La Valle d’Aosta rafforza il proprio impegno accanto al Vallese dopo la strage di Capodanno nel locale “Le Constellation” di Crans‑Montana, con un supporto che ora entra nella fase dell’assistenza psicologica e del coordinamento politico‑istituzionale.
Psicologi valdostani in partenza per Crans‑Montana
La Presidenza della Regione ha annunciato che, dopo l’attivazione da parte del Dipartimento nazionale di Protezione civile dell’Associazione Psicologi per i Popoli, venerdì 2 gennaio 2026 sono partiti dalla Valle d’Aosta quattro psicologi della sezione regionale, utilizzando un veicolo messo a disposizione dalla Protezione civile valdostana.
Il loro compito sarà fornire sostegno alle persone coinvolte nella tragedia, superstiti, familiari delle vittime e dei dispersi, inserendosi nel sistema di supporto psicologico attivato dalle autorità vallesane e coordinato con il meccanismo europeo di Protezione civile, che ha già portato in Svizzera anche team sanitari specialistici italiani.
Valerio Segor a Sion con Antonio Tajani e le autorità svizzere
Il capo della Protezione civile regionale, Valerio Segor, partecipa a Sion all’incontro tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e le autorità elvetiche, insieme ai rappresentanti del Dipartimento nazionale di Protezione civile, per fare il punto sulla situazione e pianificare le prossime azioni congiunte.
La delegazione si recherà poi a Crans‑Montana, dove incontrerà i familiari delle persone coinvolte: un passaggio che si affianca al lavoro dei diplomatici italiani a Berna e Ginevra e all’impegno dei team sanitari e psicologici già presenti sul posto, a conferma di un coinvolgimento diretto della Valle d’Aosta nella gestione dell’emergenza.
Il quadro degli italiani: 19 segnalazioni, 6 dispersi, 13 in ospedale
Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dalla Farnesina, il quadro degli italiani coinvolti nella sciagura di Crans‑Montana conta al momento 19 segnalazioni: tre pazienti sono stati trasferiti in Italia all’ospedale Niguarda di Milano, dieci risultano ospedalizzati in Svizzera (per due non è ancora certa struttura e condizioni) e sei sono considerati dispersi, senza informazioni disponibili.
Il ministro Tajani ha sottolineato che tra i feriti ricoverati ci sono ancora cinque persone non identificate, quattro ragazzi e una ragazza, e che l’auspicio è che almeno parte degli italiani segnalati dalle famiglie possa trovarsi tra i feriti non ancora riconosciuti, mentre prosegue il lavoro di identificazione delle 47 vittime, di cui cinque ancora senza nazionalità accertata.
La mobilitazione del sistema italiano e il ruolo della Valle d’Aosta
Dal lato italiano sono stati attivati due team, uno sanitario e uno del Dipartimento di Protezione Civile, che operano a Crans‑Montana nell’ambito del meccanismo europeo di Protezione civile, con la disponibilità al trasferimento di pazienti negli ospedali italiani e l’attivazione di specialisti in grandi ustioni e supporto psicologico.
Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha annunciato la firma del decreto di “mobilitazione nazionale del servizio di Protezione civile”, che consente a tutte le strutture italiane, non solo alle regioni del Nord confinanti, di intervenire con uomini e mezzi quando il Paese colpito dalla calamità non è più in grado di fronteggiare l’emergenza con le sole proprie risorse.

L’esterno dello stabile a Crans-Montana che ospita il locale ‘Le Constellation’ dopo la tragedia
Un locale “trappola” per giovanissimi
Intanto emergono nuovi dettagli sul locale “Le Constellation”, descritto da testimoni come un punto di ritrovo per giovanissimi e l’unico bar della zona che consentiva l’ingresso ai minorenni, con un solo varco di accesso e di fuga nel seminterrato.
Diversi ragazzi hanno raccontato che era consuetudine fissare fontane luminose e piccoli giochi pirotecnici alle bottiglie di champagne e che nel locale si fumava e «si poteva fare quello che si voleva», con controlli di sicurezza percepiti come molto permissivi; proprio le scintille delle fontane luminose avrebbero innescato il materiale fonoassorbente e ligneo del soffitto, provocando in pochi istanti il “flashover” che ha trasformato il bar in una trappola per circa 200 giovani.
Ospedali sotto pressione e identificazioni lente
Le autorità vallesane parlano di una cinquantina di morti (47 confermati) e di circa 115 feriti, con tra 80 e 100 persone in condizioni critiche: gli ospedali della regione sono «al limite delle loro capacità» e restano sotto pressione, con personale rientrato dalle ferie e specialisti in grandi ustioni mobilitati anche da Francia e altri cantoni.
La priorità dichiarata dal Governo e dal Parlamento cantonale è l’identificazione delle vittime e dei feriti non riconosciuti, un processo rallentato dall’assenza di documenti, dalla perdita degli effetti personali nell’incendio e dalla gravità delle condizioni di molti pazienti; le autorità stimano che servirà almeno un altro giorno per avere un quadro più completo, mentre continuano ad arrivare testimonianze e richieste di aiuto attraverso la helpline cantonale (+41.848.112.117) ed i gruppi creati sui social per cercare i dispersi.
Il supporto che la Valle d’Aosta sta garantendo al Vallese dopo la strage di Capodanno a Crans‑Montana si inserisce nel solco di un Capodanno regionale già segnato dal tema della sicurezza, dei botti e del bilancio del Pronto soccorso di Aosta.









