nazionale sui Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA). L’Associazione Luca Coscioni, in una nota diffusa martedì 10 marzo 2026, sostiene che a quarant’anni dall’obbligo introdotto dalla legge 41/1986 il capoluogo valdostano sia ancora senza un PEBA adottato o approvato: il percorso, ricorda, sarebbe partito nel maggio 2025 e la fase di raccolta segnalazioni con questionario si è chiusa il 15 febbraio 2026, ma “non risultano ulteriori passaggi istituzionali” che abbiano portato all’adozione del Piano.

La nota dell’associazione era stata preceduta da una comunicazione dell’Amministrazione comunale del capoluogo regionale che non parla di “piano mancante” ma ha messo a terra il pezzo operativo: il questionario ha raccolto 119 risposte e da lì emergono priorità molto concrete (marciapiedi sconnessi, attraversamenti difficili, pavimentazioni critiche nel centro storico, carenza di parcheggi riservati in alcune aree sensibili, e vari richiami sulla biblioteca di viale Europa).
Il Comune ha ribadito che il PEBA è uno strumento di pianificazione decennale e che gli interventi andranno programmati progressivamente, individuando di volta in volta le risorse nei bilanci futuri.

Che cos’è un PEBA e perché la questione non è “burocrazia”

Il PEBA non è una lista di lamentele né un “libro dei sogni”: è un documento di regia che mappa le barriere (non solo fisiche, ma anche sensoriali e “cognitive”) e costruisce una sequenza di interventi, con priorità, criteri e tempi. L’obbligo nasce con la legge 41/1986 e, in questi anni, l’assenza del PEBA è diventata anche un terreno di contenzioso: in alcune sentenze viene letta come una lesione di diritti e, in casi specifici, come condotta discriminatoria.

Qui il punto è distinguere “non esiste” da “non è ancora approvato”. Ad Aosta il percorso è stato avviato nel 2025: una deliberazione di Giunta a maggio, poi l’affidamento dell’incarico a un professionista (l’ingegner Paolo Bottani) con supporto di un finanziamento regionale. A gennaio 2026 c’è stato il primo incontro con associazioni e portatori di interesse e, in parallelo, è partita la consultazione online fino al 15 febbraio.

In altre parole: la macchina è partita, ma il “piano” vero, quello che si adotta e poi si approva, non è ancora arrivato sul tavolo istituzionale. Ed è esattamente la fessura in cui si inserisce la nota dell’Associazione Luca Coscioni.

La scala di accesso alla biblioteca comunale di viale Europa ad Aosta

La scala di accesso alla biblioteca comunale di viale Europa ad Aosta

Il dato delle 119 risposte: cosa chiedono i cittadini

Dal lato Comune, l’uscita di oggi serve a dire: non è stato un sondaggino nel vuoto. Il questionario (compilabile online o con supporto del facilitatore digitale) ha raccolto 119 contributi, e più della metà dei partecipanti si definisce persona con fragilità o accompagnatore/caregiver. Nel pacchetto delle segnalazioni tornano sempre gli stessi punti: discontinuità dei marciapiedi, attraversamenti poco fruibili, pavimentazioni “ostiche” nel centro storico; poi i parcheggi per persone con disabilità ritenuti insufficienti in alcune zone, in particolare vicino a ospedali e servizi. Un luogo citato spesso è la biblioteca di viale Europa, indicata come edificio su cui valutare interventi di miglioramento.

Il contesto nazionale: un Comune su tre “in regola”, il resto no

La nota di Coscioni non nasce solo da Aosta: fa parte di un monitoraggio nazionale sui capoluoghi. I numeri che l’associazione diffonde dicono che 43 capoluoghi su 118 (36,4%) avrebbero un PEBA approvato; 16 (13,6%) un piano non ancora approvato o strumenti alternativi; 25 (21,2%) sarebbero in fase di redazione; 34 (28,8%) senza PEBA o con informazioni non reperibili.

L’Associazione Luca Coscioni è una realtà nazionale che si occupa di libertà civili e diritti, con campagne e iniziative anche giudiziarie; tra i suoi ambiti indica esplicitamente anche l’abbattimento delle barriere architettoniche. In questa partita, il punto non è “fare polemica” ma spingere le Amministrazioni a chiudere il ciclo: non solo avviare un percorso, ma arrivare a un atto adottato/approvato e, soprattutto, finanziabile e realizzabile.

Un problema di accessibilità ed educazione nel centro di Aosta

Un problema di accessibilità ed educazione nel centro di Aosta

Cosa manca adesso: il passaggio politico (e i soldi veri)

Il Comune afferma: “abbiamo raccolto dati utili, ora si scrive il Piano e si programmano interventi su 10 anni”. L’associazione ribatte: “finché non è adottato/approvato, Aosta resta senza PEBA”. Sono due affermazioni compatibili, solo che una racconta il percorso e l’altra misura l’arrivo.

La cartina di tornasole sarà semplice: quando il PEBA arriverà in adozione e poi in approvazione, dovrà mettere in fila priorità, criteri, cronoprogramma e stime economiche.
Perché le barriere non spariscono con un questionario: spariscono quando i bilanci iniziano a parlare.