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Edilizia scolastica, tetris infinito: Classico a posto, Manzetti e Maria Adelaide nel limbo

aostapresse.it

mercoledì 11 Febbraio 26 • h. 15

Edilizia scolastica, tetris infinito: Classico a posto, Manzetti e Maria Adelaide nel limbo

di aostapresse.it | Mer 11 Feb 26 • h. 15

Il futuro degli edifici scolastici superiori di Aosta passa da un grande cantiere che si aprirà fra il 2027 e il 2031, ma intanto molte scuole continuano a vivere in strutture nate come “tampone” e mai davvero superate. È il quadro emerso mercoledì 11 febbraio 2026 in Consiglio Valle, quando l’assessore all’istruzione Erik Lavevaz ha risposto ad un’interrogazione di Chiara Minelli (AVS – Rete Civica VdA) su edilizia, trasferimenti e spazi per laboratori e palestre delle secondarie di secondo grado del capoluogo.

Il “quadrilatero” Classico‑Manzetti‑Saint‑Bénin: lavori fino al 2031

Erik Lavevaz ha definito «quadrilatero» l’isolato fra Avenue Conseil des Commis, via Piave, via Festaz nord e via Crétier, destinato a diventare il cuore degli interventi più pesanti:

  • Liceo Classico: l’edificio di Avenue Conseil des Commis, in ristrutturazione, sarà adeguato alle norme di sicurezza con un investimento di circa 5 milioni di euro coperti da fondi FSC/PSC; il termine lavori è fissato a maggio 2027, in vista del rientro delle classi nella sede storica dall’anno scolastico 2027/28;
  • Istituto Manzetti (via Festaz): è prevista la demolizione completa e la ricostruzione di un nuovo edificio «più moderno e confacente alle esigenze di oggi», con avvio lavori nel 2027 e conclusione entro il 2031; costo complessivo 22,35 milioni di euro, di cui 20,55 milioni da Fondo per lo sviluppo e la coesione e circa 1,8 milioni da fondi regionali;
  • Saint‑Bénin e Convitto Chabod: ampliamento degli spazi del convitto e realizzazione di nuove aule didattiche, con lavori previsti dal 2027 al 2030 per 13,8 milioni di euro interamente regionali.

​Durante il cantiere del Manzetti, gli studenti dei due indirizzi oggi in via Festaz saranno trasferiti in via dei Cappuccini, negli spazi liberati dal Liceo Classico e in parte nelle aule dell’ex sede universitaria, dove restano però gli uffici amministrativi dell’Ateneo.

Lo stabile che ospitava il 'Regina Maria Adelaide'

Lo stabile che ospitava il ‘Regina Maria Adelaide’

Liceo scientifico e “Maria Adelaide” bloccati nei prefabbricati

Se sul quadrilatero il cronoprogramma è definito, meno rassicurante è la situazione di chi lavora in edifici provvisori da oltre un decennio. Chiara Minelli ha ricordato che:

  • il Liceo scientifico Bérard e il Linguistico restano nei prefabbricati di viale Chabod, nati come soluzione temporanea;
  • il Liceo delle scienze umane e scientifico “Regina Maria Adelaide” è dal 2016 nella sede di via Chambéry, anch’essa concepita come struttura provvisoria e ancora priva di palestra;
  • il Liceo musicale è diviso tra i prefabbricati accanto al Classico, nel parcheggio dell’ex università ed alcuni locali in corso Padre Lorenzo, usati per le sole lezioni di musica;
  • diverse classi del Licam (Classico – Artistico – Musicale) e dell’istituto Corrado Gex sono sparse fra ex università, corso Padre Lorenzo e altre sedi.

​Per l’ex “Maria Adelaide” di via Torino è prevista una ristrutturazione integrale con demolizione e ricostruzione sul sedime, ma al momento è finanziata solo la progettazione (PFTE, esecutivo e coordinamento sicurezza), che dovrebbe concludersi nel 2026: il quadro economico stimato è di 37 milioni di euro «ancora da reperire». Solo a lavori finiti, in un orizzonte temporale non definito, lì dovrebbero confluire il Liceo Musicale e l’Artistico, oggi spezzettati tra sedi e prefabbricati.
​La sensazione che molte «sistemazioni provvisorie diventino stabili nel tempo pur non essendo sempre adeguate» è uno dei motivi di preoccupazione che ha spinto Chiara Minelli a chiedere l’interrogazione.​

L’ipotesi di accorpamento dell’IT di Manzetti e Isiltep

Nella sua risposta l’assessore ha parlato di dimensionamento dell’Istituto Manzetti e non ha fatto cenno ai laboratori. Se dovessero essere compattate alcune Istituzioni scolastiche superiori, accorpando indirizzi simili, l’indirizzo IT (informatica e telecomunicazioni) del Manzetti e il corrispondente dell’ISIlteP di Verrès potrebbero diventare una cosa sola, in attesa dello studentato che dovrebbe essere realizzato nella cittadina della bassa Valle. La scelta alleggerirebbe la pressione sul cantiere di via Festaz e permetterebbe di concentrare ad Aosta gli altri indirizzi, ma avrebbe ricadute pesanti:

