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Ufficio stampa del Comune di Aosta a Roma: numeri e compensi minimi

scritto da aostapresse.it

sabato 28 Marzo 26 • h. 11

Ufficio stampa del Comune di Aosta a Roma: numeri e compensi minimi

di aostapresse.it | Sab 28 Mar 26 • h. 11

Con la determinazione dirigenziale 160 del 18 marzo, il Comune di Aosta ha affidato per il biennio 2026‑2027 il servizio di informazione e comunicazione istituzionale a una società con sede a Roma, Gruppo Matches Srl, agenzia che si occupa di pubblicità e management sportivo, per un importo di 87.295,08 euro oltre Iva, pari a 106.500 euro Iva inclusa. L’appalto decorre dalla firma del contratto fino al 31 dicembre 2027, con la possibilità di un’ulteriore annualità opzionale nel 2028 per 37.500 euro + Iva (45.750 euro Iva inclusa), alle stesse condizioni economiche e operative.

La scheda tecnica della gara quantifica in 94.262,30 euro + Iva la base d’asta per le annualità 2026‑2027, con una ripartizione indicativa di 49.180,33 euro per il 2026 e 45.081,97 euro per il 2027, e prevede una eventuale proroga 2028 da 40.983,61 euro + Iva. L’aggiudicazione è dunque avvenuta con un ribasso rispetto alla base economica originaria.

Team minimo, carichi di lavoro massimi

L’indirizzo politico era stato definito dalla delibera di Giunta 6/2026, che aveva scelto il ricorso ad un “operatore specializzato nel settore della comunicazione e dell’informazione” per gestire in outsourcing l’intero fronte della comunicazione istituzionale e della campagna europea “DestinationBarry” finanziata da Interreg Italia‑Svizzera. I documenti avevano fissato un perimetro molto ampio di compiti: ufficio stampa (comunicati, conferenze, rassegna, analisi della visibilità), gestione integrale dei social media istituzionali, produzione grafica e video, campagne per eventi, supporto strategico alla definizione delle priorità comunicative.

Per svolgere tutto questo, la Giunta ha imposto la presenza di un team coordinato con almeno quattro figure: project manager, responsabile dell’ufficio stampa (obbligatoriamente giornalista iscritto all’Albo), social media manager e graphic designer/video maker. La scheda tecnica aveva aggiunto obblighi molto concreti: presenza del responsabile dell’ufficio stampa a tutte le sedute settimanali di Giunta e mensili di Consiglio comunale; coordinamento continuo con il sindaco, la struttura di supporto e gli uffici; produzione di almeno 350 comunicati stampa l’anno, 250 post (ribaltati sulle varie piattaforme, metà con reel e almeno quattro foto per post), 50 grafiche, con disponibilità a intervenire anche in giornate festive e orari serali.

Su base biennale, l’importo di 87.295,08 euro + Iva copre due anni di attività di questo team esterno, cui si aggiunge una quota specifica per la campagna Interreg: 12.295,08 euro + Iva (15.000 euro Iva inclusa) ripartiti in 10.000 euro nel 2026 e 5.000 euro nel 2027. Il Comune impegna infatti 45.750 euro l’anno per il 2026 e il 2027 sul capitolo “Immagine e comunicazione istituzionale”, cui si sommano 10.000 e 5.000 euro annui dal capitolo dedicato ai beni e servizi del progetto Interreg.

Tre persone sul campo, tra esternalizzazione e “titoli”

Nella pratica operativa il servizio sarà gestito in Valle da tre persone: un imprenditore locale, una giornalista pubblicista indicata come responsabile dell’ufficio stampa e uno speaker/dj che svolge anche attività giornalistica pur non essendo iscritto all’Albo. Il ruolo della società romana aggiudicataria appare, in questo quadro, prevalentemente quello di titolare formale dell’appalto e di serbatoio di “titoli” e requisiti, con l’imprenditore locale chiamato a coordinare quotidianamente i due collaboratori e, verosimilmente, a farsi carico in prima persona della gran parte della produzione di contenuti.

Si delinea così uno schema frequente in molte realtà: la stazione appaltante si affida a un soggetto extra‑regionale per soddisfare i requisiti di gara, mentre il lavoro materiale, e la pressione sui tempi, ricadono su un micro‑team locale che vive l’appalto come fonte principale di reddito e di visibilità. In questo caso l’obbligo di avere un responsabile dell’ufficio stampa iscritto all’Albo è rispettato sulla carta, ma l’equilibrio tra responsabilità formali, carichi effettivi e potere decisionale interno alla filiera resta tutto da verificare quando il servizio entrerà a regime.

Il sindaco Raffaele Rocco ed la sua vice, Valeria Fadda

Il sindaco Raffaele Rocco ed la sua vice, Valeria Fadda

Quanto “vale” un anno di ufficio stampa per Aosta

Limitandosi ai numeri certi del contratto, il Comune spenderà circa 53.250 euro lordi Iva inclusa all’anno per l’intero pacchetto di comunicazione istituzionale, compresa la quota Interreg.

Questa cifra deve coprire:

  • i compensi del project manager e dei due principali operatori sul campo;
  • eventuali altre collaborazioni;
  • contributi previdenziali e assicurativi;
  • spese generali e infrastrutturali della società romana;
  • margine d’impresa necessario a rendere economicamente sostenibile l’appalto.

Se si ipotizza, in modo prudente, che almeno il 25‑30% del valore annuo sia assorbito dai costi di struttura e dal margine dell’operatore aggiudicatario, restano tra i 37.000 e i 40.000 euro lordi l’anno da destinare al lavoro delle tre persone che operano sul territorio. Divisi tra un responsabile dell’ufficio stampa giornalista, un coordinatore imprenditore e un terzo operatore di fatto, questi importi portano facilmente a ordini di grandezza che vanno da poche centinaia a poco più di un migliaio di euro lordi al mese per ciascuna figura, a fronte di un impegno che, tra presenza alle sedute, produzione di contenuti, gestione social e reperibilità, si avvicina di fatto ad una attività continuativa.

Si tratta di stime, perché la ripartizione interna dei compensi è una scelta del gruppo di lavoro e non è pubblica; ma i vincoli del contratto, combinati con la dimensione dell’appalto, restringono molto lo spazio per retribuzioni individuali che possano essere considerate pienamente “dignitose”, soprattutto per il ruolo apicale del responsabile dell’ufficio stampa.

In termini grezzi, ogni comunicato “vale” circa 150 euro lordi Iva inclusa, ma da questa cifra vanno tolti i costi di struttura e il margine della società, riducendo ulteriormente ciò che arriva a chi scrive materialmente i testi.

Appalto trasparente, risultati opachi

Un altro elemento rilevante riguarda la trasparenza del procedimento. La determinazione 160/2026 riporta l’elenco degli operatori economici che hanno presentato offerta: oltre alla società vincitrice hanno partecipato Culture Digitali Srl di Napoli, Snap Srl di Quart, A.V.I. Presse Srl di Châtillon ed Exus Srl impresa sociale di Aosta, già fornitore di eventi per il Comune di Aosta. I nominativi attestano un interesse sia di operatori locali sia di soggetti extra‑regionali, in particolare nel segmento della comunicazione digitale e dell’editoria.
Ad oggi, però, i risultati di gara, punteggi tecnici, eventuali ribassi, motivazioni dell’aggiudicazione, graduatorie complete, non risultano accessibili alla cittadinanza. Il cittadino può conoscere l’importo e il nome dell’aggiudicatario attraverso la determinazione e la scheda tecnica, ma non dispone di un quadro chiaro su come siano state valutate le diverse proposte né sulla qualità progettuale offerta dagli operatori valdostani e da quelli esterni.

Questo deficit di trasparenza stride con la natura stessa dell’appalto, un servizio che ha per oggetto l’informazione e la comunicazione istituzionale, e con il richiamo, contenuto nella delibera 6/2026, alla centralità della comunicazione come strumento per “promuovere conoscenze allargate e approfondite sui temi di rilevante interesse pubblico e sociale”.

Un cartello in una rivendita aostana che ricorda lo sciopero dei giornalisti del 27 marzo 2026

Un cartello in una rivendita aostana che ricorda lo sciopero dei giornalisti del 27 marzo 2026

La “vicinanza” ai giornalisti e la prova dei fatti

Venerdì 27 marzo, mentre in tutta Italia giornaliste e giornalisti erano in sciopero per il rinnovo di un contratto nazionale scaduto da anni, il Comune di Aosta ha diffuso una nota ufficiale, firmata dal sindaco Raffaele Rocco e dalla vice sindaca Valeria Fadda, che ha la delega alla comunicazione, in cui l’Amministrazione esprime “profonda preoccupazione” per le condizioni della categoria. Nel comunicato, il 54° realizzato dal capo di gabinetto, non iscritto all’Albo dei giornalisti, si ribadisce che “l’informazione è presidio di libertà e di democrazia” e che è “fondamentale che chi svolge questa professione possa operare in condizioni dignitose e senza pressioni di natura economica”.

Nelle settimane precedenti la stessa Amministrazione ha chiuso un appalto che concentra in poco più di 50mila euro lordi all’anno, comprensivi di Iva, margine d’impresa e costi generali, l’intera filiera della comunicazione del Comune di Aosta, da giornalismo istituzionale a social, grafica e video, affidandola a una società extra‑valdostana e a un micro‑team locale destinato a reggere una produzione intensiva di contenuti.

Su questo scarto tra dichiarazioni e scelte concrete si giocherà, nei prossimi mesi, la credibilità della “vicinanza” ai giornalisti di cui l’Amministrazione si è fatta promotrice, con tanto di foto sui social con i giornalisti valdostani che hanno manifestato in piazza, diversi dei quali hanno comunque lavorato.
E, insieme, la coerenza con l’impegno sul “compenso minimo” che il Consiglio comunale aveva assunto come principio politico: un principio che, alla prova dei numeri e delle condizioni di gara, sembra rischiare di restare più nei testi delle mozioni che nelle righe dei contratti.