Dopo le ricostruzioni circolate nei giorni scorsi sull’esito della gara per il IV lotto del nuovo presidio ospedaliero regionale “Umberto Parini”, la Société Infrastructures Valdôtaines (SIV) è intervenuta, venerdì 9 gennaio 2026 con una nota per fare il punto ufficiale sulla procedura e, soprattutto, sullo stato delle verifiche.
La gara aperta per l’“affidamento dei lavori di realizzazione del Presidio unico ospedaliero regionale per acuti” – corpi K (nuovo ospedale per acuti), L (Hospital Street e nuova entrata su viale Ginevra) e P (ulteriori parcheggi), è stata pubblicata il 28 marzo 2025, con scadenza offerte 1° luglio 2025.
SIV, società partecipata regionale presieduta da Fabio Fabiani, ha raccontato che sono arrivate sei offerte, tutte in forma di costituendo Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI). La società ha evidenziato inoltre di aver impostato requisiti minimi di partecipazione “fra quelli maggiormente garantisti” consentiti dal Codice degli appalti per lavori oltre i 100 milioni di euro: un filtro che, ha spiegato SIV, ha richiesto verifiche “puntuali” dei requisiti durante luglio e agosto 2025.

Fabio Fabiani, presidente di SIV con l’assessore regionale Carlo Marzi
La proposta di aggiudicazione: 19 dicembre 2025
La commissione giudicatrice, insediata il 7 ottobre 2025, ha concluso la valutazione e venerdì 19 dicembre 2025 ha formulato la proposta di aggiudicazione (la vecchia “aggiudicazione provvisoria”) a favore dell’RTI con Manelli SpA di Torino mandataria e Guastamacchia SpA di Ruvo Di Puglia (Bari) e Strever SpA di San Salvo (Chieti) come mandanti.
SIV ha aggiunto di essere nella fase delle verifiche previste per l’operatore economico proposto. Il responsabile unico del procedimento, l’ingegner Alessandro De Checchi, ha già effettuato, con esito positivo, la verifica dei requisiti generali e speciali tramite Fascicolo virtuale dell’operatore economico (FVOE) e banche dati, incluse quelle disponibili presso ANAC.
Dai controlli svolti non sono emerse cause di esclusione ai sensi degli articoli 94 e 95 del D.Lgs. 36/2023 (per reati gravi come associazione mafiosa, corruzione, frode o per gravi illeciti professionali, violazioni ambientali, sociali, di lavoro, o per conflitti d’interesse) e risultano regolari gli adempimenti contributivi, fiscali e previdenziali.
L’RTI indicato è risultato “largamente” primo sia sul punteggio tecnico sia su quello economico. E, anche se l’offerta complessiva non ha richiesto formalmente l’attivazione della verifica di anomalia, la società precisa che sta comunque effettuando riscontri ulteriori sui prezzi “a titolo cautelativo”.
Il cronoprogramma indicato da SIV è chiaro: con tutta probabilità si potrà arrivare ad aggiudicazione definitiva, formalizzazione del contratto e consegna effettiva dei lavori entro marzo 2026.

Il rendering del nuovo ospedale regionale
Le indiscrezioni: vendita, portafoglio ordini e liquidità
Accanto al quadro formale delineato da SIV, erano state riportate una serie di indiscrezioni e valutazioni attribuite a “ben informati” del settore, che indicavano che l’offerta di Manelli avrebbe ottenuto un punteggio complessivo nettamente superiore alla seconda classificata ed avrebbe comportato un ribasso tale da determinare un “risparmio” nell’ordine di decine di milioni rispetto al valore a base di gara, ipotizzando che la differenza tra le offerte potesse essere letta come la volontà dell’azienda di vincere “a ogni costo”. Inoltre si era evidenziato che l’azienda pugliese sarebbe in una fase in cui potrebbe essere “in vendita” e che l’aggiudicazione ad Aosta potrebbe aumentare il valore della società sul mercato e che negli ultimi mesi Manelli avrebbe acquisito numerosi appalti, ma resterebbe da verificare la capacità di far fronte a tutti gli impegni assunti.
In più era stato sottolineato che, in alcuni contesti nazionali, si sarebbero registrate criticità operative e finanziarie, con ipotesi di cantieri rallentati o fermi e, in almeno un caso, problemi legati al pagamento delle maestranze e la società avrebbe avviato una procedura di composizione negoziata della crisi e sarebbe coinvolta in operazioni societarie, tra cui l’ipotesi di affitto di un ramo d’azienda finalizzato a una successiva acquisizione da parte di un altro soggetto.










