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Trasferta romana di Testolin e Marguerettaz: «pas de réponses» in Consiglio Valle

scritto da aostapresse.it

giovedì 12 Marzo 26 • h. 19

Trasferta romana di Testolin e Marguerettaz: «pas de réponses» in Consiglio Valle

di aostapresse.it | Gio 12 Mar 26 • h. 19

In Consiglio Valle è andato in scena, nella serata di giovedì 12 marzo 2026, il “processo” alla trasferta romana del presidente della Regione Renzo Testolin e del capogruppo dell’Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz, ma alla fine della lunga discussione resta una sola certezza: su finalità, interlocutori e contenuti dell’incontro del 21 febbraio a Roma non è trapelato nulla di più di quanto si sapesse già.

Sei interrogazioni, un’unica domanda: cosa è successo a Roma?

Le opposizioni hanno scelto una forma inedita: sei interrogazioni con lo stesso impianto di premesse, coordinate da tutti i gruppi, Fratelli d’Italia, Lega VdA, Partito Democratico ‑ Federalisti Progressisti VdA, Alleanza Verdi e Sinistra – Rete Civica VdA, La Renaissance Valdôtaine e Autonomisti di Centro, ma con domande finali diverse. Tutte con lo stesso identico titolo “Missioni o vacanze romane?” hanno richiamato la scadenza nel 2029 delle 29 concessioni idroelettriche oggi in capo a CVA ed il percorso della norma di attuazione sulle derivazioni d’acqua, approvata dalla Commissione paritetica, su cui il Consiglio Valle aveva dato parere unanime nel gennaio 2025.

Il cuore politico è stata però la riunione romana del 21 febbraio: Marguerettaz, quel giorno sostituito in Iª Commissione perché “impegnato in una riunione della Commissione paritetica a Roma”, avrebbe partecipato, insieme al presidente, ad un incontro “informale” di cui non è mai stata fornita una versione ufficiale.

  • La Lega ha chiesto “quali siano stati i temi discussi durante l’incontro”;
  • Fratelli d’Italia ha puntato sugli “interlocutori tecnici e politici” incontrati;
  • il Partito Democratico voleva sapere se la trasferta rientrava nell’accordo politico tra Forza Italia e Union Valdôtaine;
  • ​AVS – Rete Civica VdA ha interrogato “a quale scopo sia stato organizzato l’incontro”;
  • La Renaissance ha chiesto se ci sia stata davvero una riunione “in presenza” della Commissione paritetica;
  • gli Autonomisti di Centro si sono concentrati sulla composizione esatta della delegazione regionale.

​Tutte domande mirate a riempire i vuoti lasciati dalle risposte precedenti della Giunta sul dossier idroelettrico e sulla cosiddetta “quarta via” per le concessioni.

La risposta di Testolin: il programma di legislatura al posto dei dettagli

Alla richiesta di spiegazioni, il presidente Testolin ha scelto una strada inusuale: anziché entrare nel merito della trasferta, ha ringraziato le minoranze per le «premesse ciclostilate» delle interrogazioni, «usando un termine un po’ desueto, ma opportuno», ed ha annunciato che per rispondere «si avvarrà delle prime pagine del programma di governo».

È seguita una lunga lettura del documento di legislatura: sensibilità, sostenibilità, resilienza come assi guida, difesa dello Statuto speciale, riforma dello Statuto con il principio dell’intesa, rilancio delle norme di attuazione su concessioni idroelettriche, pensioni di Vigili del fuoco e Forestali, percorsi per Zone franche montane e zone produttive speciali, fiscalità di vantaggio contro lo spopolamento. Tutti temi che toccano indirettamente il contesto in cui si colloca la partita delle concessioni, ma che non rispondono alle domande puntuali su chi abbia incontrato la delegazione, perché, con quale agenda e con quali esiti.

Renzo Testolin ha ribadito l’importanza di un confronto «trasparente e leale con il Governo nazionale» e la necessità di «investire energie costanti e puntuali» sulle norme di attuazione, ma non ha aggiunto una sola informazione nuova sulla giornata romana del 21 febbraio.

L'intervento di Antonio Tajani all'evento di Saint-Vincent di Forza Italia

L’intervento di Antonio Tajani all’evento di Saint-Vincent di Forza Italia

​Le repliche delle opposizioni: «chiasso contro silenzio»

Nelle repliche, le opposizioni hanno letto la scelta del presidente della Regione come un rifiuto di trasparenza.
Per Alberto Zucchi, le interrogazioni «logicamente non sono stati col ciclostile, ma un con un impegno ben preciso da parte di tutte le forze dell’opposizione che insieme hanno valutato di poter capire che cosa si sta muovendo in un settore molto importante per le sorti dell’intera regione», con il collega di banco Andrea Manfrin che ha ribadito: «se tutta l’intera opposizione le chiede conto di quello che lei ha fatto, una cosa opportuna sarebbe stata essere trasparente, cosa che lei però non ha voluto fare», sottolineando che la loro interrogazione chiedeva semplicemente “quali siano stati i temi discussi durante l’incontro”: «non le chiedevamo cose incredibili, nemmeno l’esito, ma almeno i temi».