  • per gli studenti dell’alta e media Valle, costretti a percorsi più lunghi e complessi verso Verrès;
  • per gli stessi ragazzi di Aosta, che potrebbero rinunciare al Manzetti o scegliere direttamente un indirizzo diverso all’ISILTeP, modificando la natura dell’istituto cittadino;
  • per l’identità della scuola, che perderebbe un ramo tecnico strategico proprio mentre si investono oltre 22 milioni di euro nel nuovo edificio.
L'istituto 'Manzetti' di Aosta

L’istituto ‘Manzetti’ di Aosta

Fondi di coesione e tempi stretti: il nodo Manzetti

Chiara Minelli ha definito «estremamente sfidante» l’obiettivo di chiudere il cantiere di demolizione‑ricostruzione del Manzetti entro il 2031, ricordando che i fondi di coesione (FSC 21‑27), che finanziano la parte principale dell’intervento, hanno tempi di utilizzo «molto definiti e da rispettare tassativamente». Oltre all’impatto in un’area centralissima della città, la consigliera ha chiesto garanzie chiare sulla destinazione di laboratori e attrezzature, visto che le scuole stanno acquistando nuovi strumenti con risorse a scadenza e non sanno ancora dove saranno collocati.

Lavevaz ha assicurato l’impegno a «preservare spazi di laboratorio e palestre» durante gli spostamenti e ha ricordato che il calo demografico, che colpirà più duramente le secondarie nei prossimi anni, offrirà margini di riorganizzazione attraverso due cicli di dimensionamento scolastico già programmati. Per ora, però, la risposta resta generica: la logistica dei singoli laboratori e la qualità degli spazi provvisori rimangono punti aperti.​

Palestra assente al Maria Adelaide: 16 anni di attesa

Un capitolo quasi assente nella risposta dell’assessore, ma molto presente fuori dall’Aula, è quello delle palestre. Nei giorni immediatamente precedenti al Consiglio, gli studenti del “Regina Maria Adelaide” hanno consegnato a Lavevaz una petizione con oltre 900 firme per chiedere una palestra adeguata alla sede di via Chambéry.

Una nota di Uniti a Sinistra (il movimento nato dalla scissione di VdA Aperta) ricorda che l’edificio, nato nel 2010 come struttura provvisoria e poi reso definitivo, è sempre stato privo di palestra: nonostante l’aumento di aule e iscritti, “dopo oltre 16 anni dall’inaugurazione, nessuna palestra è stata realizzata”. Per le forze di sinistra la mancanza di uno spazio per l’educazione motoria non è un dettaglio logistico ma “una grave carenza strutturale che incide sul diritto allo studio e sul benessere psicofisico delle giovani generazioni”.

In Consiglio Valle, Chiara Minelli, nella replica, ha segnalato che sul tema delle palestre, dal “Maria Adelaide” all’Institut agricole régional, fino al futuro Manzetti, dove si è passati dall’idea di una palestra all’ultimo piano ad una collocazione più bassa, sarà necessario tornare con atti specifici, anche alla luce degli impegni assunti in passato dalla stessa Giunta Lavevaz sulla necessità di nuovi spazi sportivi scolastici ad Aosta.

La scuola in Avenue Conseil de Commis che ospiterà il Liceo Classico

La scuola in Avenue Conseil de Commis che ospiterà il Liceo Classico

Trasparenza e informazione: la richiesta di un cronoprogramma pubblico

Pur riconoscendo positivamente l’unificazione in un unico assessorato di programmazione scolastica ed edilizia, Chiara Minelli ha proposto di creare sul sito della Regione una sezione dedicata all’edilizia scolastica con informazioni aggiornate e cronoprogrammi accessibili a studenti, famiglie e personale: «sono anni che assistiamo a trasferimenti parziali, spostamenti, lavori iniziati e mai finiti, senza che sia chiaro a tutti dove si fa cosa e quando», ha osservato, chiedendo uno sforzo di trasparenza che accompagni cantieri e decisioni.

Tra prefabbricati diventati cronici, palestre mancanti e grandi demolizioni in arrivo, il rischio è che le scuole vivano per un decennio in un cantiere permanente. Le risorse ci sono, oltre 50 milioni di euro fra FSC e fondi regionali solo per quadrilatero, “Maria Adelaide” ed Institut agricole, ma la sfida, ora, è trasformarle in edifici sicuri, funzionali e davvero pensati per didattica, laboratori e sport, evitando che l’ennesima «sistemazione provvisoria» diventi, ancora una volta, definitiva.