Ad Aosta il fentanyl (noto anche come fentanil o fentanile) entra per la prima volta in un’inchiesta di droga: un segnale che allarma gli inquirenti e chi si occupa di dipendenze, perché si tratta di una delle sostanze oggi più pericolose sul mercato illecito.
La Squadra mobile della Questura ha arrestato, nella serata di venerdì 6 marzo 2026, un cinquantenne aostano, incensurato, su cui da settimane arrivavano segnalazioni come possibile fornitore di hashish a consumatori abituali. Dopo appostamenti e pedinamenti, gli agenti hanno perquisito il suo appartamento, trovando oltre un etto di hashish, in parte già confezionato in piccoli ovetti, un bilancino di precisione, materiale per lo spaccio e 10mila euro in contanti.
In una scatola da sigari sono spuntate anche quattro pasticche di fentanyl ancora nel blister: è il primo sequestro di questo oppioide sintetico in Valle d’Aosta. L’uomo ha negato di spacciare, parlando al massimo di qualche cessione tra conoscenti e sostenendo di non aver mai venduto fentanyl, ma quantità e modalità di detenzione hanno portato all’arresto per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio; nell’udienza di convalida, che si è tenuta lunedì 9 marzo, il giudice ha confermato l’arresto e poi lo ha scarcerato, disponendo per lui l’obbligo di firma.
Che cos’è il fentanyl e perché è così rischioso
Il fentanyl è un farmaco oppioide sintetico usato in medicina come analgesico per il dolore molto intenso, soprattutto in ambito oncologico o quando altri antidolorifici non sono più sufficienti. Ha una potenza stimata intorno a 100 volte quella della morfina e dell’eroina, e la dose letale viene indicata in pochi milligrammi, nell’ordine dei 2 mg. I principali nomi commerciali sono Dogetic, Sublimaze, Actiq, Durogesic, Duragesic, Fentanest, Effentora, Onsolis, Instanyl, Abstral e Vellofent.
In ambito clinico viene prescritto solo in casi selezionati, sotto stretto controllo medico, spesso in cerotti transdermici o compresse a rilascio controllato, e non rappresenta mai la prima scelta nelle terapie del dolore. Proprio per la sua potenza, però, è diventato negli ultimi anni una delle sostanze più diffuse sul mercato nero in diversi Paesi: viene assunto da solo, oppure usato per tagliare eroina e altre droghe, spesso all’insaputa dei consumatori, con un forte aumento del rischio di overdose.
Chi lavora nei servizi per le dipendenze ha raccontato che esistono già casi di persone che dichiarano di aver assunto fentanyl e di essersi sentite molto male, descrivendo sia l’uso di compresse reperite in formulazione farmaceutica, sia il consumo dei vapori di cerotti scaldati. Si tratta in genere di persone che lo utilizzano al posto dell’eroina o in combinazione con altre sostanze, oppure che scoprono solo dopo l’assunzione che la droga acquistata era stata tagliata con questo oppioide.
Come gli altri oppiacei, il fentanyl induce analgesia, assenza di dolore, una forte sensazione di calma e torpore, con effetti simili a quelli dell’eroina ma potenziati. La finestra tra dose ricercata e dose tossica è però molto stretta: pochi granelli in più possono deprimere il respiro fino all’arresto respiratorio, soprattutto nei soggetti giovani o non abituati agli oppiacei.

Due pastiglie di fentanyl
Il precedente della seduta segreta in Consiglio
Il tema del fentanyl era già arrivato in Consiglio Valle prima di questo sequestro: il 29 gennaio scorso, in seduta segreta, era stata discussa un’interrogazione del capogruppo della Lega, Andrea Manfrin. Il testo richiamava una segnalazione secondo la quale un medico in servizio presso il 118 avrebbe assunto fentanyl ed avrebbe avuto dei malori durante l’orario di lavoro, oltre ad aver presumibilmente sottratto il farmaco dalle scorte ospedaliere.
Nell’atto si sottolineava «la gravità assoluta» di simili notizie, qualora fossero confermate, e si chiedeva all’Assessorato alla sanità se i fatti corrispondessero al vero e, in caso affermativo, quali misure fossero state adottate a tutela del servizio e della sicurezza degli utenti.
L’Azienda Usl della Valle d’Aosta, in quella occasione, aveva smentito ufficialmente la ricostruzione circolata, ma la scelta della seduta segreta e il tenore dell’interrogazione confermano che la questione dell’uso improprio di farmaci oppioidi è già considerata sensibile.
Un campanello d’allarme per il territorio
L’accoppiata tra primo sequestro di fentanyl in mano a un privato e le segnalazioni raccolte dai servizi sulle dipendenze suggerisce che la sostanza potrebbe iniziare a circolare anche in Valle d’Aosta, come già avviene in altre realtà.
Per le autorità sanitarie e di sicurezza questo significa dover tenere alta l’attenzione su tre piani: controllo degli stock ospedalieri e dei farmaci ad uso esclusivamente clinico, monitoraggio del mercato illecito e rafforzamento della prevenzione, in particolare verso i più giovani e verso chi utilizza già oppiacei.








