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Vandalismo contro Armando Mascaro a St‑Pierre, muro ripulito e polemica

scritto da aostapresse.it

martedì 3 Marzo 26 • h. 15

Vandalismo contro Armando Mascaro a St‑Pierre, muro ripulito e polemica

di aostapresse.it | Mar 3 Mar 26 • h. 15

La scritta è stata coperta in fretta, ma la traccia resta ben visibile: nel sottopasso di Saint‑Pierre che collega via della Libertà con l’area commerciale, nella giornata di martedì 3 marzo 2026 il muro appariva già ritinteggiato di bianco, con ancora l’alone violaceo delle lettere e un simbolo cerchiato che richiama l’immaginario dei movimenti antagonisti.
Lunedì 2 quell’angolo era finito sui social media e sulla stampa locale per una frase ingiuriosa e una minaccia di morte indirizzate ad Armando Mascaro, capogruppo di minoranza in Comune con la lista “Saint‑Pierre riparte” (che ha raccolto il 16,36% delle preferenze alle elezioni comunali del 2022) e, alle scorse regionali, candidato per Fratelli d’Italia, risultando ottavo dei non eletti in lista, a quota 211 preferenze.

La scritta, la rimozione e le prime reazioni

La scritta è comparsa nei giorni scorsi nel sottopasso, sotto un murale della Biblioteca di Saint-Pierre (chiusa dal dicembre 2018) ed è stata fotografata e rilanciata da Mascaro sui social, insieme alla riproduzione di un articolo di un settimanale che ne ricostruiva i contorni.
Il sindaco, Andrea Barmaz, ha definito l’episodio «un gesto vergognoso», annunciando di aver allertato i cantonieri per la cancellazione immediata e di aver informato le Forze dell’ordine; la zona non è coperta da telecamere, il che rende più complessa l’eventuale identificazione dell’autore.

Mascaro ha segnalato la scritta ai Carabinieri ed è stato contattato dalla Questura di Aosta e sta valutando se presentare una denuncia formale contro ignoti. Ha dichiarato di ritenere «quasi sicuro» che non si tratti di un concittadino, ma di «qualcuno di passaggio», ef ha definito l’episodio un segno di inciviltà più che un messaggio politico strutturato.

Il muro del sottopasso dove era presente la scritta vandalica

Il muro del sottopasso dove era presente la scritta vandalica

«Non sono intimidito, ma il clima preoccupa»​

Sui social, Mascaro ha collegato quanto accaduto a quella che definisce «un clima di tensione creato ad arte dai centri sociali in tutta Italia», parlando di «eroi della notte con la bomboletta scarica e il cervello in stand by» e accusando la «sinistra istituzionale» di coccolare questi ambienti e di usare «atti di intimidazione palesemente falsi» per alimentare la contrapposizione. Ha ribadito di non sentirsi intimidito: «in paese sono benvoluto, cerco di fare del mio meglio sollevando problemi sulla gestione dei rifiuti, sulla pulizia, credo di essere apprezzato», aggiungendo però che «questo clima di tensione crescente in tutta Italia è preoccupante per tutti quelli che hanno deciso di esporsi politicamente da questa parte».

Sul riferimento al “fascismo”, Mascaro ha detto di voler chiedere «a chi ha fatto questa scritta cosa intende per fascista», lamentando che nel 2026 «qualcuno di destra, di una forza di governo per di più, sia ancora etichettato come fascista».
Sui suoi canali compaiono, accanto all’attività locale, prese di posizione nazionali come il sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare sulla “remigrazione” e la condivisione di contenuti che difendono le commemorazioni di Acca Larentia, ma Mascaro rivendica per sé e per la lista civica con cui è entrato in Consiglio comunale una collocazione «di centrodestra» all’interno del confronto democratico.

Solidarietà politiche e il nodo del “sottopasso delle figlie”

L’episodio ha innescato una serie di messaggi di solidarietà dal mondo politico della destra valdostana. L’ex consigliere comunale di Aosta per CasaPound Lorenzo Aiello ha ironizzato sull’«accuratezza» della scritta e sul «coraggio» dell’autore; il consigliere di opposizione di Châtillon Vitaliano Barberio ha definito «semplicemente vergognoso augurare la morte a qualcuno». L’ex consigliere regionale della Lega Luca Distort ha inquadrato l’accaduto in una lettura nazionale, liquidandolo come esempio di «intolleranza e violenza» attribuita alla sinistra.

In una nota ufficiale, il commissario regionale di Fratelli d’Italia, Enzo Amich, ha parlato di «scritta intimidatoria nei confronti di Armando Mascaro» e la colloca dentro un «clima di odio e di delegittimazione politica» alimentato da «slogan violenti e richiami a un passato che dovrebbe essere definitivamente archiviato».

Amich ha sostenuto inoltre che la scritta si trovi «nel sottopasso che le sue due figlie, di diciotto e sedici anni, percorrono ogni giorno per recarsi a scuola», elemento che, nelle sue parole, farebbe entrare «indirettamente anche la sfera familiare» nell’episodio.
​L’indicazione geografica è corretta, il sottopasso collega il centro del paese con l’area commerciale e la scuola dell’infanzia, ma il riferimento alla scuola solleva qualche perplessità: l’unico Istituto scolastico nella zona è infatti una materna, ciclo che le figlie di Mascaro, visti i 16 e 18 anni, hanno concluso da tempo. Ciò non esclude che le ragazze possano transitare comunque dal sottopasso per altri motivi, ma il legame diretto con il tragitto scolastico, così come formulato nel comunicato, appare quantomeno forzato rispetto alla realtà del territorio.

Al netto di questo dettaglio, Amich ha insistito sul principio: «in una società civile, le idee si contrastano con altre idee, non con minacce o campagne d’odio», esprimendo la solidarietà «umana e politica» della comunità valdostana di Fratelli d’Italia al consigliere comunale.

Armando Mascaro durante la raccolta firme di Fratelli d'Italia per le scorse elezioni

Armando Mascaro durante la raccolta firme di Fratelli d’Italia per le scorse elezioni

Il contesto locale: linguaggi estremi e responsabilità condivise

L’episodio di Saint‑Pierre si inserisce in un clima nazionale teso, dove contestazioni, insulti e contrapposizioni verbali si spostano rapidamente dai social agli spazi fisici, e viceversa. La scelta dell’obiettivo non è casuale: Mascaro è uno dei volti più esposti del centrodestra nel comune, guida il principale gruppo di opposizione in Consiglio e si propone come figura di riferimento per l’area di Fratelli d’Italia sul territorio.

Il sindaco Barmaz, pur da posizioni diverse, ha richiamato l’esigenza di mantenere il confronto sui contenuti, ricordando che il ruolo di capogruppo di minoranza è parte fisiologica della dialettica democratica e che l’insulto anonimo scritto sui muri «non ha nulla a che vedere con il dibattito politico».

Ed è probabilmente qui che si gioca la parte più delicata della vicenda: se la scritta ha offerto a molti un’occasione per ribadire identità e appartenenze, resta il fatto che il perimetro del confronto – a Saint‑Pierre come altrove – non dovrebbe mai oltrepassare il confine tra critica, anche dura, e invocazioni di morte o delegittimazioni personali.

In poche ore il sottopasso è tornato bianco, come aveva annunciato il Comune. L’alone violaceo sull’intonaco, però, resta a ricordare quanto il linguaggio scelto, sulle pareti, sui social e nelle note ufficiali, pesi nel definire il tono del dibattito pubblico e il modo in cui una comunità affronta i propri conflitti politici.