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Ricomposizione fondiaria, contributi più semplici per le aziende agricole

scritto da aostapresse.it

mercoledì 1 Aprile 26 • h. 15

Ricomposizione fondiaria, contributi più semplici per le aziende agricole

di aostapresse.it | Mer 1 Apr 26 • h. 15

La Giunta regionale ha riscritto le regole per i contributi a fondo perduto sulla ricomposizione fondiaria, con l’obiettivo di rendere più semplice e conveniente per le aziende agricole accorpare terreni oggi frammentati. Le nuove disposizioni, approvate venerdì 27 marzo 2026, ampliano le spese coperte, eliminano alcuni vincoli considerati troppo rigidi e puntano a favorire la nascita di fondi più grandi e gestibili, per contrastare abbandono e spezzettamento dei campi in Valle d’Aosta.

Che cos’è la ricomposizione fondiaria e chi può chiedere il contributo

Per “ricomposizione fondiaria” si intende il processo con cui terreni agricoli spezzettati o sparsi vengono riorganizzati in unità più ampie, contigue e funzionali, tramite compravendite o permute. L’aiuto regionale copre le spese legali, notarili e tecniche legate a questi atti, fino al 100% dei costi ammissibili, e riguarda solo terreni agricoli (zone E dei PRG, esclusi boschi e particelle con specifici vincoli) situati in Valle d’Aosta.
Possono fare domanda le micro, piccole e medie imprese agricole con codice ATECO 01 attivo, sede (legale o operativa) in Valle d’Aosta e fascicolo aziendale SIAN validato, con una produzione standard minima di 4.000 euro. Sono escluse invece le imprese in difficoltà, quelle con aiuti da restituire per decisione UE o con irregolarità contributive (verificate via DURC).

Le principali novità: più flessibilità sugli acquisti

Finora il contributo era riconosciuto solo per l’acquisto di terreni confinanti con quelli già posseduti dall’azienda; questo requisito viene eliminato. Ora è possibile ottenere il sostegno anche acquistando più particelle non necessariamente contigue a quelle già in proprietà, purché l’operazione porti a costituire un fondo accorpato di almeno 1.000 metri quadrati.
Viene allungato a dodici mesi il periodo entro cui concludere le compravendite necessarie a formare il nuovo fondo, rispetto ai termini più stretti previsti in precedenza. Non sono ammessi aiuti su mappali appena “spezzettati” (frazionati), a meno che il frazionamento serva proprio a facilitare una ricomposizione; ed è chiarito che gli interventi non possono riguardare terreni già compresi in riordini fondiari non ancora chiusi o passaggi tra stretti parenti, coniugi e tra persone fisiche e giuridiche collegati.

Contributi svincolati dal valore dei terreni e nuove spese coperte

La delibera svincola l’aiuto dal valore complessivo dei terreni oggetto di acquisto, fermo restando il rispetto degli altri requisiti di legge. Sul piano pratico, non è più necessario indicare il valore di ogni singola particella nell’atto notarile per ottenere il contributo pieno entro i massimali, anche se, oltre all’accorpamento, vengono acquistate particelle aggiuntive.
Tra le spese ammissibili entrano ora esplicitamente anche la tassa ipotecaria e la tassa d’archivio, oltre alle spese di visura ipocatastale (riconosciute per ogni compravendita o permuta). Si tratta di costi non trascurabili in operazioni che coinvolgono più mappali, che ora potranno essere rimborsati insieme alle spese notarili e tecniche collegate.

Speranza Girod, assessora regionale all'agricoltura

Speranza Girod, assessora regionale all’agricoltura

Niente più punteggio minimo, procedimento a sportello

Un’altra novità è l’eliminazione della soglia minima di punteggio per accedere ai contributi: l’obiettivo dichiarato è favorire la ricomposizione fondiaria di tutte le aziende che hanno i requisiti, senza graduatorie selettive. Le domande saranno istruite in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse disponibili sul capitolo dedicato del bilancio regionale 2026‑2028, con possibilità di “trascinare” all’anno successivo le pratiche non finanziate per mancanza di fondi.

