notizie intelligenti dalla Valle d’Aosta

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Philippe Milleret “assessore alla zona franca”? Testolin stoppa le voci

redazione aostapresse.it

lunedì 19 Gennaio 26 • h. 15

Philippe Milleret “assessore alla zona franca”? Testolin stoppa le voci

di redazione aostapresse.it | Lun 19 Gen 26 • h. 15

In Consiglio Valle, giovedì 15 gennaio 2026, il presidente della Regione Renzo Testolin ha smentito l’ipotesi di una prossima nomina di Philippe Milleret ad assessore tecnico “alla zona franca”, ventilata nei giorni scorsi a margine del dibattito politico sull’attuazione del regime fiscale speciale per la Valle d’Aosta. La precisazione è arrivata in risposta ad un’interrogazione della consigliera di opposizione Eleonora Baccini, che chiedeva conto delle indiscrezioni su un nuovo Assessorato dedicato e sulla possibile investitura del cantautore‑indipendentista passato in quota Forza Italia.​

L’interrogazione di Baccini e la risposta di Testolin

Eleonora Baccini, consigliera regionale de La Renaissance, eletta con 664 preferenze nella lista condivisa con Forza Italia, che poi ha abbandonato alla vigilia dell’accordo con l’Union Valdôtaine, richiamando notizie di stampa su un presunto “assessorato alla zona franca” guidato da Milleret, ha chiesto al presidente se fossero in corso «trattative sotterranee» per creare un nuovo posto in Giunta e se ciò fosse collegato agli equilibri della maggioranza che sostiene l’esecutivo.
​Renzo Testolin ha tagliato corto sulle voci: il presidente della Regione ha escluso «ipotesi concrete di modifica della composizione della Giunta regionale» ed ha ribadito che il Governo sta lavorando sul dossier zona franca «attraverso gli strumenti normativi e di confronto istituzionale già esistenti», senza prevedere al momento un Assessorato ad hoc.
Testolin ha bollato le premesse dell’interrogazione come «alquanto fantasiose», rilevando che l’ordinamento valdostano non prevede né assessori senza portafoglio né improbabili «assessorati esterni», e che anche a livello statale i ministri senza portafoglio non lavorano gratis ma operano su delega senza un proprio apparato. Ha poi invitato Baccini, «amichevolmente», a confrontarsi prima in via informale con Presidenza o interlocutori competenti su questioni «importanti e delicate» come questa, evitando approcci «un po’ maldestri» e «poco attenti alle Istituzioni», che richiedono invece un atteggiamento serio, accurato e attendibile.

Eleonora Baccini in Consiglio Valle

Eleonora Baccini in Consiglio Valle

​Nella replica, Eleonora Baccini ha definito «poco rassicurante» il clima di indiscrezione che ha accompagnato l’argomento, rivendicando il diritto del Consiglio Valle ad essere informato prima che sui giornali sugli assetti futuri dell’Esecutivo, specie quando si parla di deleghe sensibili come quella fiscale ed ha auspicato che la risposta ufficiale del presidente contribuisca a spegnere i retroscena circolati nei giorni precedenti: «quindi forse smetteranno queste voci di corridoio di circolare e soprattutto certi attori o soprattutto attrici del mondo politico valdostano, al di fuori di quest’aula, prima di dare voce ci penseranno due volte», ha affermato, puntando il dito contro chi alimenta indiscrezioni.

Chi è Philippe Milleret, tra indipendentismo, Pas, Forza Italia ed esplosivi

Al centro delle ricostruzioni giornalistiche c’è Philippe Milleret, per anni figura di spicco del movimento independentista Pas – Pays d’Aoste Souverain e poi candidato alle regionali di settembre nella lista di Forza Italia, dove è risultato il secondo non eletto, con 512 voti, che ospitava una componente de La Renaissance in base a un accordo politico.
​Musicista e cantautore in francese e francoprovenzale, Milleret, molto attivo sui social media dove si definisce “chanteur des Alpes”, salirà sul palco del concerto della Fiera di Sant’Orso alla Saison culturelle, mentre di professione è un esperto di esplosivi per l’edilizia, che opera in Svizzera nel settore dei lavori sotterranei e dei cantieri in roccia.

La sua biografia politica ha alimentato l’idea, suggestiva ma al momento non corroborata da atti, di un ingresso in Giunta con una delega cucita su misura sulla “zona franca”: tema iconico della tradizione autonomista, rilanciato dallo stesso Milleret negli ultimi anni come bandiera programmatica del fronte indipendentista e poi portato in dote nell’accordo con Forza Italia.​

Philippe Milleret durate un concerto insieme a Mile Danna

Philippe Milleret durate un concerto insieme a Mile Danna

“Colorare” Forza Italia di rosso e nero

Durante l’incontro pubblico con il presidente del Piemonte Alberto Cirio ad Aosta, la coordinatrice regionale di Forza Italia, Emily Rini, aveva scherzosamente affidato a Milleret un incarico di “abbellimento” della sede aostana del partito e lui aveva raccolto la metafora promettendo di «colorarla con un tocco un pochino più rosso e nero», chiaro rimando alla simbologia indipendentista.
​In quell’occasione Milleret aveva raccontato il proprio percorso, dalla “lotta contro lo Stato” al passaggio in Forza Italia, spiegando di aver scoperto in azzurro «un gruppo di lavoro molto aperto» e rivendicando come naturale “evoluzione” politica la scelta di dialogare con Roma per portare a casa risultati, a partire proprio dall’applicazione della zona franca o, almeno, di forti agevolazioni fiscali per la Valle d’Aosta in sede europea.

L’ipotesi di un Assessorato dedicato alla zona franca, collegato al peso di Forza Italia in maggioranza (già presente con l’Assessorato alle finanze di Mauro Baccega), si era inserita in questo quadro come possibile “promozione” per il neo‑forzista Milleret, rafforzando il partito guidato in Valle da Emily Rini. La risposta di Testolin, però, ha riportato la questione sul piano istituzionale: il dossier zona franca resta aperto, ma come materia trasversale che coinvolge Presidenza, finanze e rapporti con lo Stato e l’Unione europea, non come terreno per creare nuove caselle in Giunta, almeno nel breve periodo.

Per ora, dunque, il “tecnico alla zona franca” resta più una trovata narrativa che una figura reale: Milleret continuerà a dividersi tra cantieri svizzeri, palchi musicali e militanza politica, mentre il Consiglio Valle vigilerà, a colpi di interrogazioni, perché eventuali future alchimie di governo passino prima dall’aula che dal tam‑tam delle indiscrezioni.