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Mutui regionali, la sinistra attacca: «così si aiutano solo i più solidi»

scritto da aostapresse.it

sabato 4 Aprile 26 • h. 17

Mutui regionali, la sinistra attacca: «così si aiutano solo i più solidi»

di aostapresse.it | Sab 4 Apr 26 • h. 17

Uniti a Sinistra e le altre forze extra‑consiliari di sinistra (Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista) bocciano senza appello la riforma dei mutui regionali prima casa varata annunciata dall’assessore al bilancio Mauro Baccega, definendola un intervento «limitato e inefficace» che non affronta davvero l’emergenza abitativa in Valle d’Aosta.
Dietro la narrazione di uno strumento “più giusto” e aggiornato, per Raimondo Donzel e i promotori della nota intitolata “Casa, dolce casa: in Valle d’Aosta non c’è per tutti!” le novità sui tassi agevolati e sull’ampliamento della platea finirebbero per favorire soprattutto chi ha già basi economiche solide, lasciando ai margini giovani precari, lavoratori a basso reddito e nuove famiglie.

Cosa prevede la nuova disciplina sui mutui

La proposta di deliberazione, esaminata dalla Giunta il 27 marzo 2026, riscrive in modo organico le disposizioni applicative dei mutui a tasso agevolato per acquisto, costruzione e recupero della prima abitazione, gestiti tramite il fondo di rotazione presso Finaosta ai sensi della legge regionale 3/2013. Il testo introduce, tra l’altro, l’estensione al comparto agricolo per le abitazioni annesse ai locali di attività, l’accesso esplicito ai cittadini iscritti AIRE, deroghe per i separati che non siano più assegnatari del “tetto coniugale” finanziato in passato ed un incremento forfettario di 4.000 euro per coprire spese notarili, assicurative, perizia e istruttoria.

Restano confermati i massimali di 180.000 euro, elevabili a 200.000 per immobili in classe energetica A o superiore, con una durata fino a trent’anni; il sistema dei tassi viene articolato in base all’ISEE, con uno 0,5% per nuclei fino a 20.000 euro con figli minori e per i proprietari under 35. L’assessore Mauro Baccega rivendica la volontà di rendere lo strumento «più aderente ai bisogni reali delle famiglie valdostane» e di ampliare le opportunità di accesso al mutuo per giovani e nuclei con minore capacità economica, anche velocizzando le istruttorie amministrative.

Raimondo Donzel, portavoce dei cinque movimenti extra-consiliari di sinistra

Raimondo Donzel, portavoce dei cinque movimenti extra-consiliari di sinistra

Le critiche: “misure parziali, favoriti i più solidi”

Uniti a Sinistra e gli altri quattro movimenti contestano l’impianto di fondo: un modello basato quasi esclusivamente sul credito, «anche se agevolato», che per definizione esclude chi non ha garanzie sufficienti per ottenere un mutuo con i “piccoli ritocchi” su tassi e platea rappresentano «misure parziali» che rischiano di rivolgersi soprattutto alle fasce già avvantaggiate, mentre per giovani precari, lavoratori a basso reddito e famiglie in condizioni di reale difficoltà «non ci sono risposte concrete».

Nel mirino finisce anche l’incremento degli importi finanziabili senza contestuale intervento sul mercato: per le forze firmatarie, in assenza di una politica attiva sui prezzi e sugli affitti, più credito rischia di alimentare la speculazione edilizia e contribuire all’ulteriore aumento dei valori immobiliari, aggravando l’accessibilità alla casa. La riforma viene letta come «prosecuzione di un approccio che negli anni si è dimostrato insufficiente e inadeguato», non come una svolta.

“Manca una strategia: servono edilizia pubblica e housing sociale”

I cinque movimenti di sinistra denunciano l’assenza di «una visione strategica» orientata al rafforzamento dell’edilizia residenziale pubblica e al sostegno all’housing sociale. Invece di limitarsi ad agevolare chi ha capacità di indebitarsi, il pacchetto casa dovrebbe mettere al centro, secondo i firmatari: investimenti significativi nell’edilizia popolare, aumento dell’offerta di alloggi a canone calmierato, strumenti davvero accessibili per giovani e famiglie a basso reddito e politiche regolative efficaci per contrastare la speculazione immobiliare.

Uniti a Sinistra richiama anche «il paradosso» di una regione «ricca che invecchia e si spopola», tenuta in equilibrio solo da un «costante flusso migratorio», e chiede alla Giunta di rivedere profondamente l’impostazione delle politiche abitative, aprendo un confronto reale con parti sociali e Amministrazioni locali.
La linea è netta: «la casa è un diritto, non una merce», e per garantirlo non bastano aggiustamenti di tasso e platea, ma «scelte coraggiose e strutturali» capaci di incidere davvero sulla disponibilità e sui costi delle abitazioni in Valle d’Aosta.