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Stefano Aggravi richiama i consiglieri: «responsabilità continua, soprattutto sui social»

redazione aostapresse.it

mercoledì 14 Gennaio 2026 • h. 15:00

Stefano Aggravi richiama i consiglieri: «responsabilità continua, soprattutto sui social»

di redazione aostapresse.it | Mer 14 Gen 26 – h. 15:00

Un richiamo insolito, in apertura della seduta del Consiglio Valle di mercoledì 14 gennaio 2026, è arrivato dal presidente dell’Assemblea Stefano Aggravi, che ha invitato gli eletti a un uso più consapevole dei social network e, più in generale, alla cura della propria immagine pubblica.

«Cari colleghi, permettetemi di ricordare a tutti, che il ruolo di consigliere regionale non si esaurisce nel tempo dell’Aula. La credibilità del Consiglio regionale non è astratta né delegabile: è una responsabilità condivisa, costruita anche attraverso le azioni, i comportamenti e le immagini pubbliche di ciascuno di noi, dentro e fuori quest’Aula. Essere consiglieri regionali è una responsabilità continua, che non conosce pause né “fuori servizio”, nemmeno (e forse soprattutto) nello spazio dei social network», ha dichiarato Aggravi.

Il passaggio è stato interpretato come un riferimento, senza citarlo esplicitamente, al caso nato nei giorni precedenti attorno a una foto pubblicata l’8 gennaio per alcune ore come immagine profilo dal consigliere di Fratelli d’Italia Aldo Domanico: un fotomontaggio in cui compariva con un’arma in mano, dopo l’uccisione, da parte di un’agente dell’Ice, a Minneapolis, negli USA, dell’attivista americana Renée Nicole Good. La foto è stata poi rimossa e sostituita da un ritaglio dell’immagine del gruppo consiliare e Domanico ha minimizzato il caso, spiegando che si trattava «di uno scherzo in famiglia», un montaggio per giocare sulla somiglianza con Gerard Butler nel film “Nella tana dei lupi”.

Gerald Butler in 'Nella tana dei lupi' (©2018 STX films)

Gerald Butler in ‘Nella tana dei lupi’ (©2018 STX films)

Sullo stesso profilo social, inoltre, Domanico indica in modo ironico anche alcune “skill” professionali come “incursore presso SEAL Team Six” e “Sniper presso Berretti verdi”, diciture che nulla hanno a che fare con la sua attività lavorativa (è agente assicurativo) ma che, nel contesto di una carica pubblica, hanno contribuito ad alimentare il caso.

In aula non ci sono stati interventi o repliche sul richiamo del presidente, ma il messaggio è apparso chiaro: il comportamento «da consigliere regionale» non si spegne con il microfono e, nell’epoca dei social, ogni contenuto pubblicato, anche se cancellato, finisce per riflettersi anche sull’Istituzione che si rappresenta.