Le vecchie regole approvate con le DGR 392/2024 e 411/2025 vengono revocate e sostituite, ma continueranno ad applicarsi alle sole domande già presentate e non ancora istruite alla data della nuova deliberazione. L’istruttoria deve concludersi entro 45 giorni dalla domanda, con concessione dell’aiuto in caso di esito positivo.

Gli impegni per le aziende: coltivare e non rivendere per dieci anni

In cambio del contributo, le imprese beneficiarie devono rispettare alcuni vincoli di durata. Se i terreni erano incolti, vanno rimessi a coltura entro 24 mesi dall’acquisto (con possibilità di proroga di 12 mesi su richiesta motivata), su almeno il 50% della superficie recuperabile di ogni particella acquisita.
Tutti i fondi accorpati devono mantenere la destinazione agricola ed essere coltivati, direttamente o tramite terzi, per almeno dieci anni dalla data del saldo dell’aiuto; nello stesso periodo non possono essere frazionati o rivenduti, salvo casi particolari autorizzati dalla Giunta per gravi motivi o forza maggiore.

Speranza Girod: «strumento più vicino alle esigenze reali»

«Rendiamo uno strumento già importante ancora più efficace e vicino alle esigenze reali delle nostre imprese agricole», ha sottolineato l’assessora all’agricoltura Speranza Girod. Semplificare le procedure, allargare le spese rimborsabili e togliere i vincoli ritenuti troppo restrittivi serve, nelle intenzioni della Regione, a rendere più conveniente per le aziende investire nella riorganizzazione dei fondi, riducendo il frazionamento che ancora caratterizza una parte consistente del territorio rurale valdostano.

Ricomposizione fondiaria: domande e risposte

  • Chi può chiedere il contributo?
    Micro, piccole e medie imprese agricole con codice ATECO 01 attivo, sede (legale o operativa) in Valle d’Aosta, fascicolo SIAN validato e produzione standard almeno di 4.000 euro.
  • Che tipo di aiuto è?
    È un contributo a fondo perduto che copre le spese notarili (con relative imposte) e tecniche legate a compravendite o permute di terreni agricoli per accorparli in fondi più grandi.
  • Su quali terreni?
    Solo terreni agricoli (zone E dei PRG, esclusi boschi e terreni con alcuni vincoli), coltivati o coltivabili per oltre il 50% della superficie, situati in Valle d’Aosta.
  • Quanto deve essere grande il nuovo fondo?
    Almeno 1.000 metri quadrati di superficie accorpata, ottenibili anche tramite più atti di compravendita.
  • I terreni devono confinare con quelli che ho già?
    No, il vincolo di confinanza è stato eliminato: conta il risultato finale di accorpamento in un fondo minimo da 1.000 mq.
  • Quali spese sono coperte?
    Spese notarili e tecniche, imposte connesse, tassa ipotecaria, tassa d’archivio e spese di visura ipocatastale per ogni compravendita o permuta.
  • Entro quanto tempo devo fare gli atti?
    Gli atti devono essere stipulati entro 12 mesi (prima e dopo la domanda, secondo i casi) rispetto alla presentazione della richiesta di aiuto.
  • Ci sono graduatorie o punteggi?
    Non c’è più una soglia minima di punteggio: le domande ammissibili vengono finanziate in ordine cronologico, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
  • Che impegni prendo sui terreni?
    Rimettere a coltura gli incolti entro 24 mesi (prorogabili di 12) e mantenere destinazione agricola, coltivazione e integrità (niente frazionamento o vendita) per almeno 10 anni.
  • Dove trovo le nuove regole complete?
    Nella deliberazione della Giunta regionale n. 329 del 27 marzo 2026 e nel relativo allegato A, pubblicati sul sito della Regione.