notizie intelligenti dalla Valle d’Aosta

notizie intelligenti dalla Valle d’Aosta

Stop alle “scintille” nei locali: ordinanza a Courmayeur

redazione aostapresse.it

martedì 20 Gennaio 26 • h. 17

Stop alle “scintille” nei locali: ordinanza a Courmayeur

di redazione aostapresse.it | Mar 20 Gen 26 • h. 17

A Courmayeur, da martedì 20 gennaio 2026, nei locali pubblici niente fiamme libere e niente articoli pirotecnici in ambienti chiusi. Il sindaco Roberto Rota ha firmato l’ordinanza n. 5979, che ha effetto immediato ed introduce un divieto assoluto su tutto il territorio comunale, “in particolare nei locali pubblici”, per tutelare l’incolumità delle persone e ridurre il rischio incendio.
Il provvedimento nasce “alla luce dei recentissimi tragici eventi di cronaca occorsi in ambito internazionale” che hanno riacceso l’attenzione sulle criticità di sicurezza nei locali. Il riferimento è l’incendio nel locale di Crans-Montana, in Svizzera, collegato anche all’uso di candele e fontane pirotecniche al chiuso.

Cosa vieta l’ordinanza (in pratica)

Il testo parla chiaro: divieto assoluto di utilizzo di fiamme libere e articoli pirotecnici “su tutti gli ambienti chiusi” del Comune. Tradotto: stop alle “fontane” sulle bottiglie, ai giochi di fiamma durante feste ed eventi, e a tutto ciò che può diventare un innesco (o un problema) dentro un locale.
Chi non rispetta l’ordinanza rischia una sanzione amministrativa (pagamento in misura ridotta 50 euro) e la confisca del materiale. La vigilanza è affidata alla Polizia locale ed alle Forze dell’ordine.

Bottiglie di champagne con candele scintillanti in un locale

Bottiglie di champagne con candele scintillanti in un locale

Perché questa moda è esplosa (e perché oggi fa paura)

Quella delle “scintille” al tavolo non è folklore: è marketing. È l’evoluzione del bottle service nato nei club anni ’90 (prima New York, poi Las Vegas e Saint-Tropez), dove la bottiglia non si “serve”: si “annuncia” a tutta la sala con luci, musica e pirotecnica, per trasformare un acquisto in status e in pubblicità vivente.
Il problema è che anche le “fontane” vendute come “fiamma fredda” restano pirotecnica, e in un posto affollato basta poco: un soffitto “sbagliato”, un contatto accidentale, una gestione improvvisata, e lo show diventa emergenza. Le cronache svizzere di gennaio hanno fatto il resto: da lì, la corsa ai divieti.

Non solo Courmayeur: divieti e linee guida stanno spuntando ovunque

Courmayeur non è un caso isolato. A Pescara un’ordinanza del sindaco Carlo Masci vieta le di “fiamme libere, candele pirotecniche, fontane luminose e qualsiasi tipologia di articoli pirotecnici” nei locali aperti al pubblico. Ad Olbia un provvedimento analogo (“stop alle fontane luminose nei locali”) dopo i fatti di Crans-Montana ed in Svizzera il Canton Vallese (ed anche il Canton Vaud) ha annunciato il divieto di pirotecnica nei locali aperti al pubblico.
In Italia, nel settore nightlife, si sta discutendo apertamente di sostituire le candele pirotecniche con alternative LED e di spingere i locali associati verso il divieto, proprio per evitare che una “coreografia” diventi un rischio strutturale.
Sul piano politico nazionale, dopo la tragedia svizzera sono state citate anche ipotesi di divieto generalizzato o misure uniformi (se ne parla a livello di Governo ed i controlli sui locali si sono intensificati in più città).

Cosa cambia ora per i locali di Courmayeur

Il messaggio, per gli esercenti, è brutale ma semplice: gli effetti speciali si fanno con altro. Se vuoi la “parata” al tavolo, oggi le alternative esistono (luci LED, coreografie senza fuoco, scenografie autorizzate). Il Comune, con questa ordinanza, si prende la responsabilità di tagliare corto: meglio una festa meno instagrammabile che una tragedia.