Manfrin, richiamando anche le dichiarazioni dei dirigenti di Forza Italia che al convegno “Azzurri in Vetta” che si è tenuto a Saint-Vincent gli scorsi venerdì 6 e sabato 7 marzo, hanno rivendicato la collaborazione con l’Union Valdôtaine e la volontà di «rafforzare il centro» al governo di Valle d’Aosta e a Roma, ha avanzato il sospetto che la reticenza del presidente della Regione nasconda soprattutto l’assenza di risultati: «temo che tutta questa reticenza sia dovuta al fatto che siamo allo “zero tituli”: 0 + 0 fa sempre 0».

Eugenio Torrione ha parlato di iniziativa «brillante» dettata da «frustrazione e preoccupazione», ricordando come il percorso sulla norma di attuazione idroelettrica duri da sette anni e come, dopo il parere unanime del Consiglio nel gennaio 2025, si sia aperto «un anno di silenzio».
«Quello che ci sconcerta è soprattutto il silenzio – ha affermato – perché anziché alimentare preoccupazioni, dubbi, sospetti, non condividere con trasparenza i passaggi di questo percorso?». Ed rovesciato la critica ricevuta da Marguerettaz nei mesi scorsi: «voi dite che noi facciamo chiasso, ma il problema è che voi fate solo silenzio. Forse è meglio il chiasso di questo silenzio assordante, che non aiuta nessuno».

Tajani, Gasparri e la “corsia politica” tra Roma e Aosta

Sul contesto politico incombono le parole pronunciate a Saint‑Vincent sabato 6 marzo dal vice presidente del Consiglio e ministro degli esteri, Antonio Tajani, durante l’evento “Azzurri in Vetta”. Tajani, collegato in remoto, aveva salutato «affettuosamente» Renzo Testolin, dicendo di «attenderlo a Roma per affrontare tutte le tematiche che riguardano un territorio così importante come quello di montagna» rivendicando che «in Valle d’Aosta è governato bene il territorio, siamo per la prima volta al governo di questa regione per seguire un progetto politico» comune con l’Union Valdôtaine.

In quell’occasione Tajani aveva anche parlato della necessità di dare a Valle d’Aosta e Trentino‑Alto Adige una rappresentanza garantita a Roma, difendendo le minoranze linguistiche e i territori autonomisti, e aveva rilanciato la costruzione di «un grande progetto centrista» in cui Forza Italia e UV lavorino «fianco a fianco» anche in vista dei prossimi passaggi nazionali.

Accanto a lui, il capogruppo azzurro al Senato Maurizio Gasparri ha rimarcato più volte, nei panel del convegno, l’idea di una corsia privilegiata tra Governo nazionale e Giunte regionali amiche, ribadendo l’importanza di un rapporto stretto con le realtà autonome di montagna per affrontare temi come energia, infrastrutture e sicurezza del territorio. In questo quadro, la missione romana di Testolin e Marguerettaz viene letta dalle opposizioni come un tassello concreto di quella relazione politica, di cui però non si conoscono i contenuti.​

Maurizio Gasparri con Emily Rini a Breuil-Cervinia

Maurizio Gasparri con Emily Rini a Breuil-Cervinia

La nota congiunta: “Pas de réponses”

Dopo la discussione in Consiglio Valle i sei gruppi di minoranza hanno diffuso una nota congiunta dal titolo “Pas de réponses”, sintetizzando così l’esito della giornata.
“Alle sei interrogazioni il presidente della Regione non ha fornito alcuna risposta nel merito, limitandosi a leggere le prime quattro pagine del programma di legislatura, senza affrontare le questioni poste”, giudicando l’atteggiamento di Testolin “una grave mancanza di rispetto nei confronti dell’Istituzione Consiglio regionale e, soprattutto, della comunità valdostana”.

Per i consiglieri di opposizione, “un incontro del presidente della Regione e di un Consigliere che è anche membro della Commissione paritetica con interlocutori romani non meglio precisati su temi strategici per il futuro della Valle d’Aosta non può essere liquidato con superficialità e arroganza”.
I 15 arrivano a parlare di situazione “al limite di un atto di sfiducia”, accusando Testolin di non avere “il senso delle Istituzioni” richiesto dal ruolo e di non ritenere i cittadini “meritevoli di ricevere informazioni sulle scelte e sulle iniziative assunte dai vertici del Governo regionale”.

Fra una maggioranza che rivendica diplomazia e riservatezza nei rapporti con Roma e un fronte di opposizione che denuncia “silenzio assordante” e “zero tituli” sul dossier idroelettrico, la trasferta del 21 febbraio resta, per ora, un viaggio senza verbale pubblico.