L’Università della Valle d’Aosta dovrà continuare a tenere i conti sotto controllo, ma nel 2026 non subisce tagli: la Giunta le ha confermato lo stanziamento di 10,2 milioni di euro ed ha rinviavo al 2027 la scelta su un’eventuale restituzione degli utili di bilancio.
Con una delibera approvata venerdì 20 marzo 2026 l’Esecutivo regionale, guidato da Renzo Testolin, che presiede anche il Consiglio dell’Università della Valle d’Aosta, ha dato via libera alle “misure di contenimento e controllo della spesa” proposte dall’ateneo valdostano per il 2026 ed ha confermato il trasferimento annuale di 10,2 milioni di euro, a copertura dell’attività didattica, amministrativa e di ricerca, del diritto allo studio e della gestione del nuovo polo di via Monte Vodice.
L’importo è lo stesso erogato complessivamente nel 2025, quando al trasferimento ordinario di 8,5 milioni di euro si era aggiunto un extra da 1,7 milioni proprio per far fronte ai maggiori costi del nuovo campus.
Le misure di contenimento confermano l’impianto già adottato nel 2025: l’UniVdA si impegna af usare le risorse disponibili per garantire stipendi e attività essenziali, limitando il resto a spese non ripetitive e a progetti che abbiano ricadute sul territorio. A vigilare sul rispetto delle regole è la Commissione permanente Regione‑Università, composta, oltre che dalla rettrice Manuela Ceretta, anche dalla direttrice dell’ateneo, Lucia Ravagli Ceroni, e in rappresentanza dell’Amministrazione regionale, da Lucia Hugonin, dirigente della Struttura politiche educative dell’Assessorato all’istruzione e cultura e da Roberto Nuvolari, dirigente della Struttura programmazione e bilanci, che aveva espresso parere favorevole sulla proposta arrivata dal Consiglio di amministrazione dell’UniVdA.
Dove devono stringere i conti
Il documento riconosce che il principale punto di pressione è la gestione degli edifici universitari, soprattutto il polo di via Monte Vodice: le spese di facility management, sicurezza, pulizie e connettività sono passate da 1,22 milioni di euro nel 2024 a 1,47 milioni nel 2025, per arrivare a 1,61 milioni nel 2026, ormai oltre il 50 per cento dei costi di gestione complessivi. Il Governo regionale ha quindi chiesto all’Università di continuare a monitorare queste voci e di tenere sotto controllo i costi correnti, perché i margini di manovra sui trasferimenti regionali, almeno per quest’anno, sono sostanzialmente saturi.
Sul personale docente, i Dipartimenti potranno muoversi solo nel solco della programmazione 2025/2026 già approvata, senza nuove espansioni strutturali dell’organico. Per il personale tecnico‑amministrativo è autorizzata la sostituzione al cento per cento dei cessati 2025/2026, con la possibilità di ricalibrare le categorie in su o in giù in base alle risorse disponibili e di usare contratti a termine per maternità, aspettative, progetti specifici o trasformazioni da tempo pieno a part‑time.

Manuela Ceretta, rettrice dell’Università della Valle d’Aosta
Utili sopra i 500 mila euro: dal 2028 possibili tagli ai trasferimenti regionali
Uno dei punti chiave riguarda il destino degli eventuali utili di esercizio: già dal 2020 Regione e Università hanno concordato che, se il risultato di bilancio avesse superato i 500mila euro, una parte potrà essere “restituita” alla Regione con una decurtazione dei trasferimenti futuri; se invece l’utile è pari o inferiore a quella soglia, potrà essere reinvestito in spese di investimento o correnti non ripetitive e in attività di ricerca e terza missione con ricadute sulla Valle d’Aosta.
La delibera 2026 ha spostato però in avanti la verifica: l’eventuale restituzione parziale dell’utile 2026 sarà valutata solo nel 2027 e, se decisa, scatterà dal triennio di bilancio 2028/2030, così da dare all’ateneo un orizzonte più lungo per programmare l’uso delle risorse.
In pratica, l’Università è chiamata a continuare a “fare economia”, sapendo che i risparmi sopra una certa soglia in futuro potranno tradursi in minori trasferimenti, mentre quelli entro i 500mila euro potranno restare a disposizione per rafforzare strutture, ricerca e rapporti con il territorio.
Come arriva il finanziamento regionale
Sul piano operativo, la Regione prenota sul capitolo dedicato ai trasferimenti all’Università l’intera somma di 10,2 milioni e prevede che la liquidazione avvenga in un’unica soluzione, con un successivo provvedimento dirigenziale legato alla cassa e ai fabbisogni dell’ateneo.
La copertura è inserita nel bilancio gestionale 2026‑2028 all’interno del programma “Istruzione universitaria” ed ha già ricevuto il parere di legittimità della struttura politiche educative.
Il messaggio politico è duplice: da un lato la Regione conferma il sostegno pieno all’UniVdA, dall’altro ribadisce che la crescita del nuovo campus e delle spese di gestione deve accompagnarsi a una gestione attenta dei costi e ad una programmazione pluriennale che tenga conto del possibile “conguaglio” sugli utili di bilancio nei prossimi anni.









