Una cerimonia nell’aula che vide nascere l’Autonomia valdostana e, a seguire, porte aperte a Palazzo regionale: così il Consiglio Valle ha celebrato l’80° anniversario della prima seduta del Consiglio della Valle nominato dal CLN, tenutasi il 10 gennaio 1946.
La commemorazione si è svolta sabato 10 gennaio 2026 nella sala d’udienza della Corte dei conti in piazza Accademia Saint Anselme, luogo simbolico dove, ottant’anni fa, si riunì per la prima volta il Consiglio istituito dal decreto luogotenenziale del 7 settembre 1945 e rimasto in carica fino al 1949, prima delle prime elezioni dell’Assemblea legislativa valdostana.
Ad aprire la mattinata è stato il presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi, che ha legato l’anniversario alla sostanza istituzionale di oggi: senza quella giornata e quel primo atto, ha sottolineato, la Valle d’Aosta non avrebbe l’attuale assetto. Aggravi ha ricordato anche i temi affrontati già allora: dalla ricostruzione economico-sociale al ripristino dei toponimi alterati dal fascismo, dalla riorganizzazione dei Comuni alla trasparenza dell’azione pubblica, fino a scuola, giustizia e solidarietà.

Benoît Dispa, Renzo Testolin, Stefano Aggravi e Patrick Chapuis durante la celebrazione nell’aula della Corte dei conti di Aosta
Ospiti dal Jura e dalla Fédération Wallonie-Bruxelles
Invitati d’onore due rappresentanti di parlamenti francofoni: Patrick Chapuis, vicepresidente del Parlamento della Repubblica e Cantone del Jura, e Benoît Dispa, presidente del Parlamento della Fédération Wallonie-Bruxelles. La loro presenza è stata letta come un richiamo alla dimensione transfrontaliera e francofona dell’Autonomia valdostana.
Chapuis ha parlato di un «rapporto storico» tra Valle d’Aosta e Jura, nato da battaglie identitarie e tradotto nel tempo in cooperazioni concrete. Dispa ha insistito sull’idea di «democrazia di prossimità» e sull’impegno comune nell’Assemblea parlamentare della Francofonia, descritta non solo come spazio linguistico ma come spazio di valori.
Gli interventi dei capigruppo e la chiusura di Testolin
Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche i capigruppo dell’Assemblea: Marco Carrel (Autonomisti di Centro) ha invitato a guardare «all’autonomia di domani», mettendo al centro gli abitanti della Valle; Chiara Minelli (AVS – Rete Civica VdA) ha ricordato la dialettica del 10 gennaio 1946 e il confronto tra visioni diverse, sottolineando la scelta di un’autonomia dentro uno Stato italiano democratico; Clotilde Forcellati (Partito Democratico) ha rimarcato il pluralismo e il coraggio dei primi consiglieri, alla base di un’autonomia intesa come “casa comune” e patto di libertà; Andrea Manfrin (Lega) ha evidenziato che, pur nato come organo “di transizione”, il Consiglio esercitò funzioni legislative concrete e contribuì alle basi dello Statuto speciale del 1948; Pierluigi Marquis (Forza Italia) ha richiamato le sfide europee e globali e l’obiettivo di una Valle d’Aosta attrattiva, competitiva e capace di trattenere i giovani; Alberto Zucchi (Fratelli d’Italia) ha legato la memoria storica alla serietà istituzionale, leggendo l’autonomia speciale come rafforzamento delle istituzioni territoriali nell’unità della Repubblica; Marco Viérin (Centre Autonomiste) ha insistito sul recupero della fiducia dei cittadini e sulla centralità dell’Assemblea regionale ed Aurelio Marguerettaz (Union Valdôtaine) ha ribadito il valore dei decreti luogotenenziali e dello Statuto speciale come tutela del particolarismo valdostano, non come affermazione di privilegi.
A chiudere, il presidente della Regione Renzo Testolin, che ha invitato ad affrontare identità e autonomia «con prudenza e consapevolezza», aggiornando strumenti e risposte ai bisogni della comunità senza perdere il filo storico e i principi che guidarono i primi 25 consiglieri del 1946.

Visitatori nell’aula del Consiglio Valle
Palazzo regionale aperto: oltre 200 visite guidate
La giornata è proseguita con l’apertura straordinaria al pubblico di alcuni spazi dell’Assemblea legislativa al primo piano di Palazzo regionale, in piazza Deffeyes: le visite, realizzate con FAI Giovani Aosta, hanno registrato 220 partecipanti.
Il responsabile FAI Giovani, Francesco Maria Gentile, ha parlato di un segnale di interesse verso luoghi e funzionamento delle istituzioni mentre Stefano Aggravi ha sottolineato invece il valore del lavoro “in rete” tra Istituzioni e associazioni per rendere più accessibili gli spazi della democrazia e rafforzare la memoria storica.
Il 120° anniversario della nascita di Émile Chanoux
In avvicinamento alle celebrazioni per l’80° anniversario del primo Consiglio Valle, il presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi ha ricordato anche un’altra ricorrenza: il 120° anniversario della nascita di Émile Chanoux (9 gennaio 1906), figura chiave della Resistenza valdostana e tra i firmatari della Dichiarazione di Chivasso, manifesto per l’autonomia alpina.
Chanoux, ha sottolineato Aggravi, ha segnato in profondità il percorso dell’autonomia valdostana e la coscienza civica e morale della comunità, immaginando una Valle d’Aosta nuova, fondata sull’autogoverno e capace di ritrovare le proprie radici, non solo linguistiche ma anche di “coscienza comune” dei valdostani.
Richiamando una delle frasi incise nell’aula consiliare (“Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux, ils sont fait pour éclairer le monde; en général ils ne sont pas de grands peuples par le nombre, ils le sont parce qu’ils portent en eux la vérité et l’avenir”, ci sono popoli che sono come fiaccole, fatti per illuminare il mondo; generalmente non sono grandi popoli per numero, lo sono perché portano in sé la verità e il futuro), Aggravi ha aggiunto che, a 120 anni dalla nascita, non basta citarne le parole: la sfida è valorizzarne e attualizzarne il pensiero, rendendolo vivo nel presente